opinioni

Raccolta differenziata confusionaria: tutta colpa della matematica

giovedì 14 gennaio 2016
di Fabrizio Caccavello
Raccolta differenziata confusionaria: tutta colpa della matematica

In questi giorni a Orvieto si sta cercando di capire quale sia il nuovo ciclo di ritiro della raccolta differenziata e siamo tutti un po’ disorientati.

Prendo in prestito una disciplina che non è la mia, la matematica appunto, e i matematici veri mi perdoneranno questa invasione di campo, ma il problema delle incomprensioni di questi giorni non è il fatto che “siamo all’inizio”, oppure “la gente non è abituata”, oppure “c’è inevitabilmente un periodo di rodaggio”, oppure “ci si confonde con il ciclo precedente”; c’è effettivamente un problema che risiede appunto nella matematica, o per meglio dire nella gestione matematica dei calendari.

Argomento apparentemente facile ma pieno zeppo di insidie, ricordo infatti quando oltre dieci anni fa perdevamo la testa con alcuni colleghi a far tornare i conti con date e orari nelle applicazioni web quando non esisteva ancora un corretta gestione automatica delle zone e fusi orari. Questo non c’entra nulla con la raccolta differenziata, ma è sempre una questione di date.

Le settimane tipo

Il ragionamento fatto da chi ha organizzato i cicli di raccolta è basato sul fatto che esistano 2 settimane tipo (o 4 nelle aree periferiche) che si ripetono alternativamente durante i mesi. Il problema reale è che i mesi non sono composti da 4 settimane.
Infatti 4 settimane costruirebbero un mese fatto sempre di 28 giorni (7 x 4 = 28) e quest’anno neanche febbraio ci farà questo regalo visto che è bisestile e quindi di giorni ne avrà 29.

Abbiamo quindi una cruda e incontestabile realtà: in un mese non esistono SOLO 4 settimane tipo.

Viene meno quindi l’assunto base della raccolta differenziata evidenziato in tutti gli opuscoli: le famose 2 o 4 settimane tipo non posso descrivere l’algoritmo dei cicli della raccolta differenziata, avanza sempre qualcosa, e questo avanzo crea problemi. Nei giorni al di fuori delle settimane tipo (e ce ne saranno sempre da 1 a 3) non sapremo quale raccolta differenziata fare, e l'addetto all'organizzazione dei mezzi non saprà quale rifiuto andare a raccogliere.

Il punto di inizio

Ci eravamo accorti del problema della discrepanza tra opuscoli e logica già il primo giorno, non riuscendo a capire se il giorno 11 gennaio, data di inizio della differenziata, fosse da collegare alla settimana di tipo 1 o settimana di tipo 2, perché manca anche un altro elemento alla logica: non è stata definita una data di inizio. Infatti in nessuna parte dei fogli illustrativi esiste un riferimento a quando inizia il periodo da considerare. Invece ogni data ha bisogno di un cardine, di un punto di inizio. Siamo nel 2016 perché c’è stato un punto di inizio stabilito dal calendario gregoriano. In informatica il Timestamp (il tempo informatico, per capirci) ha un punto di inizio, Unix Epoch (1 Gennaio 1970).
Il punto di inizio è necessario per stabilire l’alternanza delle settimane.

Aggiungiamo un pizzico di logica arbitraria, anche questa non indicata in nessun punto del volantino. Così come il papa Gregorio fu costretto a inventarsi il 29 febbraio per far tornare i conti che non tornavano, facciamo anche noi una forzatura e assumiamo che le settimane tipo possano in qualche modo esistere perché la prima settimana del mese è sempre la “settimana di tipo 1”. E quindi introduciamo anche il concetto di “punto di inizio”, che si rinnova ogni mese col primo del mese (ripeto, è solo una ipotesi).

Il vortice delle ipotesi

Vediamo cosa succede: a gennaio si è cominciata la raccolta di lunedì 11. Assumendo quindi che quella potrebbe essere la prima settimana del mese i conti ci verrebbero bene, facilitati dall’inizio del mese posto forzosamente a lunedì. Ma il mese in corso sarà quindi composto solo da 3 settimane, le 3 rimanenti fino alla fine. Il primo di febbraio quindi avremo un nuovo problema: assumendo che, come detto, l’inizio mese potrebbe azzerare i conti, e quindi si ricomincerebbe sempre da 1, otterremmo che la “settimana di tipo 1” sarebbe attribuibile sia all’ultima settimana di gennaio che alla prima di febbraio. Questo comporterebbe, ovviamente, che se per esempio il vetro nella mia zona non venisse raccolto nella settimana di tipo 1 per ben due settimane il vetro non verrebbe raccolto.

