opinioni

I ragionevoli dubbi riguardo la fusione lampo

martedì 14 gennaio 2014
di Walter Moretti, capogruppo "Alternativa per Fabro"
I ragionevoli dubbi riguardo la fusione lampo

Mi vedo costretto a scrivere per portare questa improvvisa accelerazione sulla fusione di Fabro, Ficulle, Montegabbione, Monteleone d'Orvieto e Parrano su un livello di analisi più profonda rispetto a quella che finora reputo pura propaganda calata dall'alto per un progetto che è oggetto di dibattito in sede politica da almeno 20 anni, senza però aver mai coinvolto attivamente gli abitanti e senza mai aver approfondito nei particolari i costi-benefici di una fusione amministrativa.

La proposta viene fatta passare come legittima anche perché è sponsorizzata da esponenti regionali, da organi sindacali e persino da un sottosegretario del Ministero dei trasporti: tutti si limitano a parlare pomposamente dell'ottima idea senza entrare nei dettagli.

Il mio ragionamento parte da ciò che è scritto sulla bozza di delibera (unico documento finora disponibile e ancora ufficioso) che si vuole approvare congiuntamente nei 5 consigli comunali prima della fine di gennaio.
Questo comunicato si attiene al principio di precauzione e si basa prima su considerazioni di carattere elettoral-politico, poi sui presunti vantaggi che si sono fatti passare come assoluti finora, portando all'attenzione i dubbi sull'effettivo riscontro e miglioramento che potranno ottenere tutti i cittadini da un'accorpamento che una volta avviato, non vedrà più un possibile ritorno alle condizioni di partenza.

 

Considerazioni politico-elettorali

Si può affermare che dal 2009 in poi l'alto orvietano ha visto 5 amministrazioni comunali governate dal PD (unico soggetto politico ad avere potere esecutivo anche negli anni precedenti) che potevano orientarsi da subito verso riforme e progetti condivisi, quale la fusione dei comuni.

Finora, al vero, ci sono stati tentativi di razionalizzazione che sono stati abbandonati (presumibilmente per logiche che vanno oltre l'interesse pubblico) che effettivamente avrebbero portato vantaggi economici, occupazionali e organizzativi non di poco conto.

Ad esempio il progetto per la gestione dei rifiuti solidi urbani, che dal 2012 avrebbe coinvolto 12 comuni orvietani per una popolazione di oltre 23.400 abitanti: lo studio di fattibilità commissionato dalle amministrazioni aveva evidenziato risparmi economici mediamente nell'ordine di alcune decine di migliaia di euro all'anno per ogni singolo comune. Non se ne è fatto niente, nonostante il lungo iter avviato e la spesa di più di € 20.000 totali per aver commissionato uno studio.

In altri settori quali quello del servizio idrico integrato non c'è mai stata volontà di unirsi per imporre dal basso una gestione virtuosa, come succede in realtà anche più piccole delle nostre. Adesso è già troppo tardi.

Sulla manutenzione delle strade ogni comune ha fatto di testa propria senza giungere ad un accordo.

Per i servizi di assistenza sociale e di sanità si fa riferimento da anni ad un esteso ambito territoriale che arriva ben oltre Orvieto.

I 5 sindaci PD che adesso si vogliono fondere dicono che la fusione è una scelta obbligata per garantire la sopravvivenza delle nostra realtà. In realtà esiste una scelta intermedia, cioè l'unione dei comuni, che accorperebbero servizi e uffici pur mantenendo ogni singola autonomia giuridica.

Sia per l'unione, che la potrebbe precedere, che per la fusione manca ed è mancata la partecipazione delle persone e delle aziende.

Proponendo la fusione con il referendum consultivo (cioè non vincolante) in caso di vittoria del NO la Regione potrebbe approvare a suo insindacabile giudizio la fusione sulla base delle delibere favorevoli dei 5 Consigli Comunali del 20 gennaio. Se passerà il SI', invece, i comuni verranno fusi irreversibilmente, senza possibilità di ritornare alla situazione precedente visto che la normativa non prevede questa possibilità.

All'interno del partito democratico "intercomunale" sono tutti d'accordo ora. Non scordiamoci che siamo già in periodo pre-elettorale. Forse perché hanno fatto già la conta dei voti per ogni singolo territorio e con l'eventuale unico comune sarebbe scongiurata ogni possibilità di perdere anche un solo "feudo" dei 5. Non è una considerazione campata per aria, bensì fondata sull'oggettivo malcontento che vola tra le opinioni della gente e che non sarà certamente passata inosservata a chi frequenta gli ambienti democratici.
Si vuole far passare l'idea che il progetto di fusione sia condiviso da tutti, in realtà si tratta di una volontà nata dentro le sezioni del partito democratico, senza che sia mai passato al vaglio di un minimo dibattito con le altre forze politiche e soprattutto senza mai aver interpellato in modo chiaro la popolazione, vera parte lesa di un'eventuale scelta di cui non si sanno precisamente i risvolti sul medio e lungo termine.

