politica

Audizione della 1^ Commissione Consiliare/Conferenza dei Capogruppo: si è parlato di cas. Piave, cas. Montegrappa, gestione discarica e Ato Rifiuti

martedì 19 febbraio 2008
Riportiamo il presente resoconto, a cura dell'Ufficio stampa del Comune di Orvieto, dal sito web dello stesso Comune www.comune.orvieto.tr.it: Si è discusso di: Caserma “Piave”, Caserma Montegrappa, gestione della discarica e dell’ATO Rifiuti, il 14 febbraio, nell’annunciata riunione della 1^ Commissione Consiliare Permanente / Conferenza Capigruppo con il Sindaco, Stefano Mocio, il V. Sindaco, Marino Capoccia, il Presidente ed il Vice Presidente del C.d.A. di RPO S.r.l., Stanislao Fella e Americo Maresci, il Segretario Generale e membro del C.d.A. di RPO, Claudio Pollini e i tecnici del Comune, Mario Angelo Mazzi (Dirigente Settori Patrimonio e Ambiente), Rocco Olivadese (Ufficio Urbanistica), Roberto Sacco (Ufficio Ambiente). Presenti: il Presidente e il V. Presidente del Consiglio Comunale, Evasio Gialletti e Fusto Vergari, i capigruppo Massimo Gambetta (PD), Maurizio Conticelli (Altra Città), Gianpietro Piccini (PDCI), Consigliere Giancarlo Imbastoni (Sinistra Critica). In apertura della riunione di cui segue un ampio resoconto, è stato definito il calendario di svolgimento dei prossimi Consigli Comunali che saranno il 20 e il 27 febbraio p.v. La seduta di mercoledì prossimo prevede, tra l’altro la discussione, richiesta dai Gruppi di minoranza consiliare, in ordine a “Accordo Regione, ASL, Comune di Orvieto inerente la definizione di strategie di valorizzazione del complesso ospedaliero e di altri patrimoni pubblici presenti ad Orvieto” (di cui sarà Relatore un Consigliere di Minoranza) e l’approvazione delle "Strategie di valorizzazione dei patrimoni pubblici presenti ad Orvieto – Acquisizione al patrimonio comunale del Compresso ospedaliero dismesso di Piazza Duomo" (di cui sarà relatore il Sindaco). Il Cons. Conticelli ha auspicato una seduta consiliare “aperta” al contributo di associazioni, ma a termini di regolamento il Presidente del Consiglio Comunale, Gialletti e il Capogruppo Gambetta hanno escluso tale possibilità. La seduta del 27 febbraio riguarderà, invece, l’approvazione delle controdeduzioni alle osservazioni sul PRG/Strutturale; avrà inizio alle ore 9,00 del mattino e si concluderà con la votazione di ciascuna delle circa 108 osservazioni presentante (le commissioni consiliari competenti saranno convocate nei prossimi giorni). Il Cons. Conticelli ha dato atto che la disposizione tiene conto di precedenti richieste del passato, ed ha auspicato di non arrivare “compressi” al 27 febbraio. Audizione con CdA RPO. Presenti: Stanislao Fella (Pres. RPO), Americo Maresci (V. Pres. RPO), Claudio Pollini, Mario Angelo Mazzi. Il Presidente del Consiglio Comunale, Evasio Gialletti ha riferito che la richiesta di audizione era stata avanzata dalle minoranze nell’ultimo Consiglio Comunale ed approvata da tutta l’Assemblea. Dopo aver salutato il neo presidente di RPO Avv. Fella e tutti gli altri membri del CdA, il Cons. Maurizio Conticelli ha premesso “che le vicende di RPO hanno visto l’azzeramento della precedente Spa ed il ritorno delle competenze in capo al Consiglio Comunale. Dopo qualche tempo – ha detto - registrammo qualche ritardo e chiedemmo una commissione che si occupasse di questo. Quasi contestualmente arrivò il documento di aggiornamento delle linee del Sindaco sulla riqualificazione del centro storico e del complesso ex caserma, con l’invito alla minoranza a ritirare quella richiesta perché - grazie agli emendamenti del gruppo SDI - nel documento stesso veniva ricompresa quella esigenza e perchè la Conferenza dei Capigruppo assumesse il compito di raccordare l’attività con il CdA di RPO. Così non è avvenuto e nell’ultimo Consiglio Comunale del 30 gennaio u.s. abbiamo rappresentato nuovamente questa difficoltà di rapporto ed il mancato rispetto del ruolo che avrebbe dovuto svolgere la conferenza dei capigruppo. In tanti della maggioranza, peraltro, hanno ammesso che la conferenza dei capigruppo non aveva lavorato compiutamente in tale direzione e quindi veniva espressamente sollecitata dal Consiglio a tale obbligo”. “In quel dibattito – ha proseguito - abbiamo presentato una risoluzione che chiedeva una audizione con RPO perché, se da un lato registravamo il mancato coinvolgimento della conferenza dei capigruppo, dall’altro notavamo