Ortopedia e Traumatologia al "Santa Maria della Stella", reparto all'avanguardia. Ne parliamo con il dott. Carmine Piunno
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Pulito, ordinato, confortevole. E' il "Santa Maria della Stella" di Orvieto, ospedale cittadino spesso al centro di molte critiche e oggetto di attenzione da parte delle istituzioni locali proprio per la sua centralità rispetto al territorio.
Nonostante le criticità presenti al suo interno e che purtroppo, spesso, ne dipingono l'inadeguatezza rispetto alla domanda dei cittadini, il nosocomio orvietano è anche polo importante di molti servizi e alcuni dei propri reparti sono vere e proprie strutture all'avanguardia dove lavora personale medico efficiente, cordiale e preparato.
E' vero, le liste d'attesa sono lunghe, alcuni servizi e alcuni ambulatori non sono spesso all'altezza delle aspettative dell'utenza, ma è anche vero che in tanti arrivano al "Santa Maria della Stella" da fuori regione, segno che poi tutto da buttare proprio non deve essere. Tra le eccellenze che con orgoglio l'ospedale cittadino può vantare di avere operative al suo interno, l'Unità Operativa di Ortopedia e Traumatologia, diretta dal dott. Carmine Piunno (nella foto), costituisce una delle realtà più attive e stimate. Dell'andamento generale del reparto, delle esigenze e delle problematiche più diffuse ne abbiamo parlato proprio con il dirigente orvietano.
Dott. Piunno, quali sono i principali interventi che vengono praticati nel suo reparto?
Per quanto riguarda gli interventi di chirurgia ortopedica un fiore all'occhiello è rappresentato dalla chirurgia della spalla (artroscopica e protesica), eseguiamo inoltre interventi di chirurgia del ginocchio (artroscopica e protesica), la chirurgia protesica dell'anca per la quale grande rilievo hanno gli accessi chirurgici mini-invasivi.
Per l'impianto di una protesi d'anca siamo in grado di operare con un accesso chirurgico anteriore di soli 6 -7 centimetri. In chirurgia artroscopica inoltre trattiamo anche le patologie del gomito e della caviglia.
A tutto ciò dobbiamo aggiungere la chirurgia traumatologica legata soprattutto alle fratture del giovane e dell'anziano. In un anno pratichiamo all'incirca 900-1000 interventi con degenze che vanno da uno a 4/5 giorni.
Che tipologia di pazienti richiede il vostro intervento?
Trattiamo ogni tipo di paziente, dal bambino, all'adulto, all'anziano, allo sportivo. Devo dire che la maggior parte delle persone che accedono al nostro reparto provengono però da fuori regione: Lazio ( Roma, Viterbo, Latina, ecc.), dalla bassa Toscana, perfino dal Piemone (Torino), mentre sappiamo, perché poi tornano qua da noi per le revisioni, controlli e/o complicanze, che comunque trattiamo, che molti orvietani vanno a richiedere altrove, spesso in Toscana, alcuni degli interventi che noi effettuiamo abitualmente e con successo ad Orvieto.
Una emorragia di pazienti, quindi, secondo lei a cosa è dovuta?
Ma io credo principalmente alla mancanza d'informazione. Nel nostro reparto sono ormai anni che tutti noi eseguiamo interventi all'avanguardia, con tecniche moderne e con perizia riconosciuta. La nostra formazione è continua e attenta e l'arrivo di tanti pazienti io credo testimoni la nostra professionalità. Vorrei sottolineare che non tutti gli orvietani vanno altrove, è comunque importante per noi essere conosciuti e rappresentare un punto di riferimento soprattutto nella nostra città anche se l'arrivo di tanti pazienti da fuori ci lusinga molto.
Un reparto quindi all'attivo ma poco conosciuto in città. Qual'è l'organico della sua unità operativa?
Siamo 5 medici, io stesso, che attualmente dirigo il reparto, il dott. Roberto Amendola, la dott.ssa Maria Gabriella Sonno, il dott. Gabriele Giustelli e il dott. Diego Bellini. Possiamo contare inoltre sulla indispensabile collaborazione di nove Infermieri Professionali di reparto guidate dalla coordinatrice Giuliana Petrangeli e su tre Infermieri Professionali di sala gessi. Vanno aggiunti a questi 6 Operatori S. Sanitari.
Strettamente collegato al nostro reparto è l'U.O. di Fisiatria Guidata da dott. Mosca e con un organico costituito da due medici, 6 fisioterapisti. Certamente siamo sotto dimensionati per le esigenze di reparto, tuttavia facciamo quello che è possibile per fronteggiare ogni esigenza.
Riusciamo a coprire tutte le emergenze-urgenze anche se, purtroppo, spesso finiscono per interferire con gli interventi programmati creando liste d'attesa non lunghe ma importanti.

