opinioni

Il ritorno di un ‘coccio' orvietano. Uno spiraglio per ripensare nelle giuste prospettive il tema delle ceramiche orvietane?

giovedì 23 agosto 2012
di Lucio Riccetti
Il ritorno di un coccio' orvietano. Uno spiraglio per ripensare nelle giuste prospettive il tema delle ceramiche orvietane?

Mentre la città, già arroventata dalla canicola luciferina, s'infervora sulle sorti di un vaso finito sotto le attenzioni della magistratura, la vendita di una ceramica orvietana del XIV secolo è stata del tutto ignorata dalle istituzioni, dagli enti e dagli 'studiosi' cittadini. La casa d'aste Christie's ha battuto a New York il 7 giugno scorso, e venduto, per un prezzo relativamente modesto, un boccale orvietano che riunisce in sé l'intera storia recente della ceramica orvietana, quella legata al collezionismo internazionale, agli innumerevoli scavi e
alle dispersioni e falsificazioni che l'hanno resa famosa fra la fine dell'Ottocento e la Prima guerra mondiale.
Si tratta di un boccale a corpo globulare e alto collo cilindrico, bocca lievemente trilobata con bordo superiore angolato e ansa verticale a nastro contrapposta al beccuccio. La decorazione è quella tipica della produzione orvietana del XIV secolo, in verde ramina e bruno di manganese su smalto stannifero, con inserti a rilievo: una testa leonina, subito sotto il beccuccio, e due fiori d'acanto (comunemente letti come 'pigne') sul corpo, uno per
lato, che si dipartono dalla ramificazione di un 'albero della vita', e fondo a graticcio, ma con ampie aree risparmiate. Una di queste, al centro, fra i due fiori, è decorata con disegni geometrici: due rombi suddivisi in quattro parti ciascuno. Anche i due fiori a rilievo sono entro aree risparmiate, delimitate da fasce filettate, così come la testa leonina. Da questa, su tutto il collo, entro filettature orizzontali, girano foglie lobate. La parte inferiore del corpo, non decorata conserva tracce di cristallina.

Come visibile dalla fotografia gentilmente fornita da Christie's, la ceramica presenta ampie tracce di restauri 'storici', probabilmente risalenti al momento della scoperta. Questi ultimi, infatti, sono già ben visibili in una fotografia, forse dello studioso Pericle Perali, databile intorno al 1910, che ne attesta l'epoca del ritrovamento. Da questa data la storia recente del boccale, il suo pedigree per dirla in termini collezionistici, è di tutto rispetto. Nel 1916 compare nel catalogo della vendita organizzata dal noto antiquario Elia Volpi a New
York ed è acquistata per 200 dollari da William H. Johnson, che nella stessa vendita acquistava un altro pezzo orvietano, un vascello dalla complessa decorazione in due registri, che faceva bella mostra di sé nelle fotografie già ricordate e su un tavolo fratino di Palazzo Davanzati a Firenze. Forse Johnson comprava per altri, come spesso avviene, o ci sono passaggi non documentati perché nella scheda del catalogo di Christie's il boccale è indicato proveniente dalla collezione Demidoff. Comunque, Johnson doveva essere particolarmente
interessato perché, con Louis V. Newkirk, nel 1942, avrebbe pubblicato un libro sulla ceramica.

La storia del nostro boccale si intreccia con quella di un altro pezzo orvietano, in tutto simile, salvo che per una diversa decorazione sul collo e una maggiore sporgenza della protome leonina, che compare nell'Esposizione Universale Panama-Pacific di San Francisco del 1915 di proprietà degli antiquari Canessa di Napoli. In quell'occasione, questo secondo boccale è acquistato, insieme ad altri pezzi orvietani, da Mortimer L. Schiff, ed esposto al Metropolitan Museum of Art di New York nel 1917-19 e nel 1937-41.

Sarebbe stato un peccato perdere questo pezzo di storia non solo orvietana ma, fortunatamente, come spesso avviene, singoli cittadini di buona volontà provano a limitare le manchevolezze delle istituzioni distratte e così la ceramica, dopo oltre un secolo, è tornata a Orvieto. A quanto sembra, i collezionisti privati, spesso i più attenti, hanno accolto il messaggio lanciato con la mostra della collezione Imbert (Perugia e Orvieto fra novembre
2009 e giugno 2010), che ha riportato in città, anche se per breve tempo, ceramiche disperse oltre un secolo prima. Dopo la mostra, 'cocci' orvietani storicamente importanti sono tornati in città e a questi, oggi, si unisce il boccale appena rientrato.