percorsi non ben decifrabili che necessitavano di chiarimenti. Non vorremmo essere passati da una operazione che forse volava tropo alto ad una operazione che sta navigando con passaggi non chiari: un Presidente nominato per il suo profilo tecnico ma che non percepisce indennità, un manager orvietano che fa da consulente ma non è pagato, l’Arch. Farina del Comune di Roma nominato nel documento relativo alla partecipazione che ha seguito le vicende di RPR su Roma e già prestò la propria collaborazione con la precedente SpA, che anch’esso lavorerebbe senza incarichi formali né dal Comune né da RPO. Lo stesso ruolo dell’Università che sta facendo un lavoro interessante di interviste ma che è cosa slegata dai processi decisionali della caserma, non è chiaro che tipo di incarichi abbia. Insomma, la materia che abbiamo definito come una sorta di ‘mucillaggine’ è delicata e vogliamo la chiarezza. Non abbiamo mai visto atti ufficiali e chiediamo delucidazioni al riguardo. A suo tempo RPO SpA venne di fatto criticata ed accantonata, ma oggi la veste della Srl non è completamente condivisibile. Può sembrare una provocazione ma in realtà rappresento uno stato d’animo. Noi per primi nel 2003, sollevammo la questione della caserma cosa che non era a tutti chiara in termini di ruolo del Comune quale proprietario. Ricordo che presentammo un primo documento nel quale anticipavamo l’esigenza di preparare per tempo l’alternativa alla dismissione della caserma da parte dei militari; producemmo un CD fotografico dei documenti di allora che presentammo in una iniziativa pubblica molto apprezzata, ma poi fummo ricacciati nell’angolo. Ci venne detto che erano finiti i tempi in cui tutti si andava insieme a Roma (leggi la vicenda della legge speciale). Ci fu sbattuta la porta in faccia, ma oggi ,nei fatti il significato di chiusura, è ugualmente evidente”. Avv. Stanislao Fella (Presidente RPO Srl) ha ringraziato per l’invito all’audizione ricambiando l’attestato di stima di Conticelli così come tutto il CdA di RPO presente al completo. “Affinché non si creino equivoci – ha proseguito – mi trovo obbligato a dover avvisare questa commissione della nostra impossibilità in mancanza di una delibera di Giunta e di una autorizzazione formale del Sindaco di disquisire in qualsiasi modo di quella che è una società privata a tutti gli effetti, ancorché partecipata sotto il profilo pubblico. Il nostro è un atteggiamento doveroso, non voluto. Siamo ben disponibili e saremo ben contenti di illustrare a questa commissione ogni risultato peraltro pregevole che sinora riteniamo di aver raggiunto, ma il fatto di entrare nei dettagli ci è impedito da un dovere di riserbo per quanto riguarda l’attività strettamente connessa alla gestione di una società che seppure partecipata pubblicamente rimane a statuto di diritto privato. Quel che riguarda il funzionamento della società e la correlazione di questa con la pubblica amministrazione deve essere autorizzato, questo perché non credo che la gestione di questa società non sia ad un livello complanare con la politica, questa società deve comunque riferire o rispondere al Sindaco che a sua volta risponde alla Giunta e questi organi insieme al Consiglio Comunale che è sovrano. Il livello politico non riguarda il CdA della società che deve essere autorizzato a bypassare questa gerarchia per poter illustrare ogni e qualsiasi domanda o portare ogni o qualsiasi documento ritenuto necessario. Senza questa autorizzazione tradiremmo un dovere di riservatezza e di mandato. Un atteggiamento doveroso, ripeto, tutt’altro che strategico. La riunione di stasera è comunque utile perché almeno conosciamo le richieste che vengono avanzate”. Evasio Gialletti: “mancando questa autorizzazione della Giunta e non essendo evasa la richiesta resta chiaro, quindi che verrà fatta una nuova convocazione del CdA”. Americo Maresci: “ringrazio la conferenza dei capigruppo, il Sindaco e l’Amministrazione Comunale della disponibilità che ci viene data. Il nostro spirito è quello di servizio e di dare un contributo alla risoluzione di un problema. La società era nell’occhio del ciclone. Le competenze che ci sono nel CdA sono di assoluta garanzia per tutti, al riguardo sottolineo la grande attenzione dei Revisori dei Conti. E’ una Società che non è strumento né della maggioranza né della minoranza, non è di destra né di sinistra, ma fa gli interessi di Orvieto. Le