"UDC: L'onore e l'orgoglio". Massimo Gnagnarini risponde alla nota del suo partito
TweetRiceviamo e pubblichiamo da parte di Massimo Gnagnarini, aderente all'UDC, la nota che segue in merito alle posizioni prese dalle Segreterie UDC locale e provinciale:
"C'è incoerenza e mancanza di serietà nel comunicato ufficiale dell'UDC locale - afferma Gnagnarini" poiché è noto che il mio partito in parlamento sostiene i provvedimenti del governo per la soppressione dei 35 Tribunali che non rispettano i requisiti minimi di produttività, compreso Orvieto, mentre qui si vuole far finta di accodarsi a pelose e vane iniziative di protesta volte a strumentalizzare il disagio che questi provvedimenti comportano.
Non è così che si fa il bene comune generale né serve a favorire la considerazione e la stima degli elettori verso il partito.
Quanto alle offese personali che mi sono state rivolte palesemente alludendo alla mia persona in generale e ai miei articoli, in particolare l'ultimo sulla vicenda del tribunale di Orvieto, le rispedisco ai mittenti diffidandoli sin d'ora a non ripetere mai più simili tentativi di delegittimazione nei miei confronti.
Io, ogni volta che intervengo pubblicamente, dico quello che realmente penso sulle questioni della mia città. Ci metto ogni volta la mia faccia e la mia firma dichiarando la mia appartenenza all'UDC senza mai, peraltro, rivendicarne la leadership se non il dato di fatto di essere tra i membri dei sui organi dirigenti.
Non accetto, dunque, lezioni da chi usa la calunnia e la diffamazione nel confronto e o scontro politico specie se provenienti da soggetti trasformisti o altri dilettanti dell'ultima ora".
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Caro Massimo, non mi sembra di ravvisare "calunnia e diffamazione" nelle affermazioni dell'UDC locale e provinciale nei tuoi confronti, altrimenti non le avrei pubblicate. Certamente vi ravviso quel dispetto politico e quella mancanza di rispetto per opinioni che divergono dalle proprie che, purtroppo, si fanno a volte facilmente strada nella nostra realtà locale. In tal senso vorrei invitare a mia volta l'UDC e, più in generale, tutte le forze politiche che talvolta cadono nella tentazione di usare toni intolleranti a un diverso modo di porsi e a un maggiore rispetto non solo di quelli che considerano avversari, ma anche dei giornalisti e degli editori a cui inviano le loro prese di posizione. I giornali non sono bacheche su cui consumare le proprie lotte politiche interne od esterne, ma strumenti di informazione a servizio non tanto dei politici e del partito di turno quanto di lettrici e lettori. Grazie a chi vorrà ricordarlo e usare toni più consoni al dialogo e alla libera ma civile diffusione delle opinioni.