Ci si dimentica di dire, inoltre, che tra i sindaci proponenti c'è chi non si potrà ricandidare perché al secondo mandato, chi non lo vorrà essere rieletto, chi spinge per accentrare tutto sulla sua figura, magari per manie di grandezza che in un recente passato hanno visto progetti da milioni di euro volatilizzarsi perché insostenibili o semplicemente irrealizzabili.

Sta di fatto che una decisione che si è impennata all'insaputa dell'opinione pubblica potrebbe incidere sulla vita amministrativa della zona per i decenni a venire.

Comunque pare evidente che convocare una riunione con associazioni, amministratori e cittadini il 18 gennaio (a 2 giorni dai preventivati consigli comunali per l'indizione del referendum) è il segnale netto di una visione della politica volta ad imporre le proprie scelte senza un aperto confronto e delinea il volto di un'azione fatta a colpi di scarsa trasparenza, forzature e partecipazione praticamente nulla di attori quali gli abitanti, che diventano spettatori passivi di un processo che non sentono proprio.

 

Analisi dei vantaggi e dubbi in merito

La bozza di delibera congiunta è accompagnata dall'Allegato "A", ossia la Relazione di fattibilità per la fusione tra comuni, e dall'Allegato "B", che è semplicemente la cartografia con segnati i confini del nuovo comune.

La proposta di fusione si basa su una "relazione di fattibilità" che somiglia tanto ad un programma elettorale, privo di un qualsivoglia conto economico che dovrebbe analizzare nel dettaglio i capitoli di spesa, le eventuali minori/maggiori entrate e uscite.

In altre zone d'Italia dove hanno provato a fondere 2 o più comuni (non sempre è andata a buon fine) sono stati commissionati ad aziende o organi terzi studi di fattibilità seri (si trovano in internet) redatti in mesi di analisi realizzate con dovizia di particolari.

Non esiste un cronoprogramma presumibile delle tappe della fusione, la quale comporterebbe il commissariamento delle attuali amministrazioni, uno spostamento delle elezioni amministrative, quindi un iter lungo e con numerosi passaggi tra le varie istituzioni.

L'unico dato oggettivo nella relazione è il numero dei dipendenti ed il loro attuale ruolo ricoperto. Manca però la composizione dei nuovi uffici, delle nuove mansioni, con il numero preciso di responsabili e gli eventuali nuovi incarichi, senza sapere se ci saranno nuove assunzioni, trasferimenti o licenziamenti.

Mancano i dati sui risparmi dei cosiddetti costi della politica (indennità di carica, numero dei consiglieri, commissioni consiliari, ecc...).

Non è chiaro se la fusione porterà ad un adeguamento verso l'alto o verso il basso delle diverse tasse, aliquote, accise (aliquote IMU, Tares, IRPEF, ecc...). Tutto dovrà essere uniformato, ma necessariamente ci troveremo di fronte a situazioni di aumento della pressione fiscale per talune realtà.

I 5 sindaci parlano di trasferimenti statali certi pari a 5 milioni di euro come incentivo alla fusione. In realtà di sicuro non esiste nulla, infatti la Legge 135/2012 all'art. 20 dispone che "il contributo straordinario ai comuni che danno luogo alla fusione [...] è commisurato al 20% dei trasferimenti erariali attribuiti per l'anno 2010, nel limite degli stanziamenti finanziari previsti", quest'ultima frase sta a significare che se lo Stato stanziasse col passare degli anni meno soldi, al nuovo comune arriverebbero meno di 5 milioni previsti.

Facendo un rapido calcolo, poi, si evince che tale somma mediamente significa 100.000 € all'anno per comune, ossia una cifra abbastanza risibile (considerando le opportunità di finanziamenti a fondo perduto che le nostre amministrazioni spesso si sono fatte sfuggire negli anni).

Per di più non è stata definita la ripartizione dei trasferimenti tra i diversi municipi, ossia ci chiediamo: verranno divisi in base al numero di residenti, in base all'estensione territoriale degli ex comuni o verranno semplicemente divisi per 5?

E' vera la deroga al patto di stabilità per 2 anni, che però potrebbe avvenire anche con l'unione dei comuni

Quindi allo stato attuale non sappiamo quantificare i risparmi e quali spese si dovranno affrontare per la costruzione di una nuova sede municipale, per il trasferimento degli uffici, per redigere nuovi regolamenti, il nuovo statuto e un nuovo Piano Regolatore Generale e per tutti i passaggi burocratici del caso.

Un nuovo comune di 8.000 abitanti per quanto abbia "maggiore peso politico a livello regionale" è comunque ancora relativamente modesto (tra i 20 più grandi dell'Umbria su 88 che diverrebbero).

Con un comune più grande si andrà affievolendo la capacità di controllo che un cittadino di un piccolo comune può avere sull'attività amministrativa, pregio peculiare di realtà come le nostre.

Non esistono reali garanzie sul mantenimento a medio-lungo termine dei servizi essenziali (scuole, uffici pubblici, poste, banche...) nei centri che diverranno entità marginali.
L'abbandono di molte funzioni amministrative presenti da sempre nei 5 centri storici sede dei Municipi, già lasciati a sé stessi in questi decenni passati dalle attuali amministrazioni (esempio di ciò che potrà succedere è la condizione attuale di Carnaiola, una volta sede comunale ed adesso semplice frazione), finirà per abbassare gli indotti delle già poche e indebolite attività commerciali. I nuclei antichi verranno relegati definitivamente a centri periferici di un territorio che favorirà di fatto solo la realtà di Fabro Scalo.

