redazionali

'Oltre l'Occidente, rappresentazioni estreme nei tessuti orientali'. Nel Castello di Otranto dal 29 giugno al 18 settembre nell'ambito di 'Salento Negroamaro'

martedì 19 giugno 2007
di Acas services
a cura di Enrico Mascelloni e Graziano Marini con la collaborazione di Alessandro Fantò Dal 29 giugno al 18 settembre le sale del Castello di Otranto (Le) ospitano la mostra Oltre l’occidente rappresentazioni estreme nei tessuti orientali a cura di Enrico Mascelloni. L’esposizione rientra nell’articolato programma di Salento Negroamaro, rassegna delle cultura migranti della Provincia di Lecce interamente dedicata, in questa settima edizione, al rapporto tra la civiltà occidentale e quella arabo-islamica. Quante volte, osservando un tessuto orientale, viene spontaneo leggerci delle forti similitudini con opere celebri dell’arte contemporanea occidentale? Fin troppo spesso, sembra lecito rispondere. E se una parte dell’arte d’oggi resta visualmente estrema e radicale, lo sono e lo son state anche alcune esperienze tessili. Tuttavia risultano pressoché ignote in occidente e questa mostra intende presentarne alcune tra le più sorprendenti. “Il criterio è far conoscere delle rappresentazioni estreme in un linguaggio d’immensa gittata com’è quello del tessuto e in un territorio vastissimo che va dall’Iraq alla Cina. In un mondo, quindi, in cui il tessuto è stato e in parte ancora resta il nodo di massima eccellenza tecnica di molte civiltà e d’innumerevoli culture. Qualcosa di simile, per chiarirne l’importanza, a ciò che è stata la pittura in occidente sino a tempi recenti. In quanto “rappresentazioni estreme”, assai diverse dalla stragrande maggioranza dei tessuti orientali vecchi e nuovi che hanno circolato in Occidente (e spesso poco note anche in oriente), hanno relazioni strettissime con le più audaci esperienze visuali dell’arte contemporanea. Sono state infatti scelte da occhi occidentali e volenti o nolenti innescano meccanismi comparativi con l’arte di casa nostra” (Graziano Marini e Enrico Mascelloni, dal saggio che introduce il catalogo). Verranno presentate opere a volte di notevoli dimensioni e di eccezionale qualità, allestite negli spazi suggestivi del Castello di Otranto. I tappeti di propaganda dello Xing-Xiang (anni ’40-60) e i Tappeti di guerra afghani (dagli anni ’80 ad oggi), protagonisti di un mondo iperfigurativo che si misura con la contemporaneità più calda, convivono con opere che sembrano appartenere a tradizioni immutate e remote e dove l’astrazione tende sia ad un radicale minimalismo che ad un’occupazione fittissima di tutto il campo visivo: antichi feltri centroasiatici, Julakhirs di Buchara e Samarkand, Kilim anatolici e caucasici, grandi teli ricamati (a volte Kilim) del Sind, del Beluchistan e dei territori della Frontiera di Nord-Ovest (area pakistana a ridosso dell’Afghanistan, che, come si vedrà, non produce soltanto le armi per Al Quaeda), tessuti Zoroastriani e teli Qashqa'i dell’Iran. La mostra organizzata da Acas Eventi, si avvale di un catalogo per i tipi SKIRA editore che contiene i testi di Alessandro Fantò, Graziano Marini e Enrico Mascelloni, la riproduzione di tutte le opere in mostra, foto di repertorio, schede e apparati bibliografici. Salento Negroamaro 2007 è promosso dalla Provincia di Lecce e dall’Istituto di Culture Mediterranee in collaborazione con Presidenza del Consiglio dei Ministri, Regione Puglia, il Centro Internazionale di Cooperazione Culturale C.I.C.C., il Gruppo Italgest, il Monte dei Paschi di Siena, la Fondazione Mediterraneo, il Consiglio Internazionale del Cinema e della Comunicazione dell’UNESCO, il Cts, la Conferenza Permanente degli Audiovisivi del Mediterraneo (CO.PE.A.M.), l’Accademia d’Egitto e numerose rappresentanze diplomatiche dei paesi arabi in Italia, le cattedre di Lingua e letteratura araba delle Università del Salento e di Palermo. Inoltre anche per l’edizione del 2007, per la sua rimarchevole attività di promozione culturale, la rassegna Negroamaro si svolgerà sotto l’egida dell’UNESCO nell’ambito della campagna Alleanza Globale per la Diversità Culturale. Salento Negroamaro ha inoltre ottenuto il premio Cultura di Gestione promosso da Federculture, uno dei massimi riconoscimenti nazionali nell’ambito delle attività culturali.

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