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Lettera aperta del Comitato antirumore. Improponibile la bozza di regolamento. Ecco le nostre proposte

mercoledì 21 aprile 2010
di Comitato Cittadino Antirumore

Scende in campo nuovamente, - e lo fa con una lettera aperta che alleghiamo di seguito, - il comitato cittadino antirumore, stavolta per proporre le proprie indicazioni in merito al tanto contestato regolamento su cui si sta lavorando in Comune.

Il testo integrale della comunicazione:

COMITATO CITTADINO ANTIRUMORE PER LA DIFESA E LA TUTELA DELLA SALUTE PUBBLICA E LA QUALIFICAZIONE DEL CENTRO STORICO DI ORVIETO

Al Signor Sindaco di Orvieto
A tutti i componenti della Giunta
A tutti i Capigruppo Consiliari

1. Relativamente alla bozza di Regolamento definitivo della Giunta, così come è apparsa sulla stampa, riteniamo che i punti significativi, enunciati e riferiti, siano non solo inaccettabili e contrari anche alle leggi nazionali in vigore, ma assolutamente offensivi del lungo e paziente lavoro di concertazione svolto fin da gennaio, poiché superano, con un pericoloso permissivismo, anche le richieste più spinte delle controparti interessate.
2. Non stiamo a ripetere le nostre più accreditate argomentazioni: rispetto per la salute, per il benessere psicofisico dei cittadini, per il loro insopprimibile diritto al riposo notturno ed alla libertà, all'interno delle loro abitazioni, di poter parlare, leggere, ascoltare la tv e anche musica diversa da quella imposta con violenza dalle discoteche a cielo aperto, a furor di decibel sparati a livelli assurdi in un contesto urbano che è esso stesso una cassa di risonanza e di amplificazione naturale;
3. Suonare musica - con tutto il rispetto per la musica e per i musicisti - con casse acustiche di grande potenza, urlare nei karaoke sotto le finestre dei cittadini e degli sfortunati turisti, ad ogni ora della notte, permettere schiamazzi, e non solo, per la città fino a tarda ora, ci appare non altro che legalizzare un degrado civile e cittadino che non ci stancheremo di combattere.
4. Le nuove gestioni di alcuni bar hanno provocato situazioni spesso insostenibili, determinando l'indignazione di tanti cittadini e dei gestori di bar contrari a questo stile di conduzione, nonché di albergatori e di commercianti.
5. Se i punti qualificanti della bozza fossero quelli letti sulla stampa, l'unica spiegazione potrebbe essere o quella di uno squallido calcolo politico o di un'ignoranza totale della problematica in questione, con l'effetto di esasperare un clima cittadino già teso, mostrando dispregio del dovere politico ed etico di garantire una normale convivenza civile ed il rispetto della legalità
6. Interessati a che tutto questo non si verifichi, e confidando ancora nelle Istituzioni quali garanti dei diritti e delle libertà reciproche, ribadiamo le nostre richieste:

  • orario chiusura bar: invernale ore 24.00; primaverile-estivo ore 01.00;
  • orario cessazione musica: invernale ore 23,30; primaverile-estivo ore 24.00;
  • giorni concedibili mensili: 6 per zona; numero ore giornaliere concedibili: 4 complessive; distanza tra i locali: 100 metri;
  • certificazione fonometrica, per l' interno, obbligatoria e redatta da un tecnico abilitato, nonché sistema di rilevazione fonometrico continuo anche per le emissioni acustiche emesse all'esterno del locale, con controlli obbligatori periodici;
  • applicazione puntuale della legge nazionale sull'inquinamento acustico ed inizio procedure di zonizzazione acustica del centro storico, così come disposto dalla legge;
  • individuazione di spazi alternativi affinché gestori e musicisti possano svolgere un'attività musicale più libera da vincoli relativi alle emissioni sonore.

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