scelte fatte fino ad oggi rispondono ai requisiti di economicità e di competenze. Anche se all’esterno appare strano che non vi siano compensi, è una scommessa che abbiamo fatto tutti e che deve dare dei risultati. Quella di concretizzare nel presente dei risultati è la principale preoccupazione che abbiamo e noi per primi percorriamo la strada della trasparenza”. Massimo Gambetta: “il Cons. Conticelli ha messo molta carne al fuoco ma sono cose che già conoscevamo. Sappiamo che dopo una prima fase di difficoltà di RPO si è voluta dare una impostazione diversa. La caserma non è nelle mani di altri se non della città, del Consiglio Comunale che fino ad oggi è stato investito di tutto, con discussioni molto articolate da cui sono emerse istanze precise. Non è stata citata la questione dei ‘Laboratori di Partecipazione’ che ho avuto modo di conoscere e che sono interessanti. Sulla questione che i membri del CdA non prendono gettoni: va detto che questo è un segnale che va nella direzione auspicata da tutti sui costi della politica. Concordiamo, infine, sulle dichiarazioni di Fella a proposito dell’autorizzazione al CdA ad interloquire”. Maurizio Conticelli: “rilevo un atteggiamento molto tattico da parte di RPO ed evidenzio due aspetti: 1) quello formale: ci sono sentenze secondo cui un Consigliere ha diritto di chiedere dei documenti al CdA di una partecipata. Ne ho diritto. L’affermazione di Fella è confutabile. Come Consigliere ho diritto a visionare e ad estrarre copia di quello che chiedo. E’ pure vero che ci sono anche sentenze contrarie, ma è chiaro che molto dipende dalle disponibilità. 2) Richiamo l’attenzione sui contenuti sulla Delibera 105/2007 che aggiornava le linee di indirizzo del Sindaco su Vigna Grande e che tra l’altro già dava un ruolo al Consiglio Comunale e alle Commissioni. Questo documento venne rafforzato dalla stessa maggioranza con un emendamento che stabiliva che la Conferenza dei capigruppo, così come previsto dalla normativa, deve assumere un ruolo di coordinamento tra gli organismi: Sindaco e Consiglio Comunale. Questa delibera confligge con i principi statutari e di assetto giuridico della Srl privata cui faceva riferimento il Presidente Fella. Qualcosa non torna. La riunione di stasera è stata interessante da un lato ma segna un passaggio negativo per come si va a concludere, aggiungo il fatto che in questo momento specifico è assente il Sindaco che poteva dare elementi di rassicurazione”. Evasio Gialletti: “ascoltate tutte le parti concludiamo che appena ci sarà l’autorizzazione e sarà fatto il passaggio nel CdA c’è tutta la disponibilità a riconvocare la riunione”. Americo Maresci: “quali sono le domande del Cons. Conticelli”. Maurizio Conticelli: “non è questione di trasparenza quella che sta dichiarando il CdA, ma in realtà è chiaro che non ci si vuol dire nulla. Noi chiediamo quali incarichi ci sono, quali costi ci sono sugli incarichi e sulla stima della caserma? Non sto sindacando nulla, anzi avrei voluto che fossero percepiti degli oneri. Cosa succede, in assenza di incarichi precisi? Quali prospettive ha la Srl? Il ruolo del Consiglio perché viene meno? Perché i documenti strategici previsti non ci sono stati dati, ma nel frattempo è partito l’Information Memorandum?”. Stanislao Fella: “ribadisco, per evitare equivoci, che c’è la più totale disponibilità alla collaborazione, anzi anche la voglia di farlo poiché riteniamo di avere elementi da poter esternare, c’è però un problema formale che in questo caso è sostanziale. C’è un incarico tecnico-professionale che non è complanare ad un’attività politica quindi devo rispondere quando avrò l’autorizzazione. Posso preannunciare che molte delle risposte a queste domande potranno avere solo una risposta politica in termini di interazioni con le commissioni, noi stiamo lavorando sotto il profilo tecnico e siamo sempre disponibili in qualsiasi momento. Preciso ancora, che non c’è alcun atteggiamento tattico. Serve il passaggio del CdA e l’autorizzazione del Sindaco sentita la Giunta. E’ vero, ci sono delle sentenze a favore, ma anche sentenze contrarie. La riunione dal nostro punto di vista è stata comunque utile perché ci sono state anticipate delle richieste”. Evasio Gialletti: “concludiamo con l’impegno a riconvocare l’audizione”. Caserma Montegrappa (è sopraggiunto il Sindaco) Maurizio Conticelli: “il 15 gennaio ho presentato la richiesta di convocazione