Avremmo anche un’altra opzione. Fissare il punto di partenza all’11 gennaio e far scorrere le settimane una dopo l’altra alternativamente. Questo risolverebbe tutto, perché l’alternanza rimarrebbe invariata durante i mesi visto che le settimane sono sempre sequenziali. Questo produrrebbe un altro problema, ossia che l’utente sarebbe sempre costretto, calendario alla mano, a ricostruire l’alternanza mese per mese partendo sempre dall’11 gennaio 2016.
Nello specifico, con questo calcolo, febbraio e marzo prossimi comincerebbero sempre con la settimana di tipo 2 mentre aprile tornerebbe ad avere la prima settimana di tipo 1.

Poi c’è un ulteriore elemento. Nei volantini distribuiti, alcune settimane sono contrassegnate da un segnaposto che recita Il tuo viaggio inizia da qui. Quando questo segnaposto corrisponde alla settimana di tipo 1 le cose non cambiano, quel segnaposto sembra quasi un orpello inutile visto che sarebbe logicamente inutile ribadire che un conto numerico comincia da 1.
La cosa diventa più interessante quando il segnaposto è collocato sulla settimana di tipo 3. A quel punto, il suo significato diventa davvero oscuro. Evito ora di fare tutte le possibili alternative e le relative conseguenze.

Estate e inverno

Per complicare ulteriormente le cose, ci sarà anche un cambio di passo estate/inverno, che riproporrà ad ogni cambio gli stessi enigmi che abbiamo cercato di percorrere fino a qui.

Abitate a nord o a sud?

Un’altra aggravante alla logica della raccolta non è da ascrivere all’alternanza temporale, ma alla posizione geografica dell'abitazione dell’utente interessato alla raccolta.

Ho scoperto infatti che anche dietro ai concetti di Orvieto Nord e Orvieto Sud si nascondono diverse insidie.

Innanzi tutto noi orvietani non avevamo mai rappresentato il nostro territorio attraverso una descrizione geografica nord/sud. Abbiamo quindi faticato a collocare il nord e il sud e a cercare la linea di confine, anche perché, oggettivamente, il nord e il sud sono due direzioni e non due aree geografiche.

Ma il problema, oltre alla difficoltà di sapere quale sia il confine tra nord e sud, è che la rupe in questa divisione ideale tra sud e nord, pur essendo compresa interamente nella zona sud, è a sua volta enucleata in due zone, nord e sud appunto. Insomma, una Berlino della differenziata, completamente collocata a Sud ma divisa in due da un muro ideale. Se non mi sono spiegato bene perdonatemi, capisco che dovrei darvi una cartina (non l'ho trovata online).

Ho però avuto il privilegio di vedere la cartina con queste suddivisioni e ho solo notato che, nonostante esista un sud e un nord, la linea di confine non è esattamente orizzontale, ma è leggermente obliqua, è una riga che va da nord/ovest verso sud/est. Questo comporta che se abitate in una zona a Est di Orvieto, pur trovandovi nella zona della raccolta differenziata della zona “Nord”, sarete geograficamente molto più a sud di un vostro amico che, abita in una zona a Ovest di Orvieto ma molto più a nord. Voi sarete il nord stando al sud e lui sarà a sud stando a nord di voi.

È (quasi) sempre un problema di comunicazione

Insomma, come avrete capito è un vortice di dubbi, incertezze, confusione, che viene generato da un banalissimo conto, e cioè che 7 x 4 fa 28 e per far tornare i conti con quei giorni mancati a 29, 30 o 31 serve una logica correttiva che qualcuno dovrà rendere nota attraverso un modello che non può essere quello delle “settimane tipo” perché come abbiamo visto non può funzionare.

Ho però la speranza che tutta questa mia ricostruzione dei fatti sia completamente sbagliata. Ossia, voglio sperare che ci siano elementi che non sono riuscito a capire e che non sono riusciti a spiegarmi né gli impiegati della cooperativa (ai quali ho posto tutte le mie domande), né parenti e amici che in qualche modo hanno cercato di ragionare con me su questi punti.

Voglio quindi sperare che la logica che io sono andato cercando per ore in realtà esista.

Questo però porrebbe un altro problema non minore: ci sarebbe qualcosa nel pacchetto comunicativo che non ha funzionato, ci sarebbe una totale discrepanza tra la volontà di chi ha cercato di organizzare il servizio e chi ha avuto il compito di rappresentarlo agli utenti in qualche modo.
Forse sono stato colpito da questo enigma irrisolto perché è un ragionamento molto vicino ai temi che professionalmente sto trattando in questo periodo. Presentare agli utenti una interfaccia (per me di solito web o app, in questo caso di carta) efficace e funzionale è impossibile se non si ha a disposizione una logica certa e una base dati di qualità.