L'inversione di tendenza è di grande importanza se si pensa che rilevanti ceramiche eugubine già in collezioni private, dopo essere state esposte in una recente mostra del 2010-2011 a Gubbio, sono passate, anche perché non notificate, in un'asta londinese battuta da Christie's il 5 luglio di quest'anno e disperse. Il ritorno delle ceramiche orvietane, avvenuto nel più totale silenzio, dovrebbe e potrebbe essere accolto come un primo spiraglio per ripensare nelle giuste prospettive storiche e culturali, rispetto a quanto fatto finora, il tema delle 'ceramiche orvietane'.

Pubblicato da cittadina indignata il 23 agosto 2012 alle ore 14:45
Chissè se l'Assessore Marino è d'accordo nel considerare questo vaso "NOSTRANO" come un'opportunità per la città turistica e per la cultura Orvietana?
Certo che se si potesse mostrare al pubblico questa meraviglia in qualche museo privato ORVIETANO qualcuno sarebbe anche più contento.
Pubblicato da Fede il 23 agosto 2012 alle ore 15:32
Articolo estremamente interessante anche in ottica turismo. Esiste un museo ad Orvieto a tale proposito mi par di ricordare, forse andrebbe pubblicizzato di più.
Magari chi è appassionato di questi manufatti e reperti storici, se sapesse dell'esistenza di tale museo, potrebbe rotolarci dentro...
Pubblicato da Laura Ricci, direttora Orvietonews.it il 23 agosto 2012 alle ore 20:09

Ma lei, cittadina indignata, lo conosce il Museo del'Assessore Marino? E' di grande interesse, gliene consiglio la visita. Intanto può farla virtuale anche attraverso la galleria fotografica di www.inorvieto.it http://www.inorvieto.it/it/scegli/orvieto_sotterranea/museo_delle_maioliche_medievali_e_rinascimentali_orvietane.html Siamo alle solite, bisognerebbe che la politica non ci appannasse la capacità di giudizio anche quando non è il caso. Per ora, Fede, esiste questo museo. Speriamo che presto si possa fare, come esorta Lucio Riccetti, un discorso a più ampio raggio. Ma sarà difficile finché si mischieranno cultura e rosure personali e politiche: sia da parte di chi amministra, sia da parte di chi fa cultura (e talvolta si sente preposto ad esserne l'unico corifeo autorizzato), sia da parte dei cittadini utenti.

Pubblicato da Laura Ricci il 23 agosto 2012 alle ore 22:03

Per completezza di informazione segnalo che anche al MODO, presso i Palazzi Papali, sono esposte alcune ceramiche medievali orvietane. Altri pezzi, credo periodicamente per via di una rotazione dei materiali che non possono essere permanentemente esposti, sono al Museo Archeologico Nazionale. La bella e importante mostra dedicata alle ceramiche della collezione Imbert (per solito a San Paolo del Brasile) fu un'occasione per mostrarle tutte all'attenzione dei visitatori. Qualche pezzo è anche al Pozzo della Cava, diversi pezzi della collezioni Moretti-Curti e Perali sono ormai di proprietà del Comune e in attesa di sistemazione, ma certo il Museo delle Maioliche Medievali e Rinascimentali orvietane è un unicum del cui valore, forse, la maggior parte degli orvietani non si rende conto. Il pericolo di vendita di questi 1200 pezzi, che hanno un particolare valore anche perché la maggior parte è esposta nella grande fornace in cui sono stati prodotti, non solo non è scongiurato, ma è ancor più possibile di prima, per le note difficoltà in cui il Museo, economicamente esposto, si trova. Mentre la città si infervorava sulle sorti di un vaso, infatti (indagine che era peraltro in fase preliminare e credo sia stata archiviata nei giorni scorsi, come a dire "molto rumore per nulla"), rischiavamo e rischiamo di perderne ben 1200, forse più importanti per l'immagine di una città che dovrebbe fare, della ceramica medievale, una delle sue punte di eccellenza. Certo, un museo privato, ma talmente importante per l'immagine di Orvieto che, in un discorso concertato e organizzato, meriterebbe certo maggiore interesse da parte della collettività. Anche se appartiene all'assessore Marino.