della 1^ commissione per i lavori all’interno della Montegrappa. Con l’occasione richiamai una nota dell'8 settembre 2003 che fu inviata al Sindaco e a tutti i consiglieri, fu predisposto una fascicolo da parte del Comitato per la tutela del parco ex Smef con una serie di quesiti ai quali non è stato mai risposto. Ovvero si invocava l’autorità del Sindaco quale autorità competente a verificare eventuali abusi edilizi. Dopo quella nota, in una ulteriore comunicazione del 14 giugno 2007, facemmo presente di avere acquisito tramite il Consigliere Regionale Dottorini che si era interessato della cosa presso l’Assessore Regionale Bottini, una interessante documentazione da cui risultata che i lavori all’interno della caserma Montegrappa erano sprovvisti dell’autorizzazione ai fini ambientali, tant’è che la Regione stessa aveva previsto una sanzione che dovrebbe ancora comminare. Le costruzioni poi sono state realizzate regolarizzando l’originaria mancanza di autorizzazioni quantunque altre opere, però, erano già state realizzate senza autorizzazioni. Poco tempo dopo dall’ultima comunicazione del 14 giugno, in conferenza dei capigruppo il Sindaco ci chiese tempo in attesa di acquisire documenti ed approfondire l’argomento, ma da allora non abbiamo avuto altri riscontri, anzi siamo più volte tornati sull’argomento anche sollecitati dal Comitato cittadino”. “Agli inizi dell’autunno, a seguito dell’avviso di garanzia consegnato al concittadino Cardinali, ci fu una assemblea spontanea di numerosi cittadini al Palazzo dei Sette che decisero di incaricare un gruppo ristretto di persone – fra cui il sottoscritto, il Cons. Imbastoni e l’On Rashid – per chiedere un incontro urgente al Sindaco. Un passaggio delicato su cui è mancata la risposta. C’è poi la mancata risposta verso una apertura che è stata realizzata in via Quattro Cantoni, una pubblica via, su cui abbiamo chiesto più volte gli estremi autorizzativi (anche il 14 maggio 2007), ma ancora siamo stati ignorati. La vicenda delle mancate risposte dell’Amministrazione è ormai diventata pesante fino ad arrivare all’ultimo Consiglio Comunale del 30 gennaio u.s. con l’approvazione della convenzione per l’utilizzo degli impianti sportivi dove noi abbiamo commentato negativamente le premesse pur dichiarandoci disponibili ad andare ad una pacificazione, non senza delle condizioni condivise”. Evasio Gialletti: “dopo quella richiesta di gennaio, il 12 febbraio venne fatta una conferenza dei capigruppo, al termine della quale fu dato mandato al Presidente del Consiglio Comunale e al Sindaco di chiedere una visita e un sopralluogo alla caserma. Cosa che è avvenuta: il Comandante della caserma ha concesso la visita al Sindaco, alla Giunta e al Presidente in rappresentanza del Consiglio, mettendo a disposizione un documento di cui ho informato la conferenza dei capigruppo nella prima riunione utile. Quindi non siamo stati fermi”. Maurizio Conticelli: “l’assenza delle componenti consiliari a quella visita è oltremodo grave. Ci sono numerosi verbali delle conferenze di capigruppo”. Sindaco, Stefano Mocio: “Conticelli ha espresso un suo punto di vista importante ed ha sottolineato una serie di aspetti alcuni relativi a presunte competenze dell’Amministrazione Comunale altre che riguardano il Sindaco relativamente all’incontro richiesto. Su questo ho poco da dire se non che ritenevo inopportuno fare riunioni inerenti un processo. Ho espresso una posizione neutra, né di attacco né di solidarietà che ritengo corretta. Conticelli fa anche riferimento a controlli che dovrebbero essere di nostra competenza ma che sono atti di gestione. Tutti gli atti il Sindaco li ha trasmessi all’ufficio urbanistica competente per capire se sono atti di gestione di nostra competenza o se non lo sono, trattandosi di una caserma. A questo punto questa riunione si deve concludere con la chiarezza su aspetti che non possono essere più lasciati sul piano politico ma che, se ve ne sono gli estremi, debbono essere trasmessi alla magistratura. L’Ing. Capo potrà dirci cosa è di nostra competenza”. Ing. Mario Angelo Mazzi: “la documentazione è già tutta in possesso dei Consiglieri. I problemi sul tavolo sono tre: 1) l’abbattimento delle piante e su questo, anche in relazione agli articoli di stampa, c’è stata anche una inchiesta della Corte dei Conti alla quale abbiamo risposto con una nota del 14 giugno 2007; 2) le autorizzazioni per la