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Per "I Venerdì di Palazzo Orsini", conferenza sulla sua decorazione pittorica

venerdì 16 novembre 2018
di Davide Pompei
Per "I Venerdì di Palazzo Orsini", conferenza sulla sua decorazione pittorica

È, al tempo stesso, contenitore e contenuto. Location ed oggetto privilegiato di una conferenza pomeridiana inserita nel ciclo di incontri dedicati a testimonianze e riflessioni sull'antico che va sotto il nome di "I Venerdì di Palazzo Orsini". A farsene promotore il Comune di Bomarzo con il patrocinio della Provincia di Viterbo.

Relatore dell'appuntamento in agenda per venerdì 16 novembre alle 17 sarà Enrico Parlato, docente di Storia dell'Arte Moderna all'Università degli Studi della Tuscia di Viterbo, che nel corso degli anni si è occupato non solo di cultura figurativa del '400 romano ed antiquaria ma anche di argomenti medievistici come il Lazio romanico e la pittura alto-medievale in Umbria.

"La decorazione pittorica del palazzo baronale di Bomarzo" è il titolo della conferenza ad ingresso libero che si tiene proprio in quel gioiello dell'architettura rinascimentale, secondo forse quanto a popolarità solo al Sacro Bosco, a cui è strettamente legato e con cui tutti abitualmente identificano la cittadina della Tuscia, situata alle estreme pendici nord-orientali dei Monti Cimini.

Formato da varie costruzioni, risalenti al periodo che va dal 1525 al 1583, e con la sua struttura articolata, il palazzo domina il paese. Intorno al 1575 la sala media al primo piano fu dipinta, forse dal viterbese Orazio Bernardo di Domenico, con un fregio contenente gli stemmi Orsini e Vitelli e vedute dei castelli dell'una e dell'altra famiglia.

All'interno, spicca anche il salone affrescato da pittori della scuola di Pietro da Cortona. Secondo le fonti, nel 1564 per una loggia del palazzo, Annibale Caro fornì le istruzioni per dipingere una gigantomachia, forse ancora nascosta se non distrutta. Nel 1645, poi, Palazzo Orsini fu venduto al Duca Ippolito Lante della Rovere, che fece realizzare il grande salone al primo piano.

Qui, nella volta, nel 1660-1661 il pittore cortonese Lorenzo Berrettini eseguì l'allegoria della Guerra e della Pace. Costruito a partire dal XVI secolo sui resti di un più antico castello medievale, il palazzo venne rimaneggiato fino alla fine dell'800. Nel 1836, in particolare, passò alla famiglia Borghese, alla quale si deve la saletta con le vedute dei Castelli di Mugnano, Chia e Attigliano.

Soltanto nel dopoguerra la maggior parte del palazzo è pervenuta al Comune, che per i propri uffici utilizza l'appartamento della Galleria con le iscrizioni di Vicino Orsini e Giulia Farnese. Oggetto nel 2003 di restauri finanziati da Comune, Regione e fondi dell'Unione Europea, è oggi visitabile da marzo a dicembre, il sabato dalle 15 alle 20 e la domenica dalle 10 alle 13 e dalle 15 alle 19.

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