Infine, l’intero pacchetto logico e comunicativo, così come ci è stato presentato, sembra pensato per una comunità stanziale composta da casalinghe o casalinghi che tengono il conto su un calendario del giorno prefissato per la raccolta e che presidiano le loro case in attesa di commessi che tanto gentilmente bussano alla porta per consegnare sacchetti e istruzioni d’uso.
E che magari si segnano diligentemente la settimana alterna della raccolta del vetro o della carta per sapere, dopo mesi, se il giorno prefissato è quello o la settimana successiva.

Invece l’utente ha bisogno di informazioni e vuole capire, cerca il suo nord o il suo sud su una mappa interattiva e pretende di avere a disposizione h24 per 365 giorni all’anno l’informazione di cui ha bisogno. Si tratta di mettere le informazioni correte dove è facile reperirle in autonomia in qualunque momento, senza mediatori e senza dubbi.

Bisogna cambiare il paradigma. Digital first, pensare prima al digitale. Le informazioni non vanno pensate in una logica analogica (cartacea). Le infomazioni devono poter essere computabili digitalmente, perché in questo modo si possono creare servizi innovativi ed efficenti, anche se semplici, come tenere il conto dello scorrre del tempo per la differenziata.

Ma le soluzioni?

Chiaramente esistono, esistono perché ognuno di noi ha gestito nella propria vita migliaia di volte cose di questo tipo, riviste bisettimanali, appuntamenti vari due volte al mese, ecc. Non a caso tutti noi ricordiamo formule del tipo "ogni primo lunedì del mese". Sembrano espressioni banali, ma in realtà funzionano perché nascondono una logica precisa e non interpretabile: il mese esiste, inizia sempre col numero 1, e prima o poi nello scorrere dei giorni arriverà un lunedì. Chiaramente non sta a noi osservatori individurare le giuste soluzioni, che probabilmente dovranno tenere conto di centinaia di variabili.
A noi preme solo sapere come fare efficacemente la differenziata.

 

 

 

