eventi

Escursione guidata alla scoperta delle antiche miniere e fornaci di Vetriolo

sabato 22 aprile 2017
Escursione guidata alla scoperta delle antiche miniere e fornaci di Vetriolo

Conoscere il passato per comprendere il presente. Quello di un territorio ricco di natura, storia e tradizioni come l'Alta Tuscia. Invita a farlo, l'iniziativa promossa dal Comitato Festeggiamenti San Donato, l'Associazione Culturale Mortera e il Museo Geologico e delle Frane che per domenica 23 aprile con raduno alle 9.30 da Piazza Vincenzo Maria Strambi, Vetriolo e partenza mezz'ora dopo, propongono un'escursione guidata attraverso i sentieri nella stretta Valle del Rio Capita che sorge a poco più di 2 chilometri, a Sud di Civita di Bagnoregio, alla scoperta delle antiche miniere e fornaci, in località Capita.

Un percorso di circa 5 chilometri, non particolarmente difficile ma sicuramente affascinante per il quale sono consigliate scarpe da trekking e pantaloni lunghi. Nel pomeriggio, sarà possibile visitare le attuali fornaci di vetriolo. Ad allietare la giornata, alle 10.45 la colazione tipica vetriolese in località Cappellina e alle 13 il pranzo a base di prodotti tipici e ricette della tradizione locale, in località Roccolo. Ma anche i cenni sulle testimonianze dell’evoluzione del territorio, curiosità, racconti storici forniti che saranno forniti dagli esperti del Museo, immersi nella suggestione di una valle ricca di acque sorgive, minerali e argille – testimonianti l’antico fondale del Mar Tirreno – il cui sfruttamento ha contribuito all'insediamento umano della zona.

"È proprio qui – spiegano – che intorno al 1500 che la contrada detta allora Monte Calvo o San Donato prese il nome di Vetriolo dall’omonimo minerale estratto nel corso del XVI secolo. In seguito, lo sfruttamento dell'argilla per la produzione di laterizi iniziata in epoca romana permise la continuità abitativa del villaggio, come testimoniato dalle tante fornaci presenti lungo il Rio Capita.

La parola 'Vetriolum' compare per la prima volta intorno al VII-VIII secolo d.C., e deriva dal latino classico Vitreolus. Forse il nome trova origine dall’aspetto vetroso assunto dai solfati di rame e di ferro cristallizzati, che pur trovandosi in natura principalmente come minerali di alterazione dei solfuri, non si rinvengono mai in quantità tali da essere oggi coltivati con profitto.

In prossimità delle sorgenti del Rio Capita, sul versante meridionale della sua valle, sono ben visibili gli ingressi di diverse gallerie testimonianti l’attività estrattiva. Una cavità in particolare è legata ad una legenda molto nota in zona: essa narra che un giorno, appena i minatori uscirono dalla galleria per mangiare, una enorme quantità di acqua irruppe dal cunicolo travolgendo tutto ciò che incontrava.

L’acqua scaturì incessantemente per tre giorni, e i minatori furono quindi salvi solo grazie alla sosta per il pranzo. Da una ricostruzione degli eventi si può immaginare che essi fossero giunti a scavare in prossimità di una cavità piena d’acqua e il sottile diaframma di terra cedette sotto la pressione dell’acqua sovrastante".

Per ulteriori informazioni:
338.3589704 - 328.4097889 - 328.6657205

Commenta su Facebook