opinioni

Caso Englaro. Un corpo mi hai dato... qualcun altro mi ha utilizzato

giovedì 19 febbraio 2009
di don Andrea Rossi, assistente unitario regionale di Azione cattolica

"Avevo fame e mi avete dato da mangiare, avevo sete e mi avevo dato da bere".

Mi fermo a questa frase del Vangelo senza andare oltre: "chiunque avrà fatto una di queste cose ad uno dei miei fratelli più piccoli lo ha fatto a me", quest'ultima frase riguarda i credenti in Cristo, ma la prima riguarda tutti. È una di quelle frasi, la prima, in cui l'umanità intera può ritrova un ethos condiviso. Quanti laici o meglio, laicisti, o meglio ancora anticlericali, anzi oggi si dice credenti in altro, hanno sbandierato frasi del Vangelo a supporto di missioni verso i poveri nei paesi sottosviluppati? Quante volte alla Chiesa è stato rimproverato lo sfarzo che grida vendetta nei confronti dei poveri? Quante "pance gonfie" di bambini senza cibo ci hanno mostrato per sbattere in faccia alla Chiesa l'ennesima responsabilità? Ancora una volta abbiamo visto questi difensori dell'umanità venire da lontano come avvoltoi che si avvicinano a corpi quasi inermi, che da una lontananza senza amore fa sembrare morti.

Ma questa volta gli avvoltoi hanno avuto degni "compari": alcune iene che avvicinatesi hanno fiutato il sangue di una vittima, o meglio quel che rimaneva di un corpo debilitato ma ancora capace di vibrare emozioni, di rispondere a gesti d'amore; segni decifrabili solo da un codice appreso con la vicinanza instancabile e amorevole di chi sa scorgere la vita dentro un corpo, che altri hanno già definito morto. Forse mai come in questo caso il vedere è il riflesso di ciò che si vede di sé stessi: chi vede la morte è già morto dentro. Chi sa vedere la vita è portatore di vita. Perché questa volta non ci hanno mostrato nessuna pancia, nessun corpo? Avremmo visto troppa vita in quel corpo? Per il rispetto e la dignità del malato? Per  diciassette anni quella creatura è stata assistita, curata, accudita, insomma amata, custodita da un grembo che continuava a tenerla in vita. Non è stato staccato un sondino, ma un nuovo aborto è stato procurato; quella creatura tolta da quel nuovo grembo materno che la viziava di attenzioni, è stata sradicata dalla calda e irrorata e nutritiva placenta, per essere posta in una anonima e asettica stanza della morte. E' morta da sola ci dicono, in onore alla dignità del malato.

Quanti interrogativi questi giorni, quanti interrogativi oggi, ma un unico punto esclamativo: Eluana è morta! Questa è l'unica certezza che abbiamo. Rimangono aperti tutti gli altri interrogativi: che cosa provano queste persone? Che significa stato vegetale permanente? Ma si rendono conto queste persone di ciò che le accade intorno? Ma soffrono? Ma l'alimentazione seppur attraverso sondino è una cura oppure ciò che deve essere garantito comunque a tutti?

Altri interrogativi di carattere legale ci hanno, in questi giorni, invaso: ma quel decreto era costituzionale? Ma perché non si è fatta prima quella legge? Ma le prerogative costituzionali consentivano o no la firma di un decreto che avrebbe salvato la vita ad Eluana? Perché solo all'ultimo momento si è pensato di preparare questo decreto? Ancora tanti interrogativi. Ancora oggi, 18 febbraio, un solo esclamativo, Eluana è morta! L'unica certezza assediata da tanti e profondi dubbi; perché si è scelto di agire dentro questa incertezza?

Dove è andato a finire il principio di precauzione tanto sbandierato per gli O.G.M.? Tanto rispetto e comprensione alla famiglia di Eluana, ma quanta certezza in quelle affermazioni del padre pronunciate con precisione ed automatismo perfetto. Quanta precisione in quel protocollo, astraendolo da un contesto di relazione umana che avrebbe potuto indurre ad un certo tentennamento! Meglio il distacco, meglio la lontananza, anche fisica, tanto Eluana è morta 17 anni fa! Quante certezze e tutte orientate verso un unico fine: LA FINE DI UNA VITA. Eppoi alla Chiesa si rimprovera il dogmatismo. Si è invocata una sentenza, (c'è chi dice che non è tale ma un decreto e quindi non può essere definitivo) assunta a rivelazione celeste alla quale inginocchiarsi, se non lo fai sei eretico e devi essere bruciato perché la legge deve essere rispettata!

Mi sorge un dubbio, chi ha voluto utilizzare il corpo di Eluana? Chi ha voluto utilizzare il dolore di una famiglia,? Mi sorge spontanea una conclusione: chi si approfitta dello stato di debolezza utilizzando un pietismo opportunista, continuano ad essere i soliti avvoltoi, mistificatori della realtà e maestri di sofismi legali e lessicali, filosofi del nulla e sbandieratori di cifre che alla fine nessuno è in grado di controllare. Essi fondano la loro verità che si trasforma in dogma laicista sulla libertà; ma in realtà tentano di imporre il loro credo. Ancora una volta però, un corpo morto recherà loro un fastidio ingombrante più di una persona viva. A quando il prossimo volo radente dell'ennesimo avvoltoio?      

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