opinioni

Ma questi giornali on line fanno bene o fanno male ad Orvieto?

mercoledì 18 novembre 2009
di Paolo Borrello

Come qualcuno ha da poco ricordato, proprio in un giornale on line, Orvieto è stata definita "città alta e strana" (per la verità questa definizione non è certo recente...). Tale definizione può essere interpretata ed utilizzata in vari modi. Io la utilizzo rilevando che ad Orvieto (forse anche in molte altre città...) si possono verificare "cose" di grande valore accompagnate a "cose" di bassissimo valore.

Una peculiarità "strana" e però, dal mio punto di vista, molto positiva, che negli ultimi anni ha contraddistinto il nostro territorio è rappresentata dalla presenza di ben quattro giornali on line. Due sono quelli che hanno una maggiore diffusione, piuttosto estesa, il terzo un po' di meno e il quarto ancora meno. Sembra che i primi due abbiano in media 3.000 visitatori [o pagine viste il che non è la stessa cosa... (pagine viste circa 15 mila, almeno per quanto ci riguarda, ndr] al giorno. Quando ci si trova di fronte a questi numeri, ammesso che corrispondano alla verità, è del tutto evidente rilevare che si assiste a un fenomeno degno di attenzione e che, quanto meno in Umbria e quanto meno in città delle dimensioni analoghe alla nostra, non ha eguali. Peraltro nella nostra regione anche nelle città più grandi non credo che ci siano giornali on line con un numero così consistente di visitatori e peraltro quelli che esistono sono poco "aggiornati" e, a mio avviso, sono realizzati in modo peggiore. Ho recentemente "scoperto" Umbrialeft che pur essendo un giornale on line di partito (è espressione della sede regionale di Rifondazione Comunista) comunque è molto interessante e viene aggiornato molto frequentemente.

Del resto che i giornali on line orvietani rappresentino un fenomeno importante è dimostrato dal fatto che non "chiudono", cioè che siano diventati una presenza stabile nel panorama informativo locale e non credo che i proprietari continuino a gestire i loro giornali se dal punto di vista economico la gestione fosse negativa. Probabilmente gli utili derivanti dalla gestione di quei giornali non sono particolarmente elevati e i proprietari continuano comunque a gestirli perché svolgono anche altre attività, spesso sempre nell'ambito del sistema informativo. Questo è un aspetto da tenere presente perché è presumibile che i giornali on line locali continuino la loro attività anche nei prossimi anni e che possano anche consolidarsi, aumentando la loro influenza.

Ora sostenere che il fenomeno rappresentato dai giornali on line locali sia un fenomeno che deve essere oggetto di attenzione perché questi giornali hanno una notevole diffusione (si consideri che i giornali tradizionali con cronaca locale hanno una diffusione molto più limitata e che una parte dei lettori probabilmente acquista i suddetti giornali non per leggere le pagine dedicate ad Orvieto) per me non è sufficiente. Occorre anche valutare se il loro ruolo è positivo oppure no, anche alla luce di due recenti "esternazioni", la prima di Toni Concina contenuta in un comunicato stampa del Comune non proprio molto rispettosa di quanti, a vario titolo, scrivono nei giornali on line, e la seconda di Maurizio Conticelli che, pur utilizzando un linguaggio più moderato rispetto a quello utilizzato da Concina, ha criticato almeno certe tendenze, negative, che si manifestano nell'ambito dei giornali on line.
A mio avviso il loro ruolo è complessivamente molto positivo perché consente a un numero piuttosto consistente di persone di informarsi su ciò che avviene a Orvieto (e senza i "nostri" giornali on line non avrebbero potuto farlo) e di esprimere opinioni anche diverse su quanto avviene. Giorgio Gaber cantava "la libertà è partecipazione" e per garantire una partecipazione realmente democratica un sistema informativo adeguato è indispensabile (si pensi a ciò che avviene a livello nazionale con la quasi totalità dei mass media televisivi al servizio di Berlusconi).

Ci sono degli aspetti negativi che contraddistinguono l'attività dei giornali on line? Ci sono ma non dipendono tanto dai direttori o dai redattori quanto dagli utilizzatori. Faccio riferimento soprattutto ai commenti che in gran parte sono effettuati da persone che celano la propria identità dietro dei nickname o dei nomi e cognomi falsi. Io credo che l'utilizzo di nickname sia opportuno solo quando esprimendo delle opinioni ci possono essere delle ripercussioni negative nell'ambito lavorativo. Io da alcuni anni gestisco un blog e sono entrato in contatto con diversi blogger, una parte consistente dei quali cela la propria identità. Talvolta accade, anche se in misura molto limitata, che coloro che sono presenti su facebook non pubblichino sul loro profilo le foto e che utilizzino dei nomi chiaramente falsi. Ritornando a noi, negli altri casi, a mio avviso, sarebbe opportuno che i commenti siano tutti firmati, anche perché ho l'impressione che una buona parte dei commenti anonimi siano scritti da esponenti politici i quali dovrebbero più di altri avere il coraggio di esprimere, senza celarsi dietro dei nickname anche fantasiosi, le loro opinioni. Inoltre un direttore amico, di uno dei giornali on line presi in esame, mi ha recentemente detto che è costretto a non pubblicare l'80% dei commenti anonimi perché ritenuti molto offensivi anche sul piano personale (si assiste del resto a una notevole suscettibilità delle persone che sono oggetto di critiche le quali, abbastanza frequentemente, arrivano a querelare i direttori dei giornali e anche coloro che, non redattori, vi scrivono). Anche io in alcuni casi sono stato "censurato", giustamente forse.

