opinioni

Il tragico specchio dei tempi

domenica 18 novembre 2012
di Mario Tiberi

Mi si conceda la licenza di una osservazione preliminare, se volete fuori tema e fors'anche fuori luogo, ma imposta dal cataclisma abbattutosi sulla diletta città di Orvieto. Plinio il Vecchio, uno tra i maggiori naturalisti dell'antichità, ha lasciato scritto riferendosi alla pia "Mater Gea": "Non, nisi parendo, vincitur"; non la si vince se non ubbidendole e, cioè, l'uomo non è in grado di dominare la Natura se, prima, non ne rispetta le leggi.
Il monito è chiaro e inequivocabile; purtroppo disatteso, oltraggiato e calpestato con le inevitabili disastrose conseguenze da noi tutti toccate con mano.
E' doveroso, inoltre, segnalare la dignitosa compostezza della popolazione colpita dal fenomeno alluvionale e la generosa prova di solidarietà offerta dalla Gioventù Orvietana.

Riprendiamo, ora, da principio.
Il profluvio irrefrenabile di pronunciamenti sui principali temi di interesse sociale, politico e di costume assume sempre di più il sapore di un caravanserraglio all'interno del quale, tra grida scomposte e gesti inverosimili, l'elemento dominante è da ricercare nel disorientamento generale e nel disordine singolo.
Basta sintonizzarsi su una qualsiasi trasmissione delle reti televisive nazionali, per limitarsi ad esse, ed il quadro che appare "ictu visu" è di quelli che non lasciano scampo per licenziosità di analisi, giudizi faziosi e menzogneri, scurrilità accusatorie, invettive gratuite e fuorvianti.
Si provi, ancor di più con accento al limite del masochismo, a seguire gli "spettacoli non delle parole, ma delle chiacchiere al vento" e, si capirà, che gli argomenti quotidiani di trattazione diventano inesorabilmente l'occasione non per offrire ai teleutenti la possibilità di orientarsi e formarsi una opinione basata su elementi di informazione libera ed obiettiva, bensì per canalizzare il consenso della massa acritica dei cittadini verso mete interessate e perlopiù qualunquistiche.

A parte gli ospiti, quasi sempre gli stessi fino alla nauseante noia e non certo tra i migliori, è da sottolineare come l'animosità verbale e il continuo sovrapporsi delle loro stridule voci conducano a generare un clima da stadio dove a prevalere non è tanto, come sarebbe giusto ed opportuno, la forza dell'intelligenza quanto, piuttosto, le porzioni carnose delle corde vocali. E i famigerati indici di ascolto non impongono solo questo, ma anche il differimento di annunziate clamorose rivelazioni alle puntate successive alla pari di una scialba, quanto banale soap-opera.
Lo spettacolo discendente non appaga né coinvolge e lo spettatore non solo non ne esce arricchito, ma ancor più confuso e disorientato tanto da pentirsi per aver sprecato e gettato alle ortiche quel tempo che meglio avrebbe potuto destinare per altre più soddisfacenti esperienze.

Che dire poi dei cosiddetti "fuori onda" tanto di moda in questi ultimi periodi?
Il ciclo biologico di ogni essere umano è costituito sia da un palcoscenico principale, dove viene rappresentata la trama della sua storia personale e delle sue vicende esistenziali, e sia da uno o più retroscena dove, ciò che non può e non deve apparire sul proscenio, viene realizzato in un contesto di schiettezza e di genuina naturalezza. Sul palcoscenico va l'attore con i suoi inganni e le sue finzioni imposte dal copione che è obbligato a recitare; nel retroscena si aggira l'uomo nudo e puro che espone quello che realmente pensa e si esprime con atti e fatti conseguenti.

Nella vita pubblica accade lo stesso: le dichiarazioni ufficiali sono spesso e volentieri il risultato di compromessi dettati da opportunismi contingenti o da calcoli di bottega; le confidenze private, magari anche quelle esternate con un bicchiere di buon vino in mano, colgono il segno del reale e veritiero pensiero di chi le pronuncia.
Si spiegano così alcuni episodi recentemente accaduti nella sfera nazionale ed, anche, in quella locale; in entrambi i casi sarebbe dignitoso evitare la smentita della sostanza della confidenza rispetto alla forma della dichiarazione pubblica e riguardoso, nei confronti dei cittadini in genere, usare coerenza verso la prima ed essere più avveduti prima di proferire la seconda.

In neurologia, una ridotta regione del cervello umano a forma di mandorla, l'amigdala, è ritenuta sede della intelligenza emotiva e da essa sembra che partano gli impulsi più spontanei e naturali dei nostri comportamenti come quelli, appunto, che presiedono alle esternazioni verbali operate di getto e senza passare per il filtro della razionalità utilitarista.
Non Vi pare che, finalmente, sia giunto il tempo di dotarci di una magica cornucopia ricca di mandorle genuine e di prima qualità?.
Per quel che mi concerne, non posso che rispondere se non con un convinto SI'!.

Commenta su Facebook

Accadeva il 20 febbraio

"Tuscia Etruria". Presentata la guida ai sapori e ai piaceri di Repubblica

Orvieto ai Campionati della Cucina Italiana, medaglia di bronzo per Consuelo Caiello e Angelo D'Acquisto

Al Teatro Santa Cristina, è di scena "Riccardo (Lunga Vita al Re)"

Tre ori per Emanuela Marchini ai campionati di nuoto FISDIR

Sentenza del Tar, incontro pubblico con i cittadini

Di fiori e di altri profumi

Musica e solidarietà in Carcere, con il concerto dei Maleminore

Cresce la richiesta per gli asili nido, liste d'attesa in aumento

Cala la popolazione, cala il numero delle pratiche

Una Zambelli Orvieto carica e determinata si reca alla corte del Chieri

"Alba Etrusca" al Museo "Claudio Faina". In mostra le pitture di Renato Ferretti

Il Comune annuncia l'arrivo della carta d'identità elettronica

Il vino è condivisione, gemellaggio tra "Wine Show" e "Due Mari WineFest"

Salto con l'asta, Eugenio Ceban (Libertas Orvieto) torna a volare ai Campionati italiani assoluti

"Il Forno" presenta "Due", il nuovo libro di Carlo Pellegrini

Riaperta al culto la chiesa parrocchiale di San Pancrazio

"Croce e delizia, signora mia", l'omaggio a Verdi di Simona Marchini

"Il Liceo Artistico non è merce politica di scambio"

Dopo "Frammenti d'un mosaicista morto dal freddo", "Inseguivo il vento pei campi"

A 12 anni dalla morte, i genitori di Luca Coscioni depositano il loro biotestamento ad Orvieto

La chiesa di San Pietro è di proprietà comunale. Grassotti: "Fatta luce dopo anni di incertezza"

"Orvieto in Danza". Prima rassegna nazionale al Teatro Mancinelli

Ferretti, Vezzosi e Bonifazi in cima alle classifiche 2017. Ricco di aspettative il 2018

Centro Congressi, incontro sul futuro del turismo congressuale a Orvieto

I tesori di Campo della Fiera in mostra in Lussemburgo

Luci spente e camminate per "M'illumino di meno 2018"

La Uil fa rete e si mobilita per i territori tagliati fuori dall'Alta Velocità