politica

In tanti agli Stati generali della Scuola. Bartolini: "Temi vitali per il futuro dei nostri giovani"

venerdì 17 novembre 2017
In tanti agli Stati generali della Scuola. Bartolini: "Temi vitali per il futuro dei nostri giovani"

Con circa 220 partecipanti, una ‘straordinaria partecipazione’, si sono aperti venerdì 17 dicembre a Villa Umbra, gli annunciati Stati generali della Scuola e del sistema di istruzione e formazione professionale, promossi dalla Regione Umbria insieme all’Ufficio scolastico regionale, all’Anci (Associazione Comuni) e all’Upi (Unione Province) Umbria e alla Scuola umbra di amministrazione pubblica. Alla giornata, che si concluderà con l’intervento della presidente della Regione Umbria Catiuscia Marini, prendono parte dirigenti scolastici, docenti, amministratori locali, rappresentanti dei genitori e degli studenti, di associazioni imprenditoriali e di categoria, organizzazioni sindacali, dirigenti degli enti locali.

“Una presenza massiccia - ha sottolineato l’assessore regionale all’Istruzione e al Diritto allo studio universitario, Antonio Bartolini – a conferma di quanto sia forte e sentito da parte di tutte le componenti del mondo della scuola l’impegno a confrontarsi sui temi più rilevanti della scuola e della formazione. Questa giornata – ha ricordato – ha una storia ben precisa: un anno fa, dopo gli eventi sismici del 30 ottobre, presi l’impegno con i sindaci e con il presidente dell’Anci a organizzare una giornata per affrontare in forma partecipata i temi vitali per il futuro della scuola e dei nostri giovani. Nei tavoli tematici che si riuniranno questa mattina, scaturiranno documenti di sintesi che verranno poi discussi nel pomeriggio in sessione plenaria, quali base per i documenti che porteremo poi all’esame dell’Assemblea legislativa”.

“Dalla scuola si parte – ha sottolineato Bartolini – In Umbria c’è una qualità dell’offerta formativa e importanti esperienze, quali quelle degli Its, dell’alternanza scuola-lavoro, nel campo dell’innovazione didattica. Una qualità che si può ancora migliorare per assicurare il futuro dei nostri giovani. La vasta partecipazione a questa giornata di approfondimento indica che stiamo andando nella giusta direzione”. Dell’importanza del sistema formativo ha parlato anche l’amministratore unico della Scuola umbra di amministrazione pubblica, Alberto Naticchioni, introducendo i lavori. “I dati della Banca d’Italia – ha rilevato – ci dicono che in Umbria c’è ripresa economica, ma non occupazione. Oggi più che mai il sistema di istruzione e formazione deve sviluppare quelle professionalità necessarie per rispondere alle esigenze e alle aspettative di un territorio”. Naticchioni si è soffermato sul ruolo della scuola nelle aree colpite dagli eventi sismici del 2016: “A Norcia e nei centri colpiti dal terremoto – ha ricordato – è stato anche grazie alla scuola che si è evitato l’abbandono del territorio. La ripresa delle lezioni ha dimostrato la capacità di saper reagire alle difficoltà causate dal sisma ed ha rappresentato un grande beneficio per la realtà di quel territorio e la collettività regionale”.

L’importanza degli Stati generali della scuola è stata messa in rilievo dal presidente dell’Anci Umbria, Francesco De Rebotti: “Abbiamo messo insieme tutte le componenti del mondo della scuola per trasformare in positivo un periodo di difficoltà e far emergere un contesto in termini di qualità di offerta formativa, didattica, esperienze a cui va dato merito. Stiamo facendo molti sforzi – ha detto – impegnandosi sul fronte dell’edilizia scolastica, ma anche per una formazione dei nostri ragazzi ai quali dobbiamo garantire opportunità”. Quanto ai giovani che lasciano l’Umbria “oggi il punto di riferimento non è più il giardino di casa. Oggi i giovani sono cittadini del mondo. Sono orgoglioso quando vedo esperienze di successo: segno che il nostro sistema formativo fornisce gli strumenti giusti, produce le giuste competenze”.

“Per le nostre scuole – ha detto ancora De Rebotti – ci sono finanziamenti importanti per l’edilizia scolastica; abbiamo contribuito al miglioramento del servizio integrato per la fascia di età fra 0 e sei anni, anche perché è garantendo servizi che si pensa al futuro delle aree interne. La scuola umbra – ha tutte le caratteristiche per essere uno degli elementi caratterizzanti delle politiche comunali e regionali di sviluppo del territorio. Questa giornata ci aiuterà ad affinare il nostro intervento, insieme a tutti gli attori del mondo della scuola. Un appuntamento – ha concluso – che auspico diventi annuale, con un monitoraggio e una verifica dei risultati raggiunti”.

Il vicepresidente dell’Upi Umbria, Giampiero Lattanzi (presidente della Provincia di Terni), proponendo a sua volta che gli Stati generali si ripetano a cadenza annuale, ha ricordato quanto nell’ultimo anno sia stato fatto “per dare risposte immediate e garantire la continuità didattica e la sicurezza. Una situazione che, dal punto di vista economico, ha risentito degli effetti della riforma delle Province, con una carenza assoluta di fondi e anche quelli in arrivo non copriranno tutti gli interventi necessari di manutenzione, ma che è stata gestita con grande senso di responsabilità da parte della Regione e delle istituzioni. La giornata di oggi – ha concluso – è importante anche per affrontare i problemi più cogenti, quale questo”.