Con la scusa di "efficienza ed efficacia della macchina amministrativa" si perderà il contatto con nuclei abitativi che diventeranno di fatto frazioni delle frazioni.

Altri problemi pratici non presi in considerazione e che chiedono risposte non ancora fornite: nei 5 comuni esistono vie e piazze con la stessa denominazione. Come verrà affrontato il problema? Varranno sempre i documenti di identità vecchi? Come ci si comporterà per quanto riguarda gli indirizzi di residenza?

 

In conclusione

Come si può fondare un nuovo ente bruciando le tappe, non coinvolgendo la propria gente e senza prima conoscere con esattezza pregi e difetti effettivi di una proposta?

I nostri piccoli comuni devono resistere, invece si vogliono cancellare con un atto di forza che doveva nascere e svilupparsi con ben altre modalità.

La crisi economica è lo spauracchio con cui si cancelleranno i piccoli comuni (sono quasi 6.000 in Italia, cioè i 3/4 del totale) facendoli fondere o spolpandoli finanziariamente. Invece di difendere l'ultimo baluardo che mette a contatto diretto la politica e la cittadinanza, ci si genuflette agli ordini del palazzo europeo (quelli di Roma sono di fatto relegati anch'essi a ruolo di semplici esecutori di scelte dall'alto), che non sa, non vede e non conosce le esigenze delle persone e delle comunità "piccole".

I problemi veri vanno ricercati e superati a livello internazionale, per questo bisognerebbe fare fronte comune dai nostri piccoli territori, che hanno affrontato il medioevo, il rinascimento, le divisioni nazionali, l'unità d'Italia, hanno superato indenni 2 guerre mondiali e che rischiano di morire perché la politica si è arresa agli attacchi della finanza speculativa.

