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Visita guidata all'area archeologica di Coriglia per conoscere la "vita da scavo"

lunedì 25 giugno 2018
Visita guidata all'area archeologica di Coriglia per conoscere la "vita da scavo"

Una quarantina, in tutto, tra chimici, archeobotanici, gli specialisti coinvolti nella tredicesima campagna di scavo di Coriglia che, iniziata a fine maggio, si concluderà venerdì 29 giugno. E ogni anno, grazie all’instancabile lavoro di studiosi, specialisti e giovani professionisti americani, vengono alla luce importanti novità.

Novità che, in parte, sarà possibile conoscere nelle due visite guidate in programma per martedì 26 giugno. Il primo appuntamento è alle 15.30. Sarà possibile vedere i ragazzi al lavoro, conoscere più da vicino la vita dello scavo che come, ogni anno, viene portata avanti con dedizione e passione. Il secondo turno è previsto per le 17.30 e prevede la visita guidata al sito tenuta direttamente dal professor Claudio Bizzarri, codirettore dello scavo insieme al professor David B. George.

Di notevole interesse le scoperte di questa XIII campagna di scavo che ha portato alla luce nuove strutture ipogee e terrazzamenti. Come noto, l’area indagata inizialmente negli anni ’90, è stata soggetta ad interventi di scavo sin dal 2006, quello che da un quadro iniziale sembrava essere solo un insediamento di età romana legato alla presenza dell’acqua, si sta rivelando qualcosa di molto più complesso, in passato già erano state rilevate opere murarie etrusche, lo scorso anno invece sono stati scoperti ambienti databili al tardo medioevo (sec. XIV d.C.), determinando un periodo di frequentazione durato per secoli.

Una scoperta quest’ultima che sottolinea l’estrema importanza che ha rivestito in passato il sito di Coriglia, da non dimenticare infine, il ruolo infrastrutturale determinante che avrebbe potuto avere la “Via Traiana Nova” che congiungeva la città di Bolsena a Chiusi e passava proprio nelle vicinanze dell’area di scavo, la Via da un ultimo studio, avrebbe costeggiato il centro dell’odierno Monterubiaglio per poi scendere la vallata del Fiume Paglia, infatti proprio in Loc. Tevertino è possibile trovare le “importanti” fondamenta di un ponte di epoca romana. Le campagne di scavo sono realizzate dal Saint Anselm College, in collaborazione con l’Institute for Mediterranean Archaeology, il PAAO – Parco Archeologico e Ambientale dell’Orvietano, il Comune di Castel Viscardo e con la collaborazione e la supervisione della Soprintendenza per i Beni Archeologici dell’Umbria.