opinioni

Come un barbone

giovedì 6 giugno 2019
di Fausto Cerulli
Come un barbone

E mi sono sentito come lui, una bottiglia di vino
per non pensare, un sonno simile a  una morte
tranquilla come un lasciarsi andare alle onde
della notte di una notte di Roma, cinica
e distratta, le finestre di un albergo illuminate
per amori clandestini e nelle stanze  furiosi
accoppiamenti immaginati, senza invidia,
numeri di una statistica sessuale
numeri di una stanza d’albergo ad ore
conforto  e tepore, e quel cartoni giaciglio
di una notte e speranza di un forse diverso
domani, e invece altro vino per compagno
anche nel sole del giorno, e niente
da ricordare, se non il corpo nudo
di quella donna ignara del vino
e del pudore, ed io mi sono sentito
come lui e avevo deciso di restare
vivo di quella vita di quella vita stravolta
alla Stazione Termini, vagoni di piombo
privi della partenza verso il dove.

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