politica

Puntando sull’occupazione Ficulle ribatte: 570 ficullesi vogliono la cava

domenica 24 aprile 2005
di Laura Ricci

A poche ore dalla conferenza stampa del comitato “in lotta” per scongiurare l’apertura della nuova cava tra Ficulle e Parrano nella Valle del Chiani, il Comune di Ficulle, sul cui territorio la cava progettata insiste, rende note con un comunicato le sue ragioni, lamentando tra l’altro di non essere stato invitato alla conferenza stampa.
L’obiezione sollevata riguarda soprattutto il problema occupazione, così che si contrappongono le 70 firme del comitato contro il progetto di cava alle 570 di cittadini residenti che, per sostegno dell’occupazione dei lavoratori della ditta interessata, la cava invece la vogliono. E le dimensioni di estrazione esigue – 117.000 metri cubi contro i 500.000 di standard – spingono a ritenerla un problema ambientale di scarsa rilevanza. In attesa della decisione regionale sull’effettivo impatto ambientale, il Comune di Ficulle non ha ovviamente ancora dato nessuna autorizzazione. La posizione è quella di ritenere “legittimo che altri cittadini, in questo caso quasi un paese intero, si preoccupino dell’occupazione di decine di lavoratori e delle loro famiglie, oltre che di conservare l’ambiente in cui vivono così come hanno fatto fino ad oggi, nel rispetto delle leggi vigenti”.

Il nostro giornale aspira a fare – se ci riesce e riuscirà nella nuova impostazione che si è data – informazione il più possibile corretta, documentata, non demagogica: per questo nel suo ambito, un po’ come la piccola grande cronaca degli annales, sfruttando le potenzialità del mondo internet pubblica molti, diretti “documenti”. Senza tuttavia esimersi, quando è il caso, dall’esprimere opinioni: spero non affrettate, sempre col beneficio del dubbio, nel rispetto dell’altro. E, in questo “caso”, forse è il caso.
Molti sanno che, nel mio passato, proprio nella difficile dimensione di un piccolo centro - sì, difficile, la dimensione politica in un piccolo centro è molto, molto difficile - c’è stata la politica attiva: una minoranza costruttiva prima, che forse è raro, e poi, proprio per quello spirito costruttivo, l’esperienza amministrativa. So dunque sulla mia pelle quanto amministrare non sia facile, quanto – come affermano gli amministratori di Ficulle – non ci si possa e non ci si debba far influenzare da chi urla più forte, ma si debba, talvolta anche in dissidio con le proprie convinzioni, seguire la cosiddetta “normativa”. Non me ne vogliano tuttavia gli amministratori di Ficulle se affermo che il problema non si può – credo – risolvere con un computo di numeri e di grida più o meno forti, ma che è più vasto e generale e non si risolverà neanche con il risolversi, in un modo o nell’altro, di questa specifica questione. E’ un problema di qualità, non di quantità, nel quale a mio avviso non contano 100.000 o 500.000 metri cubi, 70 o 570 firme
E’ vero, la valutazione dell’impatto ambientale spetta alla Regione. Ma quando la Regione avrà deciso, se la cava si farà l’impatto ambientale, più o meno piccolo, per un territorio che punta sull’incontaminato ci sarà; e viceversa, se non si farà, per molti ficullesi resterà e si aggraverà il problema dell’occupazione, quello che talvolta spopola i nostri luoghi proprio dei “locali”, come a Ficulle è già avvenuto e avviene in modo non indifferente.
E allora – senza che adesso nessuno mi metta l’etichetta di “verde” (non amo le etichette) – forse ha ragione Franco Parlavecchio, speriamo che questo e altri fatti inducano la Regione a capire più decisamente, magari anche con una rivisitazione delle normative e dei conseguenti atti di appoggio a determinati settori di sviluppo – da quale parte vuole andare. E i sindaci e le giunte del nostro territorio, intanto, a fare sempre più quella programmazione concertata tra piccoli comuni, sia nelle scelte politiche che nei servizi – come di fatto, saggiamente, per molti settori già avviene – che sempre più è imposta sia dalla programmazione di un futuro armonico e conveniente per tutti, sia dalla difficile gestione dell’esistente, sia dalla gestione ancora più ardua dell’emergenza. Parlante, a quest’ultimo proposito, l’esempio davvero emblematico della seria vicenda dei Fori di Baschi.