realizzazione del nuovo corpo di fabbrica all’interno della caserma a cui si è risposto alla Commissione Consiliare con nota 14 maggio 2007) ricostruendo tutti i passaggi che, dopo quello iniziale del Comune, sono stati poi effettuati da altri enti competenti, quali Soprintendenza / Ministero Beni Culturali, Regione Umbria e Provincia di Terni; 3) il passo carrabile è stato aperto prima come passo di cantiere e poi autorizzato come passo definitivo, va precisato che non si comprende l’attenzione su questo aspetto quando, di fatto, è la soluzione di tutti i problemi compreso quello della Confaloniera. La GdF per propria necessità ha rinunciato all’accesso ufficiale al parco sulla Confaloniera, di fatto però con questa soluzione definitiva della porta carraia della caserma su Via Quattro Cantoni, il Comune ha potuto fare i lavori di riqualificazione su Viale Carducci”. “La realizzazione della nuova struttura – ha aggiunto – inizia con la nota del Ministero Infrastrutture e Trasporti / Settore Infrastrutture Perugia / Sezione Tecnica di Terni, che trasmette al Comune ‘per opportuna conoscenza’ un elaborato planimetrico che riporta l’ubicazione della palazzina in questione con allegato il provvedimento con il quale l’intervento viene dichiarato ‘segretato’ in quanto ‘opera di difesa militare’. L’ufficio Urbanistica / Caposezione ha dato riscontro a quella nota prendendo atto dei contenuti della stessa e richiamando le disposizioni di legge in base alle quali le opere di difesa militare segretate, sono sottratte al controllo. Ai fini paesaggistici, il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, inoltra richiesta alla Soprintendenza la quale erroneamente risponde al Ministero e per conoscenza al Comune, sostenendo che la competenza relativa alle autorizzazioni paesaggistiche è del Comune di Orvieto, competente anche ad indire la Conferenza dei Servizi. Noi non facciamo altro che - una volta che come commissione viene approvato un qualunque progetto, laddove riguarda una zona soggetta a vincolo - trasmettere il nostro parere e il progetto alla Soprintendenza, senza rilasciare autorizzazioni preliminari. In questo caso quindi al Comune non doveva pervenire nulla non avendo competenza diretta. L’Ufficio Urbanistica / Caposezione, fece presente alla Soprintendenza che da parte della Regione dell’Umbria la sub-delega delle funzioni in materia ambientale agli Enti Locali, esclude le opere di interesse statale e perciò il Comune non è legittimato ad indire alcuna Conferenza dei Servizi per opere di interesse statale eseguite dall’Amministrazione o dagli Enti istituzionalmente competenti. Con nota trasmessa per conoscenza al Comune, il Ministero Infrastrutture / Provveditorato alle Opere Pubbliche, volendo assicurare la maggiore tutela possibile del bene paesaggistico-ambientale, il 17 marzo 2007 convoca la Conferenza dei Servizi per ottenere il rilascio dell’autorizzazione paesaggistica ai sensi dell'art. 146 di competenza della Regione Umbria. Come risulta dal verbale della Conferenza dei Servizi fra Regione dell’Umbria – Ministero delle Infrastrutture – Ministero per i Beni e le Attività Culturali (consultabile tramite internet) in esito all’istruttoria degli uffici regionali, si autorizzano gli interventi ai fini paesaggistici e per le opere già eseguite, viene accertata la compatibilità paesaggistica con applicazione della dovuta sanzione pecuniaria. Sulle competenze relative alla Legge 64 si è espressa per competenza la Provincia di Terni”. “Sull’abbattimento delle piante – ha aggiunto il tecnico comunale - in ordine a chiarimenti sulla regolarità amministrativa chiesti dalla Corte dei Conti, il Comune ha risposto che: il Testo Unico Regionale per le foreste stabilisce in materia di autorizzazione all’abbattimento di specie arboree sottoposte a tutela, che le medesime vengano rilasciate - se non ricadenti in zona di tipo E – dai Comuni previo parere favorevole della Comunità Montana territorialmente competente. Con nota del 13 gennaio 2005 integrata il 1° febbraio il Centro Addestramento di Specializzazione di Orvieto e firma del Comandante ha richiesto l’autorizzazione all’abbattimento di otto pini nell’ambito dei lavori di realizzazione di un nuovo corpo di fabbrica all’interno del centro medesimo. Il Comune, con relative note trasmette l’istanza alla Comunità Montana per l’acquisizione del rispettivo parere, quest’ultima con nota