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Ascanio Vitozzi "torna" a Orvieto. Giornata di studio al Museo "Emilio Greco"

venerdì 6 settembre 2019
di Davide Pompei
Ascanio Vitozzi "torna" a Orvieto. Giornata di studio al Museo "Emilio Greco"

Si dedicò alle opere difensive e all'architettura civile, disegnando piazze, vie – come quella che oggi, ad Orvieto, porta il suo nome – ed edifici, fino a diventare il fautore del primo barocco piemontese. Al suo nome è legato lo sviluppo edilizio di Torino – dove è sepolto, nella Chiesa della Santissima Trinità – dal momento che gli fu dato l'incarico della planimetria dell'intero quartiere centrale, da Piazza Castello, che disegnò con i primi portici, a Via Nuova.

Considerato genio poliedrico dalle notevoli virtù, dopo quattro secoli, Ascanio Vitozzi "fa ritorno" ad Orvieto, la città che si ritiene gli abbia dato i natali nel 1539, da un ramo della famiglia dei Baschi, e più in generale nella Diocesi di Orvieto-Todi. La ricorrenza del quarto centenario della nascita offre il pretesto per una giornata di studi, ad ingresso libero, in programma per sabato 14 settembre alle 9.30 al Museo Emilio Greco, in Piazza Duomo, dedicata ad "una personalità eclettica in grado di regalare straordinari capolavori artistici, nonché grandi intuizioni tecnico-scientifiche".

L'iniziativa, un convegno inedito organizzato e promosso dalla Fidapa Bpw Italy - Distretto Centro – Sezione di Orvieto, su un'idea della socia Marcella Patrizi, ha per titolo "Ascanio Vitozzi, 1539-1615. L'opera del grande genio da Orvieto a Torino" e gode del patrocinio del Comune di Orvieto e dell’Ordine degli Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori della Provincia di Terni. Moderato dal giornalista Guido Barlozzetti, che ha accolto l'invito della presidente Alda Coppola, il convegno chiama in cattedra sei relatori di spicco per declinare le sfaccettature di una grande figura.

"Architetto, urbanista, ingegnere militare. Ascanio Vitozzi per il Ducato di Savoia", il titolo dell'intervento della professoressa Micaela Viglino Davico, autrice tra l'altro della dettagliata monografia pubblicata nel 2003 nella Collana "Gli Orvietani Illustri" dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Orvieto. "Ascanio Vitozzi nella terra delle sue origini" è, invece, quello del contributo della professoressa Felicita Menghini Di Biagio. L’architetto Michele Ruffino si focalizzerà su "Il genio di Vitozzi da Orvieto per la cupola della Chiesa della Trinità in Torino".

Seguiranno le relazioni dell'ingegnere Giovanni Badino ("Origini del Santuario di Vicoforte: contesto storico ambientale"), dell’architetto Ferruccio Della Fina ("La città di Orvieto negli anni di Ascanio Vitozzi: modelli e suggestioni"), vicepresidente dell'Ordine, e dell’architetto Raffaele Davanzo, neo-presidente dell'Istituto Storico Artistico Orvietano ("Scambi architettonici reciproci fra Orvieto e Torino"). Architetto, ingegnere militare ed urbanista, Ascanio Vitozzi militò nell’Esercito Pontificio con il grado di capitano e sotto il condottiero Prospero Colonna.

Dopo la Battaglia di Lepanto (1571), combatté a Tunisi e in Portogallo, dedicandosi all’arte delle fortificazioni. Quando arrivò in terra piemontese, dove continuò la sua carriera militare e svolse la sua notevole attività come architetto, era già noto come ingegnere militare, formatosi probabilmente a Roma. L’acuto ingegno dell’artista ha reso Torino una "città ideale" e straordinaria, secondo i vasti piani di assestamento urbanistico vagheggiati e voluti da Carlo Emanuele I.

Documenti alla mano, ad Ascanio Vitozzi si devono anche i progetti delle chiese del Monte dei Capuccini e del Corpus Domini, dell’Oratorio dello Spirito Santo, sempre a Torino, del vicino Eremo dei Camaldolesi e del Santuario di Vicoforte, Mondovì. Ad essere sottolineata sarà l’italianità del suo talento, la curiosità estrema, che lo ha portato a diventare esperto di tutto, da celebrare quindi al pari della sua vasta e multiforme opera, sia artistica sia ingegneristica.

"La giornata di studi e di approfondimento dedicata ad un simile orvietano illustre, talvolta misconosciuto, che ha trovato il successo fuori della sua terra patria – assicurano gli organizzatori – sarà una tappa importante per la cultura perché fornirà spunti rilevanti dal punto di vista culturale, artistico, paesaggistico e territoriale, e avvicinerà Orvieto e Torino facendo conoscere, agli ospiti torinesi, la bellezza della città e dei suoi dintorni". Scelto dalla corte dei Savoia, Vitozzi finirà per sorprendere anche l'auditorio contemporaneo.

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