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Lettera agli Orvietani under 25 di buona volontà: porcellum e porcate, be worried!

venerdì 22 febbraio 2013
di Pier Giorgio Oliveti

Cari giovani concittadini, mi rivolgo a quelli di voi che non si sono ancora iscritti ad una delle consorterie cittadine, a quei pochi che non hanno ancora dovuto prostituire le loro idee e progetti a favore di uno dei minuscoli poteri "forti" del nostro sotto sistemino orvietano che - ormai è storia - ha perso il senso delle proporzioni. Tutti noi tra pochi giorni saremo chiamati a votare con il "porcellum", nonostante il 99% degli italiani sia ben consapevole che il sistema elettorale cui siamo stati assoggettati sia iniquo e truffaldino, lesivo dei più elementari diritti democratici di rappresentanza e a mio avviso, addirittura in conflitto con la Costituzione... L'anno prossimo ci sarà il voto amministrativo, ancora più importante per il futuro a livello locale. 

C'è chi vota col "porcellum" e chi subisce una "porcata", sembra una canzone di Rino Gaetano. Non vi dico - lo so - niente di speciale o di nuovo, vorrei solo sommessamente mettervi in guardia, scusatemi, nessun paternalismo... Se come giovani volete davvero costruirvi un futuro nella vostra città, ad Orvieto e non a Calolziocorte o, più probabilmente, a Centocelle, occhio al voto: riflettete e decidete, ma comunque votate per il bene comune e per l'innovazione di idee e progetti dentro e per la nostra città. Attenti perché gira tanta fuffa, arte del nulla, che da un lato e dall'altro, di sopra e di sotto, serve solo a coprire inciucetti vari, gli interessi di sempre e di nuovi interessi fotocopiati dal vecchio da giovani vecchi. Vi potrebbe pure capitare di "essere assunti" - cheiddiolovoglia - nella vostra città, come lavoratori e/o essere professionisti utili ad un progetto, ad una funzione o ad una causa. Il problema è che qui da noi è a rischio il concetto stesso di "diritto al lavoro" al di fuori di consorterie prefissate e preordinate, vi potrei documentare in ben altri spazi questa argomentazione. Stando così e non cambiando le cose, be worried, cari giovani e onesti concittadini, vi potrà capitare di essere immolati tra qualche mese o anno a giochetti impronunciabili di sé dicenti poteri forti, che forti non sarebbero a patto che tutti ne fossimo consapevoli.

Come ben sapete, di più e meglio di "noi cinquantenni", ci sono interi settori della vita economica della nostra comunità e per esteso dell'area vasta interregionale, che sono stati lasciati colpevolmente in abbandono o che sono volutamente in letargo, il vino e poi l'olio (procedono "di conserva", proprio come la nave "Concordia", a cercar scoglietti...), l'agricoltura moderna (non quelle del tabacco o del girasole che lasciamo a seccare nei campi...) e le sue filiere di qualità, l'artigianato d'arte, i turismi nel loro ventaglio di opportunità qui irripetibili, la ricerca applicata (il CNR di Porano è a due passi: chi ha mai pensato di innestarlo nel tessuto produttivo, agricolo e industriale?), i servizi, la Green Economy.... L'Europa? Non lo dico a voi, generazione "Erasmus", è il nostro/vostro ambito domestico, la casa comune, non l'"hic sunt leones" della maggior parte dei nostri amministratori: forza e coraggio.

Nei Beni Culturali eccelliamo, ma potremmo fare ancora di più facendo rete col "resto del mondo". "Cittaslow! Chi era costui?". Se non assumerete il futuro nelle vostre mani, ingrosserete come tocca ora a me l'esercito emorragico di pendolari di cui mai si parla, nostri concittadini di ogni ordine e livello, condannati però tutti a vivere a corrente alternata. Forse più che Roma ad Orvieto, in questi anni abbiamo centrato l'obiettivo di portare più Orvieto a Roma... Grazie di cuore per aver dedicato un po' del vostro tempo alla lettura del mio scritto, non proprio tweetting....

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