del 24 febbraio comunica al Comune che le opere non sono soggette alla normativa inerente la tutela delle piante in base alle disposizioni della legge 831. Il Comune facendo proprio il parere della Comunità Montana con nota del 23 marzo comunica al richiedente che l’abbattimento non è soggetto ad autorizzazione rilasciando nulla osta subordinato al rispetto di tutti gli accorgimenti tecnici onde evitare danni di qualsiasi natura e fatta salva l’osservanza di altre norme e regolamenti non ricompresi nella medesima legge regionale”. Cons. Maurizio Conticelli: “perché devo attendere due anni per avere una risposta? Chiedo quindi, che si rispettino i tempi per le risposte ai Consiglieri e chiedo copia delle note poc’anzi lette. Sulla segretazione dell’opera pubblica penso che siano stati trovati degli escamotage per giustificare tale motivazione. Il Sindaco deve garantire tutti i cittadini, la storia dei lavori interni alla Montegrappa è nata molto male, sin da subito. Su questo io sollevai una questione politica, altri a suo tempo hanno accettato che l’Ente Locale fosse sopraffatto dall’autorità militare, riaccettando una sorta di centralismo dello Stato. Quelle opere realizzate, che non si sa a cosa servano, sono state sanate ma siamo in violazione di tutto. Questo problema lo posi già all’ex Sindaco che ne prese atto. Io voglio arrivare ad una pacificazione ma non stando ‘sotto scacco’. Per me è poco dignitoso. Quando venne realizzato l’edificio facemmo presente che c’erano 12 appartamenti vuoti sul complesso di piazza San Domenico annesso alla Smef ed il cittadino non riesce a giustificare queste cose. Certe prepotenze sono inaccettabili e l’atteggiamento dell’Amministrazione sembra quello di chi si piega. Nel cartello dei lavori (operazione dove, peraltro, si configurava un abuso) l’Assessore all’Urbanistica figurava direttore di cantiere e la risposta dell’Amministrazione Comunale fu ‘i lavori sono belli’, poi risultarono abusivi perché sprovvisti di autorizzazione ambientale. Tutta la vicenda a mio avviso va spostata su un piano politico e l’atteggiamento dell’Amministrazione Comunale non è stato lineare. Oggi invito l’Amministrazione Comunale a farsi tramite perché venga ritirata la denuncia verso i cittadini. Manteniamo la disponibilità alla pacificazione ma fintanto che non ci sono atti, il nostro atteggiamento persisterà. Siamo certi che ai sensi della legge degli abusi, il Sindaco ha vigilato anche alla luce del fascicolo consegnato dal Comitato per la tutela dell’ex Smef, azione che fu mantenuta sui binari istituzionali? In conclusione, sono mancate le risposte. Un clima di pacificazione non si costruisce a senso unico. Si deve trattare”. Cons. Giampietro Piccini: “va dato atto dell’invito alla pacificazione avanzato da Conticelli. Lui ed altri cittadini avevano il diritto di osservare che qualcosa non andava. Ciò che andava sanato è stato sanato. Il passo d’accesso viene autorizzato con atto dirigenziale d’ufficio. Sulle risposte tardive c’è un regolamento del Consiglio Comunale che fissa i tempi delle risposte e che va rispettato. Quanto alla denuncia nei confronti dei cittadini, non credo che formalmente l’Amministrazione Comunale possa fare un atto ufficiale per chiederne il ritiro , forse sotto forma di azione diplomatica da parte del Sindaco. La situazione è molto delicata e su questo non mi pronuncio”. Sindaco, Stefano Mocio: “abbiamo piena fiducia nell’operato degli uffici e non abbiamo dubbi sulla giustezza degli atti compiuti. Il Sindaco respinge qualsiasi ipotesi di dipingere la città e l’Amministrazione nel suo complesso, come piegata, genuflessa nei confronti della Guardia di Finanza. Non so cosa si intenda per pacificazione e trattativa, dico soltanto una cosa: la legge deve valere per tutti ed è un aspetto fondamentale, però non va dimenticato il ruolo importante che la Guardia di Finanza ha rappresentato e rappresenta in questa città. La risoluzione approvata dalla maggioranza nell’ultimo Consiglio Comunale è condivisa, pensata e della quale siamo assolutamente convinti. Non ci devono essere guerre fra pezzi dello Stato. Ciascuno deve fare la propria parte per superare le incomprensioni. In questo senso non mi sento di condannare il lavoro fatto dal Comitato cittadino per sollevare problemi nell’interesse generale. Mi piacerebbe che questa situazione si superasse affinché l’intera città possa guardare a questi