Pubblicato da il 15 gennaio 2016 alle ore 19:28
E di come hanno gestito le aree vaste? Ne vogliamo parlare? Incompetenza e non conoscenza delterritorio! Ne sono testimone
Pubblicato da Diego il 16 gennaio 2016 alle ore 00:56
Esatto: la gestione delle aree vaste, o delle case sparse è stata davvero gestita con incompetenza e mancanza di conoscenza del territorio. Coloro che vivono in strade bianche, devono portare i loro rifiuti sulla strada provinciale percorrendo a volte anche qualche chilometro... Altro che raccolta porta a porta!! Per non parlare dei contenitori che rimangono 'a disposizione' di coloro che, di passaggio, vorranno buttarci anche i loro rifiuti... Non parliamo poi del decoro ambientale: il territorio sembra ormai una sorta di campo esteso di bidoni di PLASTICA sparsi ovunque. L'amministrazione comunale, sindaco compreso, ci vende questa operazione come una formula per favorire il riciclo, garantendo un risparmio per i cittadini. Staremo a vedere quando si pagherà la prossima tassa sui rifiuti. Per il momento, quello che i giornali ci dicono è che la raccolta rifiuti è diventata un grande business per le imprese con un rincaro del 25% o piu' a carico del cittadino.
In un altro ordine di idee, sarebbe importante che la riduzione dei rifiuti avvenisse a monte: per esempio riducendo gli imballaggi. Ormai nei supermercati, la frutta, verdura etc è prevalentemente contenuta in imballaggi di plastica rigidi con aumento dei costi e dei rifiuti. E' in questa direzione che occorrerebbe che le autorità comunali/ ambientali intervenissero con opera di sensibilizzazione...
Pubblicato da cittadino emigrato il 16 gennaio 2016 alle ore 19:29
Orvieto e' un bel paese ma,gestito a livello dirigenziale da incompetenti che ne ridicolizza no l'immagine .
Pubblicato da cittadina il 16 gennaio 2016 alle ore 20:09
Per una maggiore partecipazione della popolazione alla raccolta differenziata, andrebbe evitata l'eliminazione delle "civilissime campane". I cittadini motivati dovrebbero poter continuare a contribuire al servizio, anche da soli. Chi, poi, dovesse allontanarsi da casa all'improvviso avrebbe sempre un punto di raccolta dove lasciare l'immondizia differenziata. Altrimenti, a breve sorgeranno discariche abusive ovunque e il danno all'ambiente diverrà irreparabile. E' evidente che qualcosa nel servizio non sta funzionando, la città di Orvieto non è mai stata così sporca: secchi rovesciati ovunque, sacchi aperti, plastica trasportata dal vento, uno spettacolo deprimente! La privatizzazione del servizio fatta a spese dei cittadini, oltre che a danno della loro salute, si sta oggi rivelando per quello che è: un tradimento. La Regione parla di calanchi, di aumentare, o meno, la grande discarica delle Crete, fa politica su quanta sporcizia importare ancora ad Orvieto, "sui guadagni"... un grande esempio per i nostri figli, un'eredità importante!
Pubblicato da il 16 gennaio 2016 alle ore 23:28
Un altro carrozzone sulle nostre spalle!!
Pubblicato da simo il 17 gennaio 2016 alle ore 11:18
Buongiorno complimenti a Fabrizio perché con garbata ironia ha portato all'attenzione incongruenze che parrebbero legate alla qualità della
comunicazione ma come lui stesso asserisce sono disfunzioni "strutturali" dell'intero progetto. Sono una che per formazione e stile di vita crede e pratica la RD quindi metto in campo tutto l'adattamento per adeguarmi alle nuove direttive. Premesso che mi sarebbe piaciuto partecipare al momento informativo in presenza ma a Ciconia è stato fatto alle 18.00 quindi per motivi di lavoro non mi è stato possibile. Suggerisco per il futuro di considerare meglio orari e caratteristiche della popolazione residente. Più si è "meno anziani" più è facile che si lavori o ci si arrabbatti per farlo quindi magari le 21.00 sarebbe stato meglio. Comunque, tornando al discorso, ora che è partita mi rendo conto quanto sia difficile mantenersi virtuosi. Cinque cassonetti rigidi per ogni appartamento (i vecchi li conferiamo nella plastica?) che devono essere (tre su cinque) usati senza sacchetto, rimessi all'interno quasi sempre la sera dopo perché quando io esco da casa non è stato svuotato (no pendolare quindi esco con relativo comodo). Chiedo: l'acqua di lavaggio, perché si dovrà fare spesso (percolato e detersivo!) lo mandiamo in pubblica fognatura? Il percolato non mi sembra risulti tra le sostanze consentite. Propongo: ma sacchetti sul quale apporre codice personale stampato e fornito da Cosp non sarebbe più facile per operatori e cittadini? simo
Pubblicato da francesco roma il 17 gennaio 2016 alle ore 17:22
un buon riciclaggio dei rifiuti può avvenire soltanto se c'è un ritorno economico immediato per il cittadino, anche se esiguo: ad es. consegno 20 kg di carta (riciclabile e cioè non bagnata, non unta, non sporca) ed ho € 0,50 ; consegno 100 kg di vetro pulito e ricavo € 1,00; consegno 100 kg di plastica in condizione di assoluta riciclabilità ed ottengo € 2,00 e così via per le lattine di alluminio o per il ferro. Il costo andrebbe sostenuto dalle imprese private che ritirano il materiale. Solo l'indifferenziata potrebbe non essere risarcita ed il costo del servizio tassato al minimo. Si elimineranno così varie costose filiere di imprese pubbliche e partecipate che tuttavia sono assai gradite alla politica nostrana!
Pubblicato da Caiello Evandro il 18 gennaio 2016 alle ore 22:10
Purtroppo oggi ho constatato che questo carrozzone non ha ne capo ne coda ma solo una bocca da riempire...
Orvieto sud-area vasta-calendario per le famiglie.
11 Gennaio : il viaggio inizia QUI, 18 Gennaio :due giorni per l'organico , QUI non si è visto nessuno, ore 10:30 chiamo Cosp 2 minuti di squilli senza risposta,ritento e riesco a parlare con una operatrice, senza nome senza codice identificativo.......alla domanda risponde....gli passo la sede di Orvieto,altri squilli a vuoto e cade la linea,11:20 risponde un'altra operatrice ....prende la segnalazione dicendo che gli operatori hanno l'intera giornata per il ritiro.
Perchè i contenitori devono essere esposti dalle 21 della sera precedente?
Perchè vengono lasciati alla mercè di tutti 2 raccoglitori vecchio tipo?
Cosp non risponde per questo VIAGGIO INSIEME
Pubblicato da AV il 23 gennaio 2016 alle ore 08:07
Se vi può essere utile ho trovato l'applicazione gratuita "ricicloni" dove sul sito http://ricicloni.ingeniumsoft.com/ è possibile inserire il proprio ecocalendario così da non doversi più ricordare cosa ritirano oggi o domani.
Il calendario , una volta che sono stante inserite le giuste regole di ritiro per : carta, plastica , vetro ecc. è scaricabile tramite app da tutti gli abitanti dell'area interessata.

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