Pubblicato da Ficullese il 14 gennaio 2014 alle ore 11:22
Condivido al 100% e ringrazio a nome di tutti i concittadini che la pensano così.
Però il PD un conticino se lo è fatto sfuggire.... tanti elettori persi alle prossime elezioni!!!
Pubblicato da Fq2k il 14 gennaio 2014 alle ore 11:35
Credo che questo articolo intepreti il pensiero della maggioranza dei cittadini dei nostri 5 comuni; è ulteriormente significativo che provenga da Fabro. Evidenzia infatti le numerose inconsistenze del modo in cui il PD sta affrontando questo progetto di fusione e soprattutto pone molti interrogativi a cui i nostri Amministratori furbescamente evitano di rispondere.
Il partito che della democrazia fa il suo nome e il suo baluardo, in questo frangente non solo la ignora ma addirittura la respinge come ostacolo. Nessun reale confronto con i cittadini, nessuna intenzione di fornire informazione seria e approfondita, nessuna azione progettuale, nessuna analisi di costi, tempi e opportunità messa in atto e formalizzata.
Tutte queste cose per il PD non servono perché la scelta è già presa dall'alto, da chi è di parte per antonomasia, il PARTITO Democratico, e diventa di tutti solo perchè la parte "che capisce" ha scelto per propria convenienza.
Pubblicato da il 14 gennaio 2014 alle ore 11:55
Facciamo le elezioni comunali e poi, con calma, le nuove amministrazioni insieme ai cittadini decideranno sul cosa fare.
Non è possibile che 10 persone per paese decidano le sorti di 8.000 persone.
Pubblicato da Vittorio Capini il 14 gennaio 2014 alle ore 13:06
Complimenti Walter il tuo articolo sintetizza il fallimento politico della sinistra nel nostro territorio.
In 50 anni hanno fatto e disfatto tutto.
Hanno creato e dismesso carrozzoni pubblici con un ingente spreco di denaro pubblico (Vedi Comunità Montane, Consorzi intercomunali come il Crescendo ,A.T.I 1,2,3,4 poi diventati A.T.O 1,2,3...poi diventati non si sa che cosa.
Oggi la soluzione a tutti i problemi economici e di servizio verso il cittadino è la FUSIONE!!!!. Ma scusate, non si doveva mettere prima mano alle Province?
Pensa, se vai sul sito della REGIONE UMBRIA non c'è un LINK che ti indirizzi a documenti chiari inerenti all'argomento di FUSIONE dei Comuni.
Lo trovi sicuramente sul sito della Regione EMILIA ROMAGNA ,tra l'altro fatto anche bene.
Spero che i cittadini prendano cosciensa e si uniscano ai comitati del NO, che per fortuna stanno nascendo.
A tutti i Ficullesi Giovedì 18 tutti all'assemblea pubblica per dire un tonante NO grazie.
Pubblicato da Democraticamente il 14 gennaio 2014 alle ore 13:58
E' simpatico vedere come chi di solito professa Trasparenza, Correttezza, Ugualianza poi cade a livelli così bassi degni dei peggiori personaggi della politica del nostro territorio. Chi oggi ha avuto la possibilità di esporre questa analisi lo ha potuto fare solamente perchè QUALCUNO DEL PD gli ha dato la bozza della delibera che si sta cercando di scrivere da ben 6 giorni, con l'impegno reciproco di CONFRONTARSI sulle diverse opinioni in maniera di poter assicurare ai cittadini del nostro territorio SERIO, CONCRETO E CONDIVISO. Con Rammarico Estremo dobbiamo prendere atto che chi si è presentato 4 anni e mezzo fa ai nostri elettori come colui che avrebbe cambiato tutto ciò che di sbagliato veniva fatto in precedenza, poi nei fatti si è dimostrato solo il sostenitore del SENTIMENTO DEL CONTRARIO, al solo scopo, ci sentiamo di aggiungere di una buona CAMPAGNA ELETTORALE. Le domande che ci poniamo tutti difronte a questi atteggiamenti sono: Perchè si rifiuta di confrontarsi? Perchè si rifiuta un Referendum in cui la decisione finale spetta inderogabilmente ai cittadini? Perchè si fa tutto ciò quando i PARTITI, sempre tanto criticati per la loro chiusura provano ad aprirsi e a costruire un progetto con la voce di tutti? Le risposte potrebbero essere molteplici, ma sicuramente vi deve essere una presa di coscienza da parte di chi tiene questo atteggiamento che in questo modo si preclude ogni possibilità alla modifica di ciò che fino ad oggi non ha funzionato. Se anche i PARTITI PROVANO A CAMBIARE, METTENDOCI LA FACCIA, L'IMPEGNO E CERCANDO DI CONDIVIDERE PROGETTI E INTENTI, ma trovano davanti solo risposte negative e chiusure a prescindere ALLORA LA STRADA DI RIFORMA E CAMBIAMENTO DEL NOSTRO TERRITORIO E' DAVVERO COMPLICATO, e questo non è certamente UN SERVIZIO FORNITO AI CITTADINI. Tutto questo non vuole essere nella maniera più assoluta una negazione di tutti gli errori che per troppo tempo sono stati commessi nelle nostre amministrazioni comunali, MA UNA PRESA DI COSCIENZA NELL'OTTICA DI NON CONTINUARE A RIPETERLI...SE TUTTI FACCIAMO UNO SFORZO E CI METTIAMO DAVANTI AI NOSTRI CITTADINI A VISO APERTO POI OGNUNO TRARRA' LE PROPRIE CONCLUSIONI E FARA' LA PROPRIA SCELTA, DEMOCRATICAMENTE. QUI L'UNICA DECISIONE CHE SI PUO' PRENDERE IN POCHI è QUELLA DI NON FARE IL REFERENDUM NON VOTANDO QUESTA DELIBERA..TUTTO IL RESTO E' SOLO UN APERTURA ALLA DEMOCRAZIA....DA FARE ADESSO..E NON DOMANI PER NON PERDERE L'ENNESIMA OCCASIONE DI PROMOZIONE, PUBBLICIZZAZIONE E INCENTIVAZIONE PER IL NOSTRO TERRITORIO.... DOMANI SAREBBE TARDI, E CHI AFFERMA CHE SI CORRE TROPPO MENTE SAPENDO DI MENTIRE, IL REFERENDUM SAREBBE NON PRIMA DI MAGGIO...E DA OGGI A MAGGIO CI SONO PIU' DI TRE MESI...106 GIORNI PER LA PRECISIONE, CHE PER SCRIVERE UN PROGETTO SONO SUFFICIENTI, CON L'AUSILIO DI TUTTI I MEZZI A NOSTRA DISPOSIZIONE, LA DIFFERENZA LA FARA' CHI HA VOGLIA DI LAVORARE CREDENDO IN UN PROGETTO, RISPETTO A CHI CON LO SPAURACCHIO DELLE "PAURE" DECIDE DI NON CAMBIARE MAI NULLA....LASCIAMO LA PREFERENZA AI CITTADINI. VOTATE QUESTA DELIBERA E POI DICIAMO AI CITTADINI PERCHE "si" O PERCHE' "no".....FACCIAMO SCEGLIERE A LORO....
