opinioni

"Forza Orvietani, questo Coronavirus si batte uniti"

venerdì 20 marzo 2020
di Paolo Sambucini
"Forza Orvietani, questo Coronavirus si batte uniti"

Sono Paolo Sambucini gli amici mi conoscono come "Il Sambu", vivo in Cina da 30 anni e volevo mandare un saluto e un sostegno a tutti i miei concittadini orvietani. Anche se sono lontanissimo li ho vicini sempre nel cuore e sono fiero di essere nato in questa bellissima città e ogni giorno leggo le vostre notizie aprendo il portale di Orvietonews.it.

Ora sono nel Sud della Cina, a Guangzhou o meglio conosciuta come Canton, città di oltre 10 milioni di abitanti e anche qui il Coronavirus è arrivato. Nell'intera regione Guangdong ci sono stati 1300 casi, 8 morti e, al momento, i casi riscontrati sono di persone che risiedono all’estero bloccate all’aeroporto e portate nei luoghi di ricovero.

Volevo solo farvi sapere che questo Coronavirus si batte uniti, sacrificando per un periodo breve della vostra vita. Siate responsabili verso voi stessi e verso gli altri usate le mascherine quando uscite, e se non le avete come è successo qui nella prima settimana le potete fare da voi.

Ancora oggi guardando telegiornali o leggendo notizie mi meraviglio che le Forze dell'Ordine vadano in giro senza mascherina, ospedali senza mascherine, luoghi pubblici liberi all’ingresso. Qui i primi ad averle sono stati Esercito, Polizia, dottori, personale, uffici pubblici.

Qui, ancora oggi, ovunque tu vada - negozi, metro, taxi, treni, aereo - da oltre 40 giorni è obbligatoria la misurazione corporea e la mascherina. In assenza di questi due requisiti, non si entra. Qui nei luoghi pubblici, negozi, etc etc, tutti hanno l’obbligo di usare la mascherina.

Qui, invece, di fare un'App per gli spostamenti delle persone (questa già esistente) hanno creato un'App per prenotare le mascherine per tutta la popolazione. Questa paura che mi sento dentro per la prima volta non è per me, per la mia famiglia, che siamo in Cina da moltissimi anni e abbiamo vissuto anche la Sars eravamo a Pechino in quel periodo, ma per le persone che vivono a più di 10.000 chilometri di distanza. Strano, davvero strano. Forza Orvietani!

Commenta su Facebook