opinioni

Siamo sicuri che i disoccupati ad Orvieto siano molti?

sabato 15 novembre 2014
di Paolo Borrello

Certo i disoccupati nel comune di Orvieto non sono pochi. Certo sono aumentati i licenziamenti. Certo sono probabilmente aumentate le diseguaglianze nel reddito a causa della crisi economica che ha determinato, anche nel nostro comune, un incremento del numero dei poveri e, più in generale, di quanti hanno delle notevoli difficoltà economiche.

Ma, diversamente da quanto si pensi, i disoccupati sono di meno rispetto a quanti siano in altri territori dell’Umbria. Si può arrivare a questa conclusione utilizzando i primi dati disponibili a livello comunale del censimento effettuato alla fine del 2011.

Questi primi dati sono stati resi noti in ritardo, circa tre anni dopo l’effettuazione del censimento, ma sono ugualmente molto interessanti

Alla data del censimento i disoccuppati ad Orvieto erano 610, il 6,60% rispetto alle forze di lavoro, forze di lavoro costituite dalla somma tra occupati e disoccupati.

In Umbria il tasso di disoccupazione era pari al 9,04%, circa due punti percentuali e mezzo in più rispetto al tasso di disoccupazione registrato ad Orvieto, appunto il 6,60%. In Italia a quella data, il tasso di disoccupazione era ancora più elevato, l’11,42%.

I dati non sono recenti, come già rilevato. E in Umbria, e anche in tutta Italia, i disoccupati sono aumentati, in questi tre anni, in misura considerevole ed il tasso di disoccupazione, nella nostra regione, ha raggiunto circa il 12%. Molto probabilmente anche ad Orvieto i disoccupati saranno aumentati ma il tasso di disoccupazione potrà aver raggiunto il 9 o il 9,5% ma sempre inferiore al tasso di disoccupazione medio regionale.

Infatti in tre anni non può essersi rovesciata la tendenza verificatasi alla data del censimento - cioè un tasso di disoccupazione ad Orvieto decisamente inferiore rispetto al tasso di disoccupazione medio regionale -, considerando anche che in Umbria il tasso di disoccupazione in questi tre anni è cresciuto notevolmente, in misura superiore al tasso di disoccupazione medio nazionale.

Non è facile spiegare i motivi che determinano ad Orvieto un tasso di disoccupazione inferiore al tasso di disoccupazione medio regionale.

Infatti non si può sostenere che i cosiddetti lavoratori scoraggiati, cioè coloro che non cercano lavoro perché sanno che non lo possono trovare e che quindi non vengono considerati facenti parte dei disoccupati, definiti come coloro che cercano lavoro e non lo trovano, siano ad Orvieto molti di più di quanto lo siano prendendo in esame tutta l’Umbria.

A tale conclusione si può arrivare rilevando che il tasso di occupazione (cioè il numero degli occupati rapportato al numero dei residenti) era ad Orvieto, al momento del censimento, pari al 40,99%, una percentuale simile a quella verificatasi a livello regionale, il 40,69%.

Inoltre il rapporto percentuale tra le forze di lavoro e i residenti era ad Orvieto pari a 43,89, di poco inferiore al valore che tale rapporto assumeva a livello regionale, il 44,73.

E quindi non tento di individuare con precisione le cause che potrebbero essere alla base del valore non molto elevato assunto dal tasso di disoccupazione nel comune di Orvieto, perché sarebbe necessaria un’analisi molto più approfondita di quanto possa fare ora dei dati disponibili.

Una possibile causa posso accennarla però: il fatto che un certo numero di residenti ha un’occupazione fuori del comune di Orvieto pur decidendo di mantenervi la residenza.

Infatti, alla data del censimento, ogni giorno si spostavano fuori comune per andare al lavoro 1.426 persone e 279 lo facevano per motivi di studio.

Del resto che la situazione economica del comune di Orvieto non sia così drammatica come generalmente si pensa, lo dimostrano anche altri dati, che peralto non rappresentano una novità.

Ad esempio nel 2012 il reddito medio per contribuente, desumibile dalle dichiarazioni dei redditi, era pari ad Orvieto ad € 22.442 e il nostro comune era il quinto in Umbria, per quanto riguarda questa variabile economica, superato solo da Perugia, Terni, Corciano e San Gemini. E il valore registrato da tale variabile ad Orvieto era superiore al valore medio regionale, pari ad € 21.665.

Sempre nel 2012 i depositi bancari per abitante nel comune di Orveto assumevano un valore pari a € 17.285. Solo Perugia era contraddistinta da un valore più elevato di questa variabile, pari a € 17.330. E il valore riscontrato ad Orvieto ancora una volta era ben superiore al valore medio regionale, pari a € 10.898.

E, relativamente al valore assunto dal reddito nel nostro comune, si può aggiungere come motivazione possibile il fatto che, come rilevai in un articolo pubblicato nella rivista dell’agenzia Umbria ricerche, numero 7-8, nel comune di Orte il reddito medio per contribuente nel 2010 assumeva un valore simile al valore assunto ad Orvieto e poiché ad Orte negli ultimi anni si è verificato un aumento delle persone che sono immigrate da Roma, mantenendo però la propria attività lavorativa nella capitale d’Italia, probabilmente lo stesso fenomeno si è manifestato anche ad Orvieto e in entrambi i comuni ciò ha determinato almeno in parte il valore abbastanza elevato assunto dal reddito medio per contribuente.

Ribadisco, in conclusione, che, con le mie considerazioni sui valori che il tasso di disoccupazione, il reddito medio per contribuente, i depositi bancari per abitante assumono ad Orvieto, non voglio sostenere affatto che la crisi economica ed occupazionale non abbia colpito anche il nostro comune, tutt’altro.

Intendo solamente rilevare che la situazione economica non è così difficile come generalmente si pensa.

Aggiungo poi che negli altri comuni del comprensorio orvietano la situazione è diversa: le performances economiche ed occupazionali sono decisamente peggiori rispetto ad Orvieto.

Termino con l’auspicio che l’analisi di questi dati stimoli una ricerca molto più attenta, rispetto a quanto ho potuto fare in questa nota, sulle cause che sono alla base dei valori assunti ad Orvieto dalle variabili prese in considerazione, per un motivo principale: è necessario “conoscere per deliberare” e, se non si approfondiscono adeguatamente i caratteri che contraddistinguono attualmente il sistema economico locale, è possibile che i soggetti interessati, soprattutto gli operatori economici e le istituzioni locali, compiano scelte non corrette.

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