Pubblicato da ficullese il 14 gennaio 2014 alle ore 14:02
A Ficulle non ho visto locandine per l'assemblea del 18. è vero? è confermata?
Pubblicato da moreno il 14 gennaio 2014 alle ore 15:44
Buonasera io sono umbro ma da qualche hanno vivo in provincia di Bologna, il comune in cui risiedo dal 1* gennaio si è fuso con altri 4 comuni per un totale di circa 30000 persone. All' inizio non vedevo bene questa cosa perché non la conoscevo bene e perché noi umbri siamo sempre un po' restii ai grandi cambiamenti e soprattutto siamo molto attaccati alle nostre identità di paese ma esaminando meglio la fusione ho visto anche dei vantaggi innanzitutto di 5 sindaci se ne elegge uno nuovo, di 5 consigli comunali ne rimane 1 con evidenti risparmi sui costi della politica locale, i servizi hai cittadini sono rimasti dov'erano nei vecchi municipi con il vantaggio che io posso andare dove voglio tra questi 5 municipi poiché sono tutti in rete, l'anno scorso è stato fatto un referendum consultivo tra i vecchi comuni per scegliere se fare o no la fusione e scegliere il nuovo nome del nuovo comune "Valsamoggia" è passato il si alla fusione con il 70% sulla carta d'identità vi sarà scritto comune di ......quello che sceglierete via........municipio di .......il vecchio nome del comune, così si risolve il problema di più vie con lo stesso nome poi è innegabile che un comune unico di 30000 abitanti ha più forza contrattuale sia nel chiedere fondi sia nel contrattare tariffe per qualsiasi servizio al cittadino gas , luce, acqua, immondizia, scuola etc etc poi non c'è bisogno di costruire un nuovo edificio per il nuovo comune si ottimizza quello che si ha si sfrutta il municipio più grande per la sede centrale ma impiegati e operai restano dove sono è la politica che si sposta e si razionalizza non i cittadini spero di esservi stato utile per una scelta consapevole Buonasera tutti
Pubblicato da monteleonese il 14 gennaio 2014 alle ore 15:55
Condivido in pieno quanto illustrato nell'articolo. Rammento che in Francia i comuni sono 35.000 (trentacinquemila) ed in Belgio 8.000 (ottomila) con entrambi i paesi aventi minore popolazione rispetto all'Italia. A nessuno viene in mente di diminuirli accorpandoli. Se si punta al risparmio si puo' pensare ad eliminare il compenso agli amministratori come era anche per i deputati fino al 1912. In questo modo molti arrivisti eviterebbero di presentarsi alle elezioni e soltanto le persone oneste amministrebbero la cosa comune. D'altro canto mi sembra che nei comuni più piccoli il compenso ai consiglieri sia di circa 18 euro a seduta. Con l'accorpamento diminuirebbero i rappresentanti dei cittadini ma i restanti verrebbero aumentati i loro compensi dato che la retribuzione degli amministratori locali è parametrata alla popolazione del comune di appartenenza.
Pubblicato da fabrese il 14 gennaio 2014 alle ore 17:06
caro democraticamente, tutto quello che dici può essere affrontato con calma nella prossima legislatura.
Perchè i 5 sindaci adesso hanno tanta fretta di procedere con questa fusione?
Facciamo le elezioni e con calma democraticamente ne riparliamo.
Pubblicato da x monteleonese il 14 gennaio 2014 alle ore 17:25
Scusa quanti abitanti avrebbe la Francia? Meno dell'Italia? Non mi risulta....
Credo che in questo dibattito ci sia molta approssimazione e soprattutto livore politico e campanilistico. Tutti noi dovremmo avere la consapevolezza che non è questo il tempo per continuare a tenere in piedi 5 microcomuni. Per quanto mi riguarda ben venga la fusione.
Pubblicato da ficullese2 il 14 gennaio 2014 alle ore 19:29
Caro ficullese, l'assemblea pubblica è stata convocata per giovedì 16 gennaio ore 21,00 presso il Centro Polivalente(ex asilo).
Ormai non stupiscono più le pubblicazioni "last minut" e le affissioni sulle poche attività commerciali rimaste a Ficulle. Il "modus operandi" è il solito. Ma mi chiedo: possibile che una assemblea con un contenuto così importante venga diffusa soltanto 3 giorni prima ?
Qualcuno sulle pagine di Facebook in questi ultimi giorni difendeva la scelta della fusione facendo notare che sono state convocate altre assemblee pubbliche in merito. Ma quando? Non si poteva, come in passato è già stato fatto per altre cose decisamente futili, inviare presso tutte le famiglie dettagliate informazioni sulla convenienza di una "Unione", che avrebbe portato eventualmente ad una futura Fusione dei Comuni?
Avrebbe dato modo di leggerle anche a chi ha semplicemente una seconda casa con tutti i diritti di esprimersi in un ragionevole tempo a disposizione.
Complimenti per la democrazia!