Il comunicato stampa del Comune di Ficulle

Questa mattina per l’ennesima volta ritroviamo sulla stampa notizie che riguardano una cava nel Comune di Ficulle, con citati personaggi “illustri” che hanno sollevato scudi.
Riteniamo sia giunto il momento di introdurre elementi di chiarezza e di porre in essere tutto quello che è necessario per tutelare l’immagine del nostro paese.
Intanto, affinchè si sappia, al Comune di Ficulle sono arrivate due raccolte di firme una contraria alla cava in questione con 70 firme per la maggior parte di persone non residenti, una a sostegno dell’occupazione dei lavoratori della ditta interessata, questa con 570 firme quasi tutte di cittadini residenti.
Per quello che ci riguarda tutti i cittadini sono illustrissimi e tutti meritano di essere tenuti nella giusta considerazione, a partire dal Monaco Graziano per arrivare a “Mario Rossi”, pertanto lungi da noi l’essere condizionati o intimoriti.
Un altro aspetto che ci interessa sottolineare è che la difesa della Valle del Chiani, come del Paglia o del Tevere non può passare dalla contestazione di una cava di mc.117.000. Bisogna considerare che una cava media può avere circa mc.500.000 di materiale estraibili, e che probabilmente nel nostro comprensorio ci saranno realtà con volumi che sono 10, 20 volte quelle dell’area in questione.
Probabilmente questo non costituisce un problema ambientale rilevante.
Siamo convinti che sia diritto di tutti i cittadini difendere i propri interessi e quindi anche il diritto a non volere che un’attività di escavazione si svolga proprio vicino alla propria abitazione, ma riteniamo anche legittimo che altri cittadini, in questo caso quasi un paese intero, si preoccupino dell’occupazione di decine di lavoratori e delle loro famiglie, oltre che di conservare l’ambiente in cui vivono così come hanno fatto fino ad oggi, nel rispetto delle leggi vigenti.
Ci stupirebbe il fatto che partiti, associazioni o amministratori si potessero far carico non di un interesse generale, ma di interessi particolari che seppur legittimi non coinvolgono l’intera Comunità.
La posizione del Comune di Ficulle sulla vicenda è chiara ed abbiamo avuto modo di comunicarla personalmente ai diretti interessati in un incontro che abbiamo avuto qualche tempo fa.
Intanto il Comune non ha rilasciato, al momento alcuna autorizzazione.
Noi faremo tutto quello che è previsto dalla normativa che riguarda questo tipo di attività, a prescindere dalle nostre valutazioni personali, perché questo è quello che ci compete. La valutazione dell’impatto ambientale è affidata alla Regione e siamo convinti che il livello delle professionalità esistenti all’interno dell’Ente saranno in grado di valutare in modo oggettivo il rischio ambientale effettivamente contenuto in quest’attività specifica.
Certamente non ci faremo influenzare da chi urla più forte, saremo rispettosi della legge, ma se ci fosse consentito fare valutazioni soggettive crediamo che sarebbe più giusto e corretto tenere conto di chi è portatore di interessi diffusi e non particolari, perché riteniamo che questo è quello che devono fare degli amministratori pubblici.
In particolare i problemi occupazionali in un momento di forte difficoltà complessiva nel nostro Paese e in particolare nella nostra realtà locale, dove la perdita di 10 posti di lavoro potrebbe rappresentare un problema serio, ci rendono particolarmente sensibili ed attenti.
Quello che ci sorprende è che abbiamo saputo di questa conferenza stampa di oggi soltanto dai giornali, forse se invitati avremmo potuto decidere anche di partecipare ed eventualmente di portare in quell’occasione qualche elemento di chiarezza.

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