Pubblicato da Un'orvietana qualunque il 24 agosto 2012 alle ore 04:53
Brava signora Ricci, stiamo buttando tutto in bagarre politica, non si riesce a parlare di niente senza buttarci sopra un chilo di astio e fango, basta!
Se non riusciamo a capire, proteggere ed apprezzare quello che in questa città c'è di buono, solo perché viene dal nostro avversario politico e' meglio che dichiariamo definitivamente la nostra disfatta.
Il museo cui lei fa riferimento e' molto bello, e se invece di vivere guardandosi l'ombellico, qualche pseudo politico orvietano lo visitasse si farebbe un'idea più precisa ed eviterebbe di lanciare c....e al vento.
Pubblicato da Bruno il 24 agosto 2012 alle ore 09:19
Buongiorno,
sono daccordo con lei direttora, quando dice che anche un museo privato meriterebbe maggiore considerazione da parte della collettività.
Nel caso specifico però, per favorire i progetti di un "privato", si è volutamente trascurato quanto si stava realizzando con le risorse del "pubblico", ovvero di tutti i cittadini. Da quanti anni l'edificio su Piazza del Popolo versa in stato di semi-abbandono? Tutti passando notiamo la porta con i simboli della città. Tutti gli orvietani sanno che quell'edificio e quel progetto non è stato fatto progredire al fine di favorire un altro progetto privato.
Mi dispiace, ma questo non è giusto. Senza nulla togliere al valore delle collezioni del museo privato da lei citato.
Saluti, Bruno.

Pubblicato da Laura Ricci, direttora Orvietonews.it il 24 agosto 2012 alle ore 11:39

Buongiorno Signor Bruno, su quanto lei dice ci sarebbe molto da dire e da esplorare, ma la questione non è così semplice come può sembrare. In questo mio articolo, dove parlavo del parere di Timothy Wilson, si accennava anche ai finanziamenti in corso per il Museo di cui lei parla, che non è Museo della Ceramica, ma "Museo della Tradizione Ceramica", che dovrebbe comprendere, come scrivevo in questo altro lontano articolo, anche l'organizzazione di attività di studio, di ricerca e di restauro. Un tipo di Museo, dunque, che non contrasterebbe con quello di Marino, che ha valore lì, nel luogo di produzione, che è altra cosa da quello della Tradizione ceramica e che andrebbe non a pestare i piedi, ma ad arricchire un circuito. Ora, sul fatto che non si sia concluso l'iter del Museo della Tradizione Ceramica, al di là delle chiacchiere sulla volontà dell'assessore in questione e più largamente della maggioranza, va detto che i fondi stanziati dalla Provincia di Terni avevano bisogno di un cofinanziamento che né la passata né la presente amministrazione sono state in grado di mettere a bilancio (la stessa ragione per cui non si concludono i lavori della Biblioteca). Poi tutto si è complicato anche per la necessità di trasferire il Centro Studi. Marino ha detto più volte che Centro Studi e Museo della tradizione ceramica, proprio nell'ottica di un centro di ricerca, potrebbero convivere. E anche questa non va bollata solo perché la dice l'assessore Marino, perché ho visto una cosa simile, recentemente, all'interno del Castello di Lecce. Bisognerebbe sorvegliare acché quel che ha detto Marino accada, e non dare per scontato che non accadrà. Chi? Anche le minoranze, volendo. E' indubbio che in questa città c'è molta polemica di stampo politico, ma un vuoto politico, sia da parte di chi amministra sia da parte di chi è in minoranza, rispetto ad alcune problematiche concrete. La parola OPPOSIZIONE, che spesso in politica si usa, non mi è mai piaciuta, neanche quando la esercitavo come consigliera comunale, mi è sempre piaciuta di più MINORANZA. Non ci si dovrebbe opporre a prescindere; ruolo della minoranza, a mio avviso, e anche di quei cittadini che possono e hanno strumenti per farlo, è sorvegliare e essere una spina nel fianco perché alcune cose non accadano e altre, viceversa, accadano in concreto. Buona giornata.

Pubblicato da cittadina indignata il 24 agosto 2012 alle ore 12:00
Signora Ricci, non a caso ho scritto quello che tutti avete potuto leggere e vorrei aggingere dell'altro...ma le consiglio solamente di chiedersi come mai la regione o qualche altra istituzione regionale non riesce a far arrivare sovvenzioni al nostro museo delle ceramiche.
Forse perchè alla regione non vedono di buon occhio la nostra città? forse perchè ci sentiamo troppo al di sopra delle righe e non ci interessano eventuali aiuti dalla regione? o forse perchè... se ha tempo e voglia di indagare forse ci illuminerà della verità che c'è dietro a questo museo della ceramica che dovrebbe essere patrimonio di tutti.
Pubblicato da Laura Ricci il 24 agosto 2012 alle ore 12:15