Qual'è il percorso di un paziente tipo nel suo reparto?
Per quanto riguarda l'ortopedia, il paziente entra in reparto per un'intervento di elezione (protesi, artroscopie ecc.) o per una frattura. Viene trattato chirurgicamente secondo la programmazione se si tratta di chirurgia di elezione o nel più breve tempo se si tratta di frattura. La degenza come detto varia a seconda della tipologia di intervento: in alcuni casi il ricovero è di un solo giorno, mentre nella chirurgia protesica i pazienti, dopo 4-5 giorni dall'intervento, vengono trasferiti in fisiatria dove continuano il percorso terapeutico sotto il controllo dei fisiatri, dei terapisti della riabilitazione ma anche degli ortopedici che insieme continuano a seguire il percorso terapeutico. In seguito il paziente torna in reparto o in ambulatorio ortopedico per il controllo di follow-up.
Un reparto quindi molto attivo e con quello di riabilitazione copre diciamo tutto l'arco della problematica del paziente.
Il paziente è seguito dall'ingresso fino al ritorno in attività. E' stato molto utile aver organizzato, sul nostro stesso piano, il reparto di riabilitazione. Logisticamente quindi abbiamo tutto sotto controllo senza grandi spostamenti dei pazienti. La nostra coordinazione con la fisiatria, attualmente ottima, migliora i risultati clinici e abbrevia la degenza dei pazienti. Spesso la buona volontà e la collaborazione sono importanti per creare le migliori condizioni in cui lavorare e per offrire il miglior servizio possibile all'utenza.

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PERSONALMENTE SE IL REPARTO DI ORTOPEDIA ORVIETANO FUNZIONI O MENO NON LO SO', QUELLO CHE E' CERTO LA MIA CLAVICOLA SEMBRA
UN TETTO DI UNA CASA A PUNTA, DEVE ESSERE COSI'?
La situazione del mio arto destro dal ginocchio alla caviglia era disastrosa e temevo per la ripresa della funzionalità.
Ora a distanza di due anni e mezzo posso dire di aver ripreso una normale andatura anche in assenza dei legamenti del ginocchio.
Nel 2009 il 2 febbraio ho subito anche un terzo intervento in artroscopia sempre dal dott. Carmine Piunno per un conflitto alla spalla destra, sempre a seguito della caduta dalla moto durante lincidente.
Non desidero esprimere i soliti ringraziamenti di circostanza, ma soprattutto testimoniare che lospedale di Orvieto è una struttura efficiente, per il reparto che ho avuto modo di frequentare lU.O. Ortopedia e Traumatologia, e che il dott. Piunno, di cui apprezzo anche la grande sensibilità ed umanità, per avermi salvato larto così compromesso dallinfortunio, facendomi tornare ad una vita normale, avrà per sempre la mia gratitudine.
Partendo dalla visita effettuata in ospedale, alla successiva preospedalizzazione avvenuta con una puntualità eccezionale senza attese per prelievi ed esami, fino all'intervento eseguito il 12 dicembre 2011, io ho riscontrato una elevatissima professionalità.
Intervento in day-hospital e visita di controllo a 10gg.
Dal momento dell'anestesia fino alla piena riabilitazione non mai avuto il minimo dolore. La piena efficienza dell'articolazione l'ho avuta dopo un mese, ma già dopo 2 giorni camminavo senza stampelle.
A distanza di due mesi e precisamente il giorno 11/02/2012 sono partito in settimana bianca e ho sciato senza nessunissimo problema.
Purtoppo viviamo in una nazione dove tutti pretendiamo il servizio pubblico ma spesso ci avvaliamo di quello privato "per scelta"... e non per necessità! Io voglio ringraziare tutti quelli all'interno del Reparto Ortopedia dell'Ospedale di Orvieto si impegnano affinchè i pazienti escano soddisfatti come me. GRAZIE
vorrei ringraziare il reparto di ortopedia di Orvieto in particolare il dott. Amendola.
Sono di Roma ma ho subito una frattura dell'ulna del braccio dx quando mi trovavo da amici a Orvieto.
Il personale tutto è stato gentile, celere e UMANO, la struttura è pulita e non iperaffollata.
Arrivato alle 22 circa mi hanno fatto una tac in testa, una radiografia e il gesso in poco più di un'ora, incredibile per gli standard della Capitale.
Chi parla male di questa struttura è perchè, per sua fortuna, non si è mai trovato in una struttura di Roma.


Non voglio assolutamente screditare nessuno, ma personalmente ho una cattiva esperienza del reparto di ortopedia. Sarà stata sfiga, ma quando si tratta di salute non è più rappezzabile e ciò ti far star male fisicamente e moralmente tutta la vita.