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Alla Rocca dei Papi, la Tuscia de "Le Madonne vestite. Le vesti, i rituali, i culti"

sabato 15 luglio 2017
di Davide Pompei
Alla Rocca dei Papi, la Tuscia de "Le Madonne vestite. Le vesti, i rituali, i culti"

(Madonna di Maggio, Canepina)

Una pluralità di contributi, qualificati e articolati sia dal punto di vista geografico che tematico. Sette saggi che costituiscono gli atti di una significativa giornata di studi – tenutasi nel marzo 2014 al Museo delle Tradizioni Popolari di Canepina – organizzata per cercare di fare il punto della situazione. E poi un ampio ed aggiornato panorama di riflessioni legate all’argomento dei simulacri mariani con gli abiti.

C'è questo, e molto altro, nelle 352 pagine de "Le Madonne vestite. Le vesti, i rituali, i culti" (Editrice CISU, Roma, 2016) il volume curato da Marcello Arduini, docente di Antropologia Culturale presso l’Università degli Studi della Tuscia, con la collaborazione di Paolo Fortugno e Luigina Petti, che sarà presentato domenica 16 luglio alle 17.30 al Museo dell'Architettura di Antonio da Sangallo il Giovane, ospitato al piano terra della Rocca dei Papi.

L'incontro ad ingresso libero sarà aperto dai saluti dell'Amministrazione Comunale di Montefiascone e l'introduzione della direttrice del museo Valentina Berneschi. Dialogheranno con l'autore, lo storico Giancarlo Breccola e l'antropologa Luigina Petti. L'iniziativa gode del patrocinio di Simulabo e Regione Lazio – Assessorato Cultura, Arte e Sport. A destare maggiore interesse è sicuramente la seconda parte del libro in cui viene presentata una serie di casi specifici con annesse vicende – religiose, storiche, antropologiche – condizioni talvolta avverse, testimonianze e riferimenti ad altre regioni d'Italia dove il culto mariano ha solide radici.

Oggetto dell'accurata indagine, 21 statue mariane sparse sul territorio in 16 Comuni del Viterbese: Barbarano Romano (Madonna del Rosario), Canepina (Madonna di Maggio, Madonna Addolorata), Capranica (Madonna delle Grazie), Gallese (Madonna Addolorata), Nepi (Madonna della Vittoria), Oriolo Romano (Madonna della Stella), Orte (Madonna Addolorata), Piansano (Madonna del Rosario), Soriano nel Cimino (Madonna Addolorata legata ad un culto domestico della famiglia Reali), Tuscania (Madonna Addolorata legata ad un culto domestico della famiglia Braconi ed un'altra di culto pubblico), Vallerano (Madonna Addolorata, Madonna della Coroncina e Madonna della Salute), Vignanello (Madonna Addolorata), Vejano (Madonna del Rosario), Vetralla (Madonna del Carmelo), Vitorchiano (Madonna dell’Assunta), Vallerano (Madonna del Rosario).

L’ampiezza dei temi trattati delinea "una complessità di fondo che mette in luce – tra i tanti aspetti – i molteplici significati del rituale di vestizione, i ruoli maschili e femminili, le dinamiche comunitarie, le controversie sulle modalità del culto, ed anche l’artigianalità/artisticità del manufatto, le forme estetiche di questo tipo di statuaria e le ripercussioni del restauro sulle pratiche rituali".

La pubblicazione sottolinea anche "l'avvenuta sensibilizzazione nei confronti di un patrimonio poco considerato e misconosciuto, fino a poco tempo fa, che sta invece diventando sempre più oggetto di attenzione anche da parte delle comunità locali, impegnate a difendere e valorizzare le proprie tradizioni ritenute fondamentali e a rischio di scomparsa, interpretate come veri e propri emblemi delle identità di gruppi, ceti, popolazioni. Si tratta di un processo di 'patrimonializzazione', che si esprime su più livelli e che ha portato sia le comunità, sia gli organismi preposti – Università, Soprintendenze, Istituti di Ricerca, Musei – verso nuove consapevolezze e verso nuovi sguardi su elementi ritenuti ieri trascurabili e oggi irrinunciabili".

 

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