opinioni

Il globo

martedì 24 marzo 2020
di Fausto Cerulli
Il globo

Facciamo il punto, senza virgola. In Italia Conte&Company alla fine sembra gettare la spugna, e decide di fare a piccoli passi di decreti ed ordinanze che ormai riempiono le stanze del Palazzo, e dopo aver ordinato il palla al cento ora pensa a dar retta ai governatori del Nord che prima aveva cercato di mettere sull’attenti anche perché erano leghisti e lui e Di Majo pensavano che fosse un espediente elettorale.

Ora la Lombardia e il Veneto cominciano a fare da soli come sempre hanno fatto e la Lega comincia a non essere più il nemico assoluto, e Salvini, almeno per Conte non è più la Bestia come continuano a chiamarlo Gad Lerner, infastidito soltanto dal fatto che la parola Bestia non contiene nessuna erre da ammosciare, e come fa Ferrara quando scrive su Il Foglio soltanto nei giorni festivi come Scalfari su Repubblica. Ed essendo non più tanto nemico lo convoca a Palazzo Chigi in video chiamata insieme alla Meloni che accetta ma con i suoi soliti ma.

Borrelli esulta perché i decessi da coronavirus sono diminuiti al ritmo di quattro mesi ogni anno, e le nostre radio e tv si premurano di far sapere prima il numero dei guariti prima del numero dei morti.E davvero qualcuno comincia a tirare un sospiro di sollievo invece di tirare l’ultimo respiro. Da Bergamo le salme vengono trasferite altrove previa esibizione della autocertificazione di morte. E mi rendo conto di scherzare come non dovrei e so che la celia è l’ultima a morire. Comunque speriamo che tra tanti litiganti nessuno voglia litigare ancora.

Anche perché se noi stiamo maluccio, non è che gli altri Paesi se la passino meglio;Macron ha scoperto che è meglio non andare a ballare mentre il morbo infuria e si decide ad alzare bandiera bianca adottando misure restrittive, ma non tanto perché  Vive la France non ha bisogno di nessuno, anche se i francesi dovrebbero ricordare La Peste di Camus, che poi era algerino. Nessuno danzi più sui boulevard, e la promenade des Anglais si svuota come Riccione d’inverno. In Inghilterra anche lo stralunato Johnsoon smette di giocare con i morti ed assume le prime misure, ma con la calma flemmatica degli inglesi che solo Churchill ebbe il coraggio di promettere lagrime e sangue, e le lagrime diminuirono, e il sangue cominciò a a coagulare di nuovo.

La Spagna dei torador alza la muleta quando è troppo tardi ed il bravo Sanchez si accorge del coronavirus solo quando sua moglie deve sottoporsi al tampone. Si dice meglio tardi che mai,ma è meglio prima che tardi. La Madrid che ho amato ed amo si avvia a diventare la capitale della Corona, e ora non scherzo più, perché gli spagnoli non meritano che si scherzi su di loro E la Catalogna, tutto sommato, vedeva lungo quando pretendeva di essere indipendente, ma anche essa adesso dipende dal coronavirus e in tutta la Spagna ricordano uno strazio simile solo a quello di Franco, detto il garrottatore.

Negli Stati Uniti, Trump si sveglia dal sonno che spesso lo coglie sulla poltrona della stanza ovale, e spara sussidi a botte di miliardi, il che non guasta nel tempo della infinita perpetua competizione elettorale, in cui, tolto Obama, vince non tanto chi vale ma chi ha più soldi. Anche se poi Trump non dimentica che prima l'America, e dice che la colpa é della Cina e che lui ha sonnecchiato soltanto per vedere fino a che punto i cinesi si azzardassero ad arrivare e poi magari un'altra Nagasaki.

In Iran le cifre dei morti sono inquietanti, ma quelle dichiarate sono sempre meno di quelle vere perché si sa che i sunniti sono notoriamente bugiardi, dal tempo di Maometto e delle Uri. Quanto alla Cina, sembra che i decessi stiano finendo e la produzione si stia normalizzando, ma certo stanno mentendo per via della propaganda, che, come tutti sapete, è una caratteristica costante del comunismo.

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