aspetti con più serenità”. Gestione discarica e ATO Rifiuti Cons. Maurizio Conticelli: “alla fine della passata legislatura chiesi - e ho continuato a farlo in questa legislatura - i dati sulla discarica (riempimenti, volumetrie, agio ambientale) per confrontarli con quelli di cui disponevo, ma non sono mai pervenuti. Già due anni fa mi preoccupai a seguito di una inchiesta televisiva piuttosto inquietante di ‘Report’ riferita alla questione delle ecoballe che dalla Campania andavano in Germania e che rilasciavano rifiuti e percolato, chiedendo di sapere esattamente in cosa consistevano le ecoballe che arrivarono ad Orvieto, giacchè ci è stato sempre detto che era frazione secca, addirittura CDR che veniva separato nei centri campani e poi arrivava al nostro impianto. Rivedendo, recentemente quei servizi con il percolato che usciva dalle ecoballe, ho chiesto di sapere cosa contenevano e cosa era andato in discarica, chiedendo il 25 di agosto u.s. una riunione urgente della conferenza dei capigruppo, ma ancora non ho saputo nulla. Ciò mi permette di dire che una volta in Comune funzionava la Commissione Ambiente preposta al controllo e vigilanza della discarica, ma quando nel ’99 si è cambiato registro, venne azzerata. Sia nel 1999 sia nel 2004 all’atto dell’istituzione delle Commissioni permanenti ho riproposto la sua istituzione che ritengo una questione centrale per tutti noi. Lancio quindi la proposta di tornare a riflettere sulla necessità di individuare strumenti di partecipazione adeguati ed efficienti. Ad esempio una Consulta per l’Ambiente poiché ci sono soggetti politici che intervengono nel dibattito, danno contributi e che hanno bisogno di conoscere la materia. Forse dobbiamo interrogarci sul piano metodologico. Rispetto ai rilievi contenutistici nella visita di ieri alla Discarica sono stato in parte rassicurato dai dati che mi sono stati forniti, ma le risposte le chiedo in ambito istituzionale. Chiedo, inoltre, che vengano attivati dei controlli anche sulla radioattività dei rifiuti e sui discarichi dell’acqua come è avvenuto in altre realtà. Chiedo che venga attivata l’ARPA per fare questo tipo di controlli. Ieri abbiamo apprezzato tutti la bontà della Discarica e l’impiantistica che è funzionale ed ha prospettive di creare valore aggiunto. Sono proposte che vanno nella direzione della massima partecipazione, utili a mitigare sul nascere alcune inevitabili situazioni di conflitto”. Ing. Mario Angelo Mazzi: “forniamo la sintesi dei dati che da sempre sono in nostro possesso sui quantitativi, sui codici dei materiali ingressati in Discarica e le copie dei codici e delle relative autorizzazioni. Sulla natura del materiale di Napoli ingressato in discarica, i controlli sono stati eseguiti dalla Forestale, dalla Guardia di Finanza e in un periodo anche dall’Arpa, ma attualmente non sono disponibili perché in possesso della magistratura, ovvero sin dal momento in cui è scattata la questione dell’accertamento dei quantitativi, sono iniziati con continuità i prelievi. Posso però testimoniare che, trattandosi di rifiuto urbano, la verifica veniva fatta con continuità e a vista su tutti i carichi prima dell’ingresso delle eco-balle in discarica. I tir restavano fuori dal cancello, si accertava la natura del codice, il tempo di percorrenza dell’automezzo e la sua provenienza, verificata la rispondenza del carico con quanto autorizzato si procedeva all’ingressamento. Si scaricava e si ammassava separatamente a quello che entrava costantemente dall’Ato, dopo di che si trattava il materiale e si portava in discarica”. Ing. Roberto Sacco: “relativamente alla ‘questione Napoli’ da giugno 2003 ad aprile 2004 sono state ingressate 131.510 tonnellate. Si tratta di tre sole tipologie di rifiuto identificate secondo il Codice Europeo dei Rifiuti e tutte provenienti da impianti di trattamento. Nel dettaglio: nei mesi di novembre-dicembre 2003 / gennaio-febbraio-marzo-aprile 2004 abbiamo ingressato 66.193 tonnellate di rifiuto classificato con codice identificativo 190503 che corrisponde a un rifiuto proveniente da trattamento aerobico dei rifiuti che si chiama compost polispecifico; 17.511 tonnellate (codice 191210) di rifiuto proveniente da un trattamento meccanico del rifiuto, un rifiuto combustibile, il famoso CDR che è stato ingressato solamente nei mesi di maggio-giugno-luglio-primi giorni di agosto. E’ stato poi ingressato un altro