eventi

"Tesori dell'Urbe" conduce alla scoperta del Pozzo di San Patrizio

martedì 12 marzo 2019
"Tesori dell'Urbe" conduce alla scoperta del Pozzo di San Patrizio

Come annunciato, domenica 17 marzo alle 11 l'Università delle Tre Età di Orvieto promuoverà la visita del Pozzo di San Patrizio, monumento identitario della città, tramite la guida d’eccezione dell’architetto Raffaele Davanzo. L’ennesimo evento “Tesori dell’Urbe” è inserito nel nutrito cartellone approntato dall’Amministrazione Comunale per il St. Patrick’s Day 2019. Durante la visita sarà distribuito un piccolo dépliant nel quale saranno raccolte le immagini leonardesche a cui si farà riferimento nella narrazione.

Il Pozzo della Rocca di Orvieto acquisì il nome di San Patrizio solo verso la seconda metà del ‘700. Il nome fu forse suggerito dai frati del vicino convento di S. Maria dei Servi, in analogia al Purgatorio di san Patrizio, una grotta in Irlanda in un’isola del lago di Derg: una vera anticamera dell’aldilà, dove il santo irlandese (sec. V) mostrava le pene della dannazione, e trascorrere laggiù un giorno e una notte avrebbe consentito la remissione dei peccati e l’accesso al Paradiso. I Servi di Maria si ispirarono all’iconografia di un affresco del 1346 nel loro convento in Todi: San Patrizio libera le anime dal Purgatorio, rappresentato come una caverna con una vera di pozzo in superficie.

Il Pozzo della Rocca nacque nel 1527, dopo il Sacco di Roma, dramma fatale che sancì la fine dell’identità italiana rinascimentale: fuggito ignominiosamente da Roma, dopo aver pagato anche un umiliante riscatto, Clemente VII si rifugiò nella inespugnabile Orvieto, e per assicurarsi buone riserve idriche nel malaugurato caso di un assedio, ordinò la realizzazione di alcune cisterne e di due pozzi. Il nostro pozzo fu progettato da Antonio da Sangallo il Giovane, che, per dirla col Vasari, creò una cosa ingegnosa di capriccio e meravigliosa bellezza.

Vera macchina architettonica, consta di due rampe a cordonata, a doppia elica, come due chiocciole l’una dentro l’altra, sempre indipendenti fra loro dall’ingresso fino al livello della falda acquifera dove si forma uno specchio d’acqua. Enormi furono le difficoltà esecutive a causa delle caratteristiche geologiche della rupe orvietana (tufo compatto in alto e pozzolana incoerente in basso): si dovette realizzare dal basso una muratura in mattoni fino al confine superiore dello strato geologico incoerente, per poi modellare il banco di tufo con le stesse modalità architettoniche. L’ingegno umano integrò ciò di cui la natura si era dimostrata avara per la difesa della città (Quod natura munimento inviderat, industria adiecit), afferma una iscrizione all’esterno del grande puteale che emerge in superficie.

La doppia elica è stata sempre un simbolo di intreccio di dualità, cioè del potere generativo di due opposti complementari, ma intimamente interconnessi, come ad esempio nel caduceo di Hermes, nel Taijitu (cioè la rappresentazione di Yin e Yang), e nella doppia elica del DNA.

Perché Leonardo? Per lui la spirale (nel piano), o meglio l’elica nello spazio è una delle codifiche costanti della Natura, come l’acqua è il suo tema preferito, il momento unificante, il germe di vita che scorre nelle vene della terra come nelle vene e nelle arterie degli animali e dell’uomo. Leonardo ha disegnato molte scale a elica, anche se la sua intenzione di partenza era quella di razionalizzare i percorsi in una struttura militare (e infatti un suo disegno per una lumacha doppia all’interno di un bastione rotondo è uguale allo schema del nostro pozzo): e così creò una tipologia ad infinitum, un nuovo principio architettonico emozionale.

Un altro spunto leonardesco nel Pozzo di san Patrizio consiste in questo: la costruzione della doppia elica orvietana è contemporanea a quella dello scalone centrale del Castello di Chambord, anch’esso a doppia elica, che tradizionalmente è stata sempre considerata l’ultima opera architettonica di Leonardo da Vinci. Ma in realtà Leonardo (che morì nel 1519, 500 anni fa) aveva progettato una scala a quadruplice rivoluzione, come è documentato da un importante disegno pubblicato dal Palladio nei suoi Quattro Libri dell'Architettura; dopo la morte di Leonardo ed il ritorno dalla prigionia spagnola del re Francesco I, i lavori ripresero nel 1527 semplificando il disegno leonardesco già impostato nell’impianto generale ma riducendo a due il numero delle rampe. Il legame tra le due realizzazioni contemporanee (una per il Cielo, l’altra per la Terra) sta forse negli architetti collaboratori di Leonardo e di Antonio da Sangallo: rispettivamente Domenico da Cortona e Giovanni Battista da Cortona.