Pubblicato da il 14 gennaio 2014 alle ore 19:46
E lo sapevo che si andava a cadere qui. I tanti e famigerati benefici di questa fusione. Se ci penso di benefici personali e di partito ne vedo veramente tanti. Mentre quelli collettivi, come dice giustamente Valter, sono molto meno chiari, avvolti in una nebbia più spessa di quella che abbiamo visto nei nostri paesi in questi giorni. Le informazioni sono troppo poche e per questo le opinioni troppo variegate e aleatorie. La questione da dibattere in questo momento non è fusione sì, fusione no. Troppo semplicistico. Troppo semplicistico parlare di metterci la faccia, fare cambiamenti per questi comuni. Dove erano queste persone negli anni scorsi? Erano al governo! Uno scellerato governo in alcuni casi e non hanno fatto niente per cambiare. Non hanno fatto niente migliorare e risollevare. Non hanno fatto perfino niente per andare d'accordo tra di loro e realizzare progetti comuni. Perché dovrebbero farlo ora se non non per meri interessi personali e di partito??
La questione giusta su cui soffermarci, è se vogliamo davvero fidarci ancora e a occhi chiusi di gente come questa che pensa o pretende di prendere certe decisione discutendole DEMOCRATICAMENTE all'interno di circoli politici chiusi. C'è rispetto in tutto ciò per la popolazione e i territori che si pretende in questo modo di governare? LA MIA RISPOSTA E' NO!
Pubblicato da Danilo Buconi il 14 gennaio 2014 alle ore 20:54
Ringrazio il buon Dio che mi ha permesso di vivere questi anni, garantendomi così anche la soddisfazione di vedere schiacciato il pedale dell'acceleratore su una proposta che io avevo avanzato - e basta ricercare articoli di stampa dell'epoca per trovare le prove - nel lontano 1999 (circa 15 anni fa!!!) quando prima delle elezioni amministrative avevo proposto un progetto di coordinamento dell'alto orvietano volto non solo a progettare una diversa gestione dei servizi, più moderna e meno costosa, ma anche a mettere ciascun Comune del comprensorio al centro della scena, ciascuno per intenderci protagonista di un progetto di valenza comprensoriale da offrire agli altri e all'intera comunità provinciale e regionale.
Ovviamente quel progetto, proprio perché veniva dal sottoscritto, restò nei cassetti, carta straccia....
Così come finì nei cassetti, anzi fu proprio cancellata, nella primavera del 2001, la possibilità di dar vita ad una unica Stazione dei Carabinieri, questa si a Fabro, supportata da una stazione mobile e con la garanzia di mantenimento di tutto il personale all'epoca in servizio nelle 4 stazioni in essere...
Si disse, in questa occasione, che i territori avrebbero perso rappresentatività, importanza, lustro, competitività, vita...
Come lo si disse quando proposi di realizzare un unico plesso scolastico a Fabro Scalo, dicendo che con i soldi che ogni comune avrebbe dovuto spendere per mantenere a norma e in sicurezza i plessi esistenti si sarebbe potuto costruire un nuovo plesso scolastico, nuovo di zecca, all'avanguardia sul piano della sicurezza e delle attrezzature e baricentrico rispetto a tutto il territorio, combattendo a viso aperto con chi mi diceva, a Santa Maria, che le nostre scuole erano quelle di Monteleone, ribattendo - io - che l'interessante sarebbe dovuto essere quello di avere uno scuolabus che avesse raccolto gli studenti sotto casa e non quale direzione avrebbe preso...
Tutto ciò per fare alcune brevi considerazioni:
1) delle due l'una, o io avevo ragione anche 15 anni fa - e allora abbiamo buttato dalla finestra 15 anni di tempo - oppure mi sfugge l'importanza e la serietà, nonché la fattibilità e la positività per tutti i cittadini dell'alto orvietano, della scelta di questi giorni;
2) tra avere 5 Comuni ed averne uno solo, passa in mezzo la possibilità di realizzare una "Unione di Comuni", con ciascun Comune capofila di un servizio collettivo di interesse comprensoriale;
3) solo successivamente all'esperienza dell'Unione di Comune si potrà semmai ragionare su un unico Comune dell'Alto Orvietano, con la certezza che i cittadini si saranno almeno parzialmente abituati alla nuova identità, alla nuova organizzazione dei servizi, al nuovo assetto amministrativo - teorico e concreto - del nostro territorio.
Senza dimenticare un'altra considerazione di non poco conto: con questo progetto si vorrebbero posticipare le elezioni comunali di maggio 2014, arrivando di fatto ad un mezzo commissariamento a tempo determinato a decorrere dal prossimo mese di giugno, stesso mese in cui, per scelta del nostro Parlamento nazionale, verrà commissariata la nostra Provincia e pochi mesi prima del prossimo autunno quando il Consiglio regionale entrerà nel semestre di ordinaria amministrazione in vista delle elezioni regionali del 2015 ( salvo non vengano vietate, come per le Provinciali, anche le elezioni regionali!!!). In tutto questo "iper commissariamento, chi sarà chiamato a prendere decisioni qualora dovesseto abbattersi sul nostro territorio eventi calamitosi di straordinaria portata?
Io credo, e concludo, che il progetto di unificare il territorio dell'alto orvietano possa essere sulla carta un valido progetto (ci credo da 15 anni) ma credo ancora di più che le scelte e i passaggi vadano fatti con calma e riflettendo: si facciano le elezioni a maggio, si metta la scelta nei programmi elettorali di chi questa scelta vorrà proporla e sostenerla e poi successivamente, si proceda per gradi, partendo semmai prima con l'unione dei comuni.
Non è con un colpo di acceleratore che si risolvono la crisi e la dispersione economica e sociale dei nostri territori.
Danilo Buconi
Pubblicato da unaltroficullese il 14 gennaio 2014 alle ore 20:58
nessuno mette in dubbio i vantaggi di una fusione, ma non capisco perchè non si possa passare gradualmente ad accorpare prima i servizi. Perchè fonderci proprio quando scade il mandato a diversi sindaci marcati PD che tanto bene non hanno fatto? la paura della perdita della poltrona è come al solito davanti a qualsiasi interesse dei cittadini..chi non se ne rende conto è il solito ingenuo con i paraocchi. C'era tutto il tempo per unire i servizi tra questi 5 comuni, non è stato fatto ed ora in 20 giorni esplode la bomba della fusione quando in alcuni comuni si sono già iniziate a preparare le liste per andare alle elezioni e mandare a casa coloro che siedono sulla poltrona da 50 anni....basta! basta! basta! questa è mafia! sbandierano sulla faccia della gente questo referendum, mettendo davanti il diritto dei cittadini di scegliere....ma il referendum è consultivo (non ha nessun potere se non quello di conoscere l'opinione della gente) e non si sa se i risultati saranno divisi comune per comune o collettivi. I 5 sindaci del PD la scelta l'hanno già fatta....fusione e poltrona assicurata per altri 5 anni! w la democrazia. E mi fa ridere chi viene qua a scrivere con nomi tipo: democraticamente, ma democraticamente di cosa??? ah...a ficulle che il 18 c'è l'assemblea pubblica a monteleone non lo sa nessuno, non c'è nemmeno un pezzo di carta attaccato! iniziamo bene iniziamo....