“Questa giornata ha un valore particolare – ha sottolineato la neoreggente dell’Ufficio scolastico regionale dell’Umbria, Antonella Iunti, ringraziando la Regione e tutti i partecipanti – perché offre la possibilità di una partecipazione attiva anche a genitori e studenti che diversamente non fanno parte dei tavoli istituzionali. Evidenziare i punti di forza, così come le criticità, consentirà di avere un quadro più definito per le scelte da compiere. Un punto di forza – ha aggiunto – è l’apertura a tutte le componenti: quando si parla di scuola, si parla del futuro di una regione, di come consentire al territorio di vivere – mantenendo un servizio come la scuola che è servizio educativo, ma anche punto di riferimento del territorio – e di crescere. I tavoli tematici di oggi hanno comune elemento comune quello individuare le esigenze del territorio per svilupparne le potenzialità. La scuola è uno strumento di sviluppo del territorio e il dialogo fra tutti gli attori del territorio è utile alla scuola per le scelte più adeguate e per coordinarsi con il territorio”.

Di “grande attenzione e bisogno urgente di confronto” ha parlato Andrea Cruciani, della Consulta provinciale degli studenti di Perugia. “Noi viviamo ogni giorno la realtà della scuola, in aula – ha detto – e auspichiamo che dai tavoli vengano buone idee e, in questo sistema scolastico che si sta evolvendo, si facciano scelte il più condivise e utili possibile: formare è dare speranza ai sogni di noi ragazzi”.

La sessione mattutina è proseguita con la costituzione di dieci tavoli tematici: edilizia scolastica (il più partecipato); istruzione-offerta formativa; aree interne; orientamento, esperienze regionali in relazione alle programmazioni nazionali ed europee; alternanza scuola-lavoro; riforma degli Istituti professionali e sistema duale; diritto allo studio universitario; sistema integrato di educazione e di istruzione da 0 a 6 anni; Agenda digitale: digitale per la t@età-Engagement dei giovani anziani e Scuola digitale; Erasmus Plus (mobilità studenti-scuole-insegnanti). Il lavoro dei tavoli è stato orientato anche alle problematiche e ai diritti delle persone con disabilità e all’integrazione dei bambini e ragazzi con cittadinanza non italiana.

“La giornata di oggi - ha sottolineato la presidente della Regione Catiuscia Marini, concludendo la giornata - segna una tappa del lavoro svolto in questi anni, ma è anche l’avvio di un percorso in cui Regione, mondo della scuola, Comuni, Province, famiglie si impegnano a lavorare insieme, con un approccio che mette insieme strumenti e risorse delle politiche che riguardano la scuola, il lavoro, le imprese, per garantire ai nostri giovani, in una società sempre più globale e sempre più divisa fra vincenti e perdenti, di essere dalla parte dei vincenti, per istruzione, bagaglio di competenze, per inclusione sociale”.

“Dobbiamo fare in modo che, come avvenuto in passato fra gli anni Cinquanta e Novanta – ha detto la presidente – la scuola torni ad essere un importante ascensore sociale. La leva per uscire dal rallentamento successivo e per allinearci agli obiettivi europei del 40% dei laureati rispetto alla popolazione nel 2030 è quella di agire sui percorsi di istruzione e formazione. L’Umbria – ha aggiunto – ha ottenuto risultati importanti, c’è un basso tasso di dispersione scolastica, non ci sono minori a rischio di emarginazione. Ma non ci dobbiamo accontentare. Anche sul fronte delle opportunità occupazionali che dobbiamo garantire, c’è bisogno di aiutare l’innovazione della società e intercettare i bisogni delle imprese e del territorio, con competenze tecnico-scientifiche, del pensiero, della creatività”.

“Serve il contributo di tutti – ha proseguito – ed è importante che i tavoli tematici che si sono riuniti oggi proseguano nel loro lavoro. Vogliamo essere un laboratorio per realizzare quanto ci chiede il sistema di istruzione e formazione, ma anche per portare avanti esperienze regionali, ad esempio su un tema importante quale quello della società plurale dove la sfida della sicurezza passa anche attraverso l’inclusione nell’infanzia e nell’adolescenza”. Affrontando il tema dell’edilizia scolastica, la presidente Marini ha ricordato come “per la prima volta ci sono a disposizione importanti risorse che ci consentiranno in un triennio di intervenire su 180 edifici, a fronte dei 30-40 della programmazione precedente”.

“Per la Regione – ha detto ancora – la scuola è e rimane una priorità, come dimostrano i finanziamenti messi a disposizione dal bilancio regionale, nonostante le minori risorse disponibili. Abbiamo dato prova di qualità, ma non basta: dobbiamo agire sul fronte della disabilità per dare risposte più appropriate così come si deve incidere meglio sotto il profilo delle opportunità occupazionali, cogliendo le possibilità che ci offrono ad esempio la riforma degli istituti professionali e il sistema duale, l’alternanza scuola-lavoro, il sistema degli Its. Anche per quanto riguarda il sistema integrato per la fascia d’età da 0 a sei anni, non vogliamo accontentarci del primato nazionale che l’Umbria ha per la percentuale di iscritti ai servizi educativi da 0 a tre anni, che sono il 37 per cento, ma dobbiamo progressivamente tendere al 100 per cento come per la scuola dell’infanzia che da anni è parte integrante dei percorsi di istruzione”.

“Va rafforzata la qualità complessiva del sistema di istruzione e formazione e uno degli obiettivi della Regione – ha concluso – è quello di arrivare entro la fine della legislatura anche all’accreditamento dei nostri servizi scolastici, a partire da quelli dell’infanzia: un grande ‘passaporto’ per i nostri studenti, ma anche per i docenti, in grado di fare la differenza per il loro futuro”.

Fonte: Regione dell'Umbria

 

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