quantitativo di 47.804 tonnellate è sempre un rifiuto da trattamento meccanico dei rifiuti con codice 191212 riferito ad altri rifiuti, compresi materiali misti di natura organica. Questi sono i codici che sono stati autorizzati, conferiti ed entrati in discarica”. “Il secondo accordo di programma – ha aggiunto il tecnico – è dell’ottobre 2002 ma i conferimenti sono iniziati il 6 maggio 2003, il primo accordo di programma era di un anno prima e riguardava 40.000 tonnellate (20.000+20.000). Per ogni tipologia di rifiuto abbiamo preliminarmente: le analisi eseguite da un soggetto qualificato alla partenza del rifiuto, per ogni carico il trasportatore deve essere dotato del formulario di identificazione del rifiuto (FIR) a cui è sempre allegata una dichiarazione che il rifiuto trasportato è quello conforme all’analisi effettuata dai laboratori chimico-biologici. A noi compete questo”. Cons. Massimo Gambetta: “dalla visita di ieri e alla luce del gran parlare che si fa intorno alla questione rifiuti, voglio sottolineare che il nostro impianto lavora nella massima sicurezza e le affermazioni dell’Ing. Sacco lo dimostrano, dandoci la possibilità di dare sicurezza ai cittadini. Quello che avviene dentro la discarica è un processo serio, oculato, responsabile e più che controllato. Usare termini come eco-balle può innescare meccanismi fuorvianti. La cittadinanza può stare tranquilla che quello che l’Amministrazione Comunale sta facendo insieme con Sao e Acea è tutto verificato”. Cons. Gianpietro Piccini: “prendo atto che dal punto di vista dei documenti l’Amministrazione Comunale ha rispettato tutto ciò che andava rispettato. La gestione della discarica interessa tutti e mette in evidenza il fatto che il rifiuto in discarica viene scomposto e ricontrollato, il che è un’ulteriore garanzia. Va ribadito che l’impianto è un fiore all’occhiello, un impianto che in questo momento sta sopperendo alle difficoltà di livello provinciale e regionale per le note problematiche che il futuro nuovo PRR dovrà rimuovere. Oltre ai comuni del ternano vengono anche alcuni comuni del perugino. Quello che oggi avviene nella nostra discarica può essere preso a modello in altre realtà”. Presidente, Evasio Gialletti: “la visita in discarica di ieri è stata utile e l’impianto è effettivamente all’altezza. Certi allarmi lanciati anche a mezzo stampa non sono veritieri e va lanciata una campagna di comunicazione adeguata da parte di Sao / Acea. L’impianto è stato sottoposto a controlli di vario tipo da parte di vari soggetti e che evidentemente hanno dato lo stesso risultato di chiarezza. Probabilmente è l’unica discarica dell’Umbria a norma. L’impianto è una risorsa, una realtà da valorizzare più che demonizzare”. Ing. Mario Angelo Mazzi: “fra Comune e Sao/Acea va costruito il prima possibile un ciclo e sollecitata una evoluzione dell’impianto. Il tema è: come attuare l’evoluzione partendo da un qualcosa che attualmente ci consente di ragionare. Stiamo verificando ciò che accade nel resto d’Italia. Occorre costruire un qualcosa che stia nella logicità tecnica”. Cons. Maurizio Conticelli: “da parte mia ribadisco la richiesta dei controlli dell’Arpa e quella di approfondire le correlazioni fra le quantità smaltite in discarica risultanti dai certificati e le volumetrie occupate. Chiedo poi quando arriverà in Consiglio Comunale l’accordo transattivo con la Sao di 408.000 Euro. Avverto, infine, come allarmante, il fatto del cambiamento di contratto per gli operai e la questione dello spezzamento posto dal documento della CGIL”. Sindaco, Stefano Mocio: “sulla questione dei controlli c’è una fitta corrispondenza fra potere di indirizzo e potere attuativo, anche in questi giorni ci sono controlli chimici e geometrici, ci siamo aggiunti ai soggetti che già lo fanno, assumendoci tutte le responsabilità. Quindi i controlli più si fanno meglio è. Quanto alla maggiore partecipazione, da parte mia c’è la piena disponibilità a discutere lo strumento più adatto per lavorare in tal senso, la questione potrebbe essere vista già nell’ambito dell’elaborazione del Piano comunale. Agenda 21, peraltro, è già attiva. Appena svolti i Consigli Comunali già programmati, faremo un Consiglio Comunale sul piano ambientale inserendo la questione dell’ampliamento delle forme partecipative e gli strumenti della partecipazione. C’è massima apertura”.

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