Gentile cittadina, mi sembra di avere "illuminato" abbastanza, anche con vari link. Se poi digitate in ricerca potreste illuminarvi ancora di più, per quanto può la mia luce, ovviamente, perché io sono solo umana e, pur documentandomi, posso sbagliare, mentre alcuni lettori/lettrici sono, oltre che moralisti, detentori della verità. E se ancora posso illuminarla, sempre per quanto posso, per avere fondi regionali ci vogliono progetti ben fatti, non chiacchiere, e su determinate linee di finanziamento, non a vanvera. Non è vero che in Regione non ci vedono di buon occhio, mancano richieste sensate e, ripeto, non si possono fare richieste su tutto, ci sono delle linee di programmazione regionale da seguire e delle percentuali di assegnazione e di cofinanziamento da parte di chi riceve. Se la Biblioteca è stata aperta lo si deve alla Regione, dunque perché parlare sempre qualunquisticamente e continuare a spargere malignità senza adeguata documentazione? Quanto a quel che lei afferma altrove, se voi avete il diritto di esprimervi nei commenti, questo diritto lo ho anche io. Non mi chiami "Signora" sul giornale, per favore. O Direttora o Dottoressa, grazie! 

Pubblicato da Facundo Roncaglia il 24 agosto 2012 alle ore 13:00
Essendo lei Dottoressa la Direttora del Giornale, è giusto che lei sappia che non mi trova assolutamente d'accordo sull'esprimersi nel commentare. Mi permetta ma la trovo anche molto, molto "PERMALOSA" cosa che un Giornalista dovrebbe per lo meno non accentuare, ma per lo meno non si scagli su una parola messa li, magari fuori luogo. Questo è il mio pensiero, lei ovviamente, continui a fare ciò che più ritiene giusto.
Pubblicato da "museo muse musoni e cocci" il 24 agosto 2012 alle ore 20:18
un museo, due musei, un musone, due musoni, tre musoni, a ogni musone la sua musa e poi restano da raccogliere i cocci
Pubblicato da Femminista anni '70 il 25 agosto 2012 alle ore 18:28
Non mi sembra che la direttora si scagli contro alcunché, mi pare che cerchi solo di spiegare, riportando fatti, articoli e link, alcune utili questioni, per evitare che si faccia del facile qualunquismo. E neanche mi sembra permalosa, mette giustamente i puntini sulla "i": è giusto che un direttore venga chiamato "direttore" sul suo giornale, non ho mai letto su nessun giornale, né locale né nazionale, "Signor Sofri", "Signor Scalfari", "Signor Lattanzi" o "Signor Freddi". E secondo me è anche più che giusto che si esprima dove meglio crede, articoli o commenti che siano. Questo è il mio pensiero. Dal mio punto di vista credo che invece di stare lì a fare la posta a ogni sua possibile parolina fuori posto ( trattamento storicamente riservato solo alle donne che si impegnano in qualche campo), la dovremmo ringraziare per quanto impegno profonde ogni giorno per un'informazione documentata e corretta. Io almeno la ringrazio, grazie direttora.
Pubblicato da Laura Ricci, direttora Orvietonews.it il 26 agosto 2012 alle ore 10:10
Grazie a voi tutti e tutte, anche a chi si indigna e a chi non è, più che legittimamente, d'accordo. Io continuerò, pur nell'umano errare, sulla linea del mio ormai noto motto, peraltro mutuato da una grandissima donna, di cui mi piace riconoscere più la femminile e indomita grandezza che la santità, Teresa de Avila: "Fare ogni giorno il poco che dipende da sé". E' per questo scopo etico e sociale, non per protagonismo, che considero un imperativo etico intervenire nei commenti e che cerco di arginare, almeno sul nostro giornale, il facile qualunquismo. Cancellare un commento sarebbe molto più facile, lo so, ma non sposterebbe alcunché. Se anche una sola persona avesse riflettuto su quello che ho scritto, considero spese bene le mie energie e ne sono felice. A tutti e tutte buona domenica!
Pubblicato da Fede il 27 agosto 2012 alle ore 12:14
Questi commenti sono il fedele specchio di ciò che è Orvieto.
Non importa se il Museo privato è bello o interessante o se deve essere venduto anche fuori dalla Rupe... ce ne deve essere uno comunale, spinto da tutti, dalla maggioranza, dalla minoranza, dal cazzo, dalla misericordia e dai santi.
E che sia di centro destra. No, anzi di centro sinistra. No, anzi di centro. E deve essere spinto dal comune. Anzi, no dalla provincia, anzi dalla regione.
Ma dove pensate di andare se continuate a fare inutili guerruncole che non portano a niente?
Profondete energie solo per esprimere tutto ciò che è Orvieto ad una questione di faziosità politica che ad oggi vi sta TAGLIANDO FUORI DAL MONDO (non dalla vostra regione).
Svegliatevi!!! Smettetela di criticare sempre e comunque tutto e tutti a prescindere ma iniziate a FARE. AD ESSERE COSTRUTTIVI, A FARE PUBBLICITA' ALLA VOSTRA CITTA' a CREDERE NELLE VOSTRE POTENZIALITA'.
Oppure rimanete nel vostro grigiore, parlando di lunga manus che non vede di buon occhio la città di Orvieto. Di complotto politico regionale, nazionale e internazionale ordito ai danni di qualsiasi cittadino orvietano (tutti sig.ra Cittadina indignata nessuno escluso).
Orvieto diverrà un città migliore quando si smetterà di sperare sempre e comunque nell'aiuto dello stato.
Ps: Sig.ra Cittadina Indignata, sig. Facundo, Sig. Bruno... ci siete mai stati a visitare il museo delle ceramiche?

