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Giovanni Fasanella presenta "Colonia Italia. Giornali, radio e tv: così gli inglesi ci controllano"

lunedì 25 gennaio 2016
Giovanni Fasanella presenta "Colonia Italia. Giornali, radio e tv: così gli inglesi ci controllano"

L’Italia è una colonia britannica? E’ questa la domanda che Giovanni Fasanella si pone nel suo ultimo saggio Colonia Italia (Chiarelettere, 2015), che presenterà a Città della Pieve venerdì 29 gennaio alle 17 alla Sala delle Muse di Palazzo della Corgna all’interno de “I Venerdì della Biblioteca: incontri con l’Autore”, la manifestazione culturale che da anni la Biblioteca Comunale di Città della Pieve organizza in collaborazione con “Impression Arte Libri” di Rita Polizzi.

Per l’occasione anche la locale Libera Università ha contribuito alla realizzazione di questo importante appuntamento scegliendo uno dei suoi docenti di maggior rilievo, il professor Alberto Signorini, per presentare Fasanella e il suo saggio scritto assieme all’esperto di archivi anglosassoni Mario Josè Cereghino. Il noto giornalista lucano era già stato ospite della Biblioteca nel 2014 quando aveva presentato Una lunga trattativa: stato-mafia: dall’Italia unita alla seconda Repubblica (Chiarelettere, 2013) suscitando grande interesse fra il numeroso pubblico che aveva partecipato. Dedito da vari anni al giornalismo d’inchiesta, nel 2011 aveva scritto, sempre con Cereghino, Il golpe inglese, affrontando il tema dell’influenza britannica sulla politica nostrana.

Ora con Colonia Italia gli autori approfondiscono e continuano il discorso analizzando in particolare lo sfruttamento dei nostri mass-media per suggestionare e condizionare l’opinione pubblica italiana in favore degli interessi politici ed economici inglesi. Il sottotitolo del volume è eloquente: Giornali, radio e TV: così gli inglesi ci controllano. Analizzando documenti finora top secret del governo e della diplomazia britannica, Fasanella e Cereghino dimostrano come l’Italia sia stata assoggettata alla politica inglese per tutto il Novecento (l’arco temporale esaminato dai due studiosi va dai primi del Novecento alla fine degli anni Settanta) e anche prima, già al tempo di Cavour e Garibaldi se è vero che le navi di Sua Maestà scortarono in maniera invisibile anche le imbarcazioni con cui l’Eroe dei Due Mondi si muoveva alla volta della Sicilia.

E’ in questo clima di condizionamento che si spiegherebbe l’ingresso dell’Italia nella prima Guerra Mondiale a fianco di Francesi, Russi e Inglesi, così come l’ascesa di Mussolini – prima - e la successiva lotta al fascismo – dopo, quando il Duce non faceva più comodo – fino alla politica anticomunista.