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Inferno

mercoledì 18 marzo 2020
di Fausto Cerulli
Inferno

E lei, nel giacere sul talamo,
le vesti scomposte e l’ansare
del seno, diceva parole assai
tenere, come la sua carne
di quasi vergine, e lui, colpito
da amorosa vertigine, baciava
le labbra di lei, accarezzava
i capezzoli per farli turgidi,
e invano lei voleva resistere
e coprire la nudità del suo,
sempre fertile di un umori
amorosi, grembo, mai prima
prima sfiorato da mani
di uomo. Ma infine, infine,
infine cedette , felice, e seppe
un orgasmo senza sapere
che cosa fosse, lei vergine
prima, e poi sempre vergine,
lei la madre dell’uomo
che sarebbe venuto
a fare il messia e sia
questa insana poesia
bruciata da un fuoco
purificatore.

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