 

Commenta su Facebook

Accadeva il 25 maggio

Il tramonto della Rupe, la storia di Margherita Aldobrandeschi tra le "Donne di potere"

Da Bolsena a Orvieto per la 22esima edizione della Marcia della Fede

Sosta vietata

Festa grande per i 40 anni del gruppo sportivo "Colonnetta Calcio"

"Allerona Petit Tour". Tra i sentieri e le strade del vino in mountain bike

Piloti orvietani pronti alla sfida sulle Alpi Carniche

I Comuni del Sistema Bibliotecario "Lago di Bolsena" e il ricordo della Grande Guerra

Ciao Sergio, "Sit tibi terra levis"

Eseguiti altri interventi di pulizia della rupe. "Linea dura contro chi abbandona rifiuti"

Via ai lavori lungo la Strada della Stazione. Prorogati quelli in Via Alberici e in Via Ghibellina

Buone pratiche per la prevenzione dei fenomeni infortunistici, protocollo d'intesa tra Usl e Inail

Il Centro socio-riabilitativo "Capotorti" partecipa a "Marelibera" 2018

Giacomo Gusmano nominato presidente della Sezione di Terni dell'Ancri Umbria

Angelo D'Acquisto a Taormina. Lo chef rappresenta l'Umbria a "Cibo Nostrum"

Pino Strabioli alla giornata di chiusura del progetto scuola "A spasso con Abc"

Carenza di personale sanitario. Zeno (Pci): "La situazione è grave"

Nasce "Cantiere Orvieto". Emilio Casalini presenta "Cantieri di Narrazione Identitaria"

Gino Roncaglia presenta il libro "L'età della frammentazione. Cultura del libro e scuola digitale"

Meeting di cosplayer, arrivano i protagonisti di "Assassin's Creed" e "Il Trono di Spade"

"UmbriaMiCo - Festival del Mondo in Comune". Sei città, un intreccio di eventi

"Rilanciare la stagione della prevenzione strutturale per aumentare la sicurezza"

L'Orvietana libera Fatone, non sarà lui il tecnico per il prossimo campionato

Civita di Bagnoregio protagonista alla Biennale di Architettura di Venezia

Chi vincerà le elezioni regionali in Umbria

Premio "OrvietoSport" 2015. Tutti i premiati, le menzioni speciali

"Orvieto in Fiore", anche senza sole. Al S.Maria della Stella il Palio della Palombella

Grazia Di Michele in visita a "Oltre la finestra". Allestimento prolungato fino al 2 giugno

Falsi maiali biologici, nel mirino un allevamento orvietano

Al Palazzo dei Congressi convegno su "Cento Anni di Grande Guerra in Italia"

Servizi intensificati in occasione della Pentecoste. Denuncia e foglio di via per due nomadi

L'Asd Tennis 90 organizza l'edizione 2015 del Circuito dell'Olio

Francigena Marathon da Acquapendente a Montefiascone. Oltre 700, gli iscritti online

La tre giorni didattica inserita nel progetto "Approccio multidisciplinare al sito archeologico di Carsulae" fa centro

Carta costituzionale e bandiera italiana ai 18enni per la Festa della Repubblica

Castel di Fiori profuma per l'edizione 2015 di "Archeoflora"

Seconda edizione per il mercatino delle eccellenze

Cena elettorale a San Venanzo, al centro del dibattito il degrado della SS 317

In tanti alla "Giornata della Salute". Parola d'ordine: prevenzione

Amanda Sandrelli al Mancinelli per "Oscar e la dama in rosa"

Posti ancora disponibili per il seminario teatronaturale#01

Oggi i funerali di Beatrice Orsini

Incontro al Palazzo dei Sette su "Droga, doping e adolescenza. Che fare?"

Al Palazzo del Popolo, via al convegno "I linguaggi del corpo alla luce del contributo delle Neuroscienze e della Esperienza Ipnotica"

Sottoscritti i contratti di locazione del Belvedere e di comodato gratuito per l'ex scuola di Corbara