Pubblicato da Franco Pasquini il 14 gennaio 2014 alle ore 21:49
Buonasera, tempo fà,quando vidi la pagina Facebook di Comune Unico Altorvietano d'istinto mi dissi "meno male,era ora" poi ad un'occhiata più approfondita vidi che il tutto era promosso esclusivamente dal PD. E li mi piacque già un pò meno. Poi passarono mesi e mesi di silenzio assoluto,almeno su quella pagina. Fino all'altro ieri quando, di colpo e con una frenesia inaudita,eccoti lo scatto improvviso,la corsa da velocista per arrivare alla agognata meta! Sarò ipercritico,sarò paranoico e malpensante,ma,secondo me,quando si fà così lo si fà per uno scopo diverso ed altro da quello propagandato dai locali circoli PD! La mia amministrazione comunale,quella di Montegabbione,pur avendola votata e sostenuta a suo tempo si è dimostrata la peggiore che io ricordi. Per distacco dai cittadini e dalle loro esigenze e richieste.Per l'arroganza e la presupponenza che da uomo di sinistra MAI mi sarei aspettato da una coalizione "democratica". La delusione e il disappunto non è solo mio ma molto diffuso nel mio Comune e in alcuni dei 5. Faccio una piccola somma e capisco che anche loro l'hanno fatta: non c'è niente dietro a questa proposta se non la paura di perdere poltrone. Da cittadino/elettore deluso mi auguro che nuove forze si affaccino nei nostri comuni per cambiare finalmente questo stato di cose. Alla fusione penseremo poi. Saluti.
p.s. Non capisco perchè tanti commenti anonimi.E' bruttissimo!
Pubblicato da montegabbionese il 15 gennaio 2014 alle ore 00:18
Complimenti Walter,ho saputo due giorni fa che' vogliono fonderci'.Perche'tanta fretta?E'la moda del cotto e mangiato?Perche'non vogliono darci la possibilita' di capire di che cosa si tratta?Se il Costituente ha previsto il semestre bianco per evitare colpi di mano del Presidente della Repubblica a fine mandato,perche' a noi viene imposto soltanto un risicato trimestre' nero'?Si tratta di una decisione irreversibile,prendiamoci il tempo necessario per capire,sempre che democraticamente ce lo concedano!
Pubblicato da Anonimo per Franco Pasquini il 15 gennaio 2014 alle ore 09:11
Buongiorno Franco, condividendo in pieno le tue posizioni rispondo solo al tuo p.s.
- Per evitare ritorsioni personali-. E' triste ammetterlo ma è così . Saluti.
Pubblicato da unovaleuno il 15 gennaio 2014 alle ore 09:44
pagina facebook "Comune Unico Altorvietano"? Ma dove si trova? Comune è veramente esilerante come in un paese dove nulla cambia e si accusa la classe politica di immobilismo e di difendere le poltrone, quando finalmente si attua un progetto per ridurre queste poltrone (1 sindaco invece che 5 quindi) ecco che i soliti professionisti del no escono allo scoperto. Sia Chiaro qui tutti a criticare, nessuno ha proposto un alternativa, al massimo un "rinvio" o "piu tempo" ma tempo di cosa! il tempo è scaduto!! bisogna fare! altro che chiacchiere! w la fusione
Pubblicato da monteleonese il 15 gennaio 2014 alle ore 10:03
Si, la Francia ha 61 milioni di abitanti contro i 59 milioni dell'Italia. Rimane però il fatto che a questa piccola differenza corrisponde la differenza di 35.000 a 8.000 del numero dei comuni a favore della Francia.
Pubblicato da programma il 15 gennaio 2014 alle ore 10:55
Altro aspetto è che il progetto fusione non era nei programmi elettorali delle liste che hanno vinto: mettetelo nel prossimo programma alle prossime elezioni e valutate così se la maggioranza veramente lo vuole.
Pubblicato da rispostaXunovaleuno il 15 gennaio 2014 alle ore 13:26
unovaleuno, l'alternativa più logica e semplice è l' "unione dei comuni" come primo passo e non la fusione. Anzi come primo passo vogliamo le elezioni per mandare a casa chi in questi 5 anni ha vissuto nell'immobilismo e si è fatto gli affari propri, poi i nuovi sindaci si uniscano come hanno fatto i comuni della valdichiana senese! Una volta fatta l'Unione c'è tempo fino a 10 anni per procedere ad un'eventuale ed irreversibile fusione. Ricordiamoci che i sindaci passeranno anche da 5 ad 1...ma gli stipendi per gli amministratori di un comune di 8000 abitanti lievitano non poco rispetto ad un comune di 2000. Tutti questi conti sono stati fatti? io credo che chi vuole sedersi su quelle poltrone se li è fatti eccome....indovinate chi sono?? sempre loro che già ci stanno su quelle poltrone! W LA DEMOCRAZIA!
Pubblicato da biskio il 15 gennaio 2014 alle ore 13:47
è strano come relativamente alla fusione i Comuni di Allerona -Castel Viscardo e Castel Giorgio non siano al momento interessati a fondersi o così sembrerebbe, nonostante che solo a livello logistico morfologico avrebbe molto più senso..ma forse xchè alle elezioni imminenti non rischierebbero di perdere come 3 comuni su 5 dell'alto orvietano...e poi parliamo di vantaggi...AH AH AH me viè da ride..anzi me viè da piagne!!!!
Pubblicato da Fq2k il 15 gennaio 2014 alle ore 14:07
Altro aspetto che i Sindaci dovrebbero approfondire e condividere con i propri concittadini è la situazione economica che ciascun Comune porta in dote.
Ad esempio per accendere nuovi mutui per un Comune valgono le regole descritte nell'art. 16 DL n. 95/2012 (L.135/2012) che delineano i limiti di indebitamento ( http://www.unioni.anci.it/index.cfm?layout=dettaglio&IdDett=42129).
La norma chiarisce che gli Enti locali possono assumere nuovi mutui e accedere ad altre forme di finanziamento reperibili sul mercato solo se l'importo annuale degli interessi, sommato a quello delle operazioni in essere (mutui, prestiti obbligazionari, aperture di credito, garanzie fideiussorie) e assunto al netto dei contributi statali e regionali in conto interessi, non supera una certa percentuale delle entrate relative ai primi tre titoli del rendiconto del penultimo anno precedente quello in cui viene prevista l'assunzione del nuovo debito.
Il tetto all'indebitamento, ripetutamente modificato dal legislatore negli ultimi anni, è stato infine decisamente abbassato dall'art. 8, comma 1, della legge 183/2011, che ne ha previsto la progressiva riduzione fissandolo all'8% per il 2012, al 6% per il 2013 e al 4% a regime dal 2014.