Commenta su orvietonews

Inserisci un commento

Per dare più forza alle tue idee usa la tua vera identità. Puoi anche usare uno pseudonimo.

È obbligatorio inserire la tua e-mail.

È obbligatorio specificare un valore.Formato non valido.

Spunta questa opzione, per rimanere aggiornato: riceverai una e-mail che ti avvisa ogni volta che verrà aggiunto un commento a questa notizia.

Numero massimo di caratteri: 1500

Note:
E' nostra intenzione dare ampio spazio a un libero confronto purché rispettoso della persona e delle opinioni. La redazione si riserva pertanto di non pubblicare commenti volgari, offensivi o lesivi. Inviando un commento accetti le nostre regole di pubblicazione. Prima di inviare leggi l'informativa sulla Privacy. .

Commenta su Facebook

Accadeva il 20 settembre

Frate Alessandro Brustenghi, la voce di Assisi dona voce all'organo del Duomo

Le Giornate Europee del Patrimonio 2016 portano "Sotto e Sopra la Città"

Con "ChocoMoments Orvieto", scatta l'ora dei golosi. Tre giorni da leccarsi i baffi

L'Unitre inaugura il 26esino anno accademico. Recital al Palazzo Comunale

Michele Fattorini in Sicilia: "L'errore ci può stare, proveremo a rifarci"

Istruzioni per l'uso del compleanno

La Zambelli Orvieto torna in campo a Firenze

Poggio Gramignano, Chiesa della Collegiata e musei aperti per le Giornate Europee Patrimonio

"Orvieto sempre più distante da Roma". Sacripanti chiede conto della soppressione dei treni

Come un tremore

Province, entro fine mese tutto il personale avrà la sua destinazione

"AMAtriciana della solidarietà" in Piazza Roma

Memorial Alessio Corradini, il programma della giornata

"Architettura e Natura", chiusa la quarta edizione. Positivo, il bilancio [Video]

Seconda edizione per la Giornata della promozione dello sport e delle attività ricreative

Corso sulla cura dell'ictus e integrazione interna all'Usl 2

Ricordando Margherita

"Orvieto diVino". I vini della Rupe al simposio internazionale in Ambasciata d'Italia presso la S.Sede

Ultimo saluto all'uomo schiacciato dal crollo del solaio della propria abitazione

Promozione e marketing turistico, incontro in Comune per gli operatori del settore

Ventennale di OCC. Nel fine settimana, stand Fisar e incontro "Oltre il cancro...10 anni dopo”

Festa della Madonna della Mercede. Il programma completo, l'ordinanza della viabilità

Meteo

mercoledì 20 settembre
Ora Prev. Temp.Um % Vis. Vento
09:00 14.5ºC 56% buona direzione vento
15:00 18.1ºC 38% buona direzione vento
21:00 10.6ºC 72% buona direzione vento
giovedì 21 settembre
Ora Prev. Temp.Um % Vis. Vento
09:00 16.9ºC 51% buona direzione vento
15:00 20.4ºC 35% buona direzione vento
21:00 12.5ºC 76% buona direzione vento
venerdì 22 settembre
Ora Prev. Temp.Um % Vis. Vento
09:00 17.8ºC 58% buona direzione vento
15:00 21.3ºC 45% buona direzione vento
21:00 15.3ºC 86% buona direzione vento
sabato 23 settembre
Ora Prev. Temp.Um % Vis. Vento
09:00 19.0ºC 67% buona direzione vento
15:00 21.8ºC 47% buona direzione vento
21:00 16.1ºC 75% buona direzione vento

Previsioni complete per 7 giorni