C'è un altro aspetto da considerare, che però non necessariamente è negativo. I toni che vengono utilizzati nei commenti o nelle opinioni spesso sono piuttosto forti, anche nei casi in cui non sono offensivi. Io credo che ciò dipenda spesso dalle caratteristiche del mezzo utilizzato. Infatti, a mio avviso, chi scrive soprattutto dei commenti lo fa di getto senza pensarci molto sopra, cosa che non farebbe se dovesse leggere un testo, o comunque intervenire a braccio, in un incontro, ad esempio di natura politica, anche se non pubblico (o meglio rivolto solo a un certo numero di persone e non aperto ai giornalisti). Io ho spesso utilizzato toni abbastanza forti. Onestamente non credo che siano stati eccessivi, anche se ho avuto delle conseguenze negative in ambito lavorativo ma soprattutto perché ho aderito nelle primarie del Pd alla mozione Marino e i "mariniani" ad Orvieto vengono considerati dei "pericolosi estremisti" che non sono ben visti da chi detiene attualmente il potere politico a livello comunale. Peraltro se alcuni di coloro che ho "preso di petto" hanno considerato eccessivi i toni da me utilizzati me ne scuso pubblicamente, anche se in linea generale ritengo che sia meglio discutere aspramente di temi di interesse collettivo pubblicamente piuttosto che discutere degli stessi temi nelle "segrete stanze" . Del resto in altri Paesi, ad esempio negli Stati Uniti, Paese che per alcuni versi è più indietro di noi ma per altri è decisamente più avanti, in occasione delle primarie i candidati si danno delle "legnate" piuttosto pesanti ma terminate le primarie spesso collaborano (si pensi al caso di Obama e della Clinton).

Prima di concludere vorrei esprimere delle brevi considerazioni sull'influenza dei giornali on line orvietani nel determinare gli orientamenti politici. Io credo che siano abbastanza influenti anche se non determinanti. Occorre far riferimento a dei numeri. Probabilmente coloro che visitano con una certa frequenza i giornali on line sono complessivamente alcune migliaia di persone (3.000, 5.000). Ora limitandomi nell'analisi al comune di Orvieto, considerando che i visitatori abituali dei giornali on line abitano anche in altri comuni del comprensorio e in comuni vicini dell'Alto Lazio e della bassa Toscana, per non citare poi gli orvietani all' "estero", è probabile che i residenti nel comune di Orvieto che sono visitatori abituali dei giornali on line locali siano intorno alle 2.000-2.500 unità. Si consideri che nelle ultime elezioni comunali hanno votato all'incirca 14.000 persone su un numero complessivo di aventi diritto al voto pari a 17.000 unità. Da questi dati cosa ne derivo? Che l'influenza potenziale dei giornali on line nel determinare gli orientamenti politici nel comune di Orvieto è abbastanza consistente (anche perché i 2.000-2.500 visitatori hanno dei familiari e degli amici che forse non visitano i giornali on line ma che votano), non va sopravvalutata ma nemmeno sottovalutata. Aggiungo che "Orvietonews" e "Tuttorvieto" forniscono dei dati relativi ai lettori dei diversi articoli e delle diverse opinioni pubblicate. Limitandomi a "Orvietonews" ho potuto notare che gli articoli più letti (ammettendo che i dati siano veritieri anche perché possono essere falsati non solo dai proprietari ma anche dai lettori) sono quelli "politici" che spesso raggiungono, in alcuni giorni, i 1.000 lettori. Comunque l'influenza degli articoli sui giornali tradizionali con cronaca locale è sicuramente inferiore.

Del resto il tema dell'influenza della "rete" in Italia nel determinare gli orientamenti politici è un tema dibattuto da tempo. Ad esempio si sostiene giustamente che l'influenza dei blog è molto inferiore rispetto agli Stati Uniti - Paese nel quale sta crescendo l'influenza di twitter piuttosto che di facebook sempre per quanto concerne la politica - . Io ho avuto modo anche di partecipare a un circolo on line del Pd, il circolo Obama, di cui sono stato membro del coordinamento per un anno, circolo i cui aderenti sono diffusi su tutto il territorio nazionale e anche all'estero (i circoli on line sono previsti dallo statuto del Pd), ma la sua influenza, sebbene quel circolo rappresenti un'esperienza interessante, non è mai stata notevolissima e tende a ridursi, probabilmente però per errori nella gestione. Ora però, forse, qualcosa sta lentamente cambiando. Si consideri che la manifestazione del prossimo 5 dicembre, antiberlusconi, è stato promossa, almeno inizialmente, da un gruppo di blogger i quali hanno utilizzato anche facebook.

Spero di non avervi annoiato troppo. Spero che questa mia nota susciti una discussione non solo fra gli addetti ai lavori ma anche tra i frequentatori dei giornali on line, auspicando che almeno una parte degli eventuali commenti non siano anonimi, soprattutto perché sia a livello locale che a livello nazionale il sistema informativo è importante. Si pensi che a livello nazionale sembra appurato che una parte consistente di elettori (soprattutto gli anziani ma non solo) scelgono chi votare solamente in base a quanto ascoltano nei tg o in altre trasmissioni. La situazione per i giornali on line dovrebbe essere rovesciata nel senso che sono i più giovani a leggerli, ma non i giovanissimi.

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