Partendo dai mutui attuali che i 5 comuni hanno in essere andrebbe analizzato bene se il nuovo Comune avrà possibilità di stipulare nuovi mutui nei prossimi anni necessari per politiche e interventi di sviluppo del territorio. Potrebbe ad esempio accadere che 3 Comuni con i conti a posto subiscano la situazione critica degli altri 2...
Pubblicato da il 15 gennaio 2014 alle ore 16:33
Leggo sui social che amministratori chiamati a deliberare nei prossimi consicgli comunali non conoscono la differenza tra Unione dei Comuni e Comune Unico.....
Pubblicato da montegabbionese il 15 gennaio 2014 alle ore 18:55
Giusto,un sindaco invece che cinque!Ma quanto guadagna il sindaco di un comune di 8000 abitanti?
Concordo con l'anonimo per Franco Pasquini sul timore ritorsioni personali.Ammiro Franco che ha il coraggio di qualificarsi e di dire sempre quello che pensa!Che democrazia!
Pubblicato da 5 vale 1 il 16 gennaio 2014 alle ore 10:21
Si all'unione dei comuni,no al comune unico.Trattasi solo di poltrone,inferiori come numero,ma più sostanziose come retribuzioni e potere.....sempre agli stessi.
Pubblicato da Lord_Wind il 16 gennaio 2014 alle ore 17:40
NO alla fusione. Senza ma e senza se. Ditelo al PD però, l'architetto di tutto questo mega fasullo intrallazzo, creato a modino per avere il controllo totale sulla vita, morte di tutti i cittadini di Fabro, Ficulle, Montelone, Montegabbione e Parrano ( ? ). Leggo di un consiglio intercomunale fra i vari sindaci.... Son tutti del PD, che stranezza. xD
Pubblicato da Suddito il 16 gennaio 2014 alle ore 20:20
Inutile illudersi,quando i cittadini sono chiamati in assemblea,è già stato tutto deciso nelle segrete stanze,e questi personaggi,ai quali la maggioranza dei cittadini continua ad andare appresso,hanno fatto e faranno quello che ritengono più opportuno per loro.Al comune più grande spetterà il sindaco,gli altri verranno accontentati con gli assessori,così qualcuno uscito dalla porta,rientrerà dalla finestra.Il motto è: meglio vincere nel comune unico che perdere nel proprio.

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