economia

"Orvieto ha il più basso tasso di disoccupazione, dopo Assisi, in Umbria e inferiore alla media nazionale"

giovedì 12 ottobre 2017
"Orvieto ha il più basso tasso di disoccupazione, dopo Assisi, in Umbria e inferiore alla media nazionale"

"Orvieto è tra le città dell'Umbria con il più basso tasso di disoccupazione. Siamo la seconda città, dopo Assisi, ad avere il più basso tasso di disoccupazione, più basso della media regionale e nazionale". A dirlo è l'assessore al bilancio Massimo Gnagnarini che, dati in mano, si occupa di "occupati e disoccupati nei sistemi locali del lavoro dell’Umbria". "Se si ritiene opportuno analizzare i valori che assumono le più importanti variabili economiche a livello locale - afferma - risulta molto utile prendere in considerazione i sistemi locali del lavoro. Ma cosa sono? Sono insiemi di comuni, indubbiamente. Ma come l’Istat raggruppa i comuni italiani, e anche quelli dell’Umbria ovviamente, per dare vita ai sistemi locali del lavoro? Per rispondere a tale domanda, si può tenere conto della definizione, relativa ai sistemi locali del lavoro, utilizzata dall’Istat:

"I sistemi locali del lavoro rappresentano una griglia territoriale i cui confini, indipendentemente dall’articolazione amministrativa del territorio, sono definiti utilizzando i flussi degli spostamenti giornalieri casa/lavoro (pendolarismo) rilevati in occasione dei censimenti generali della popolazione e delle abitazioni. Poiché ogni sistema locale è il luogo in cui la popolazione risiede e lavora e dove quindi esercita la maggior parte delle relazioni sociali ed economiche, gli spostamenti casa/lavoro sono utilizzati come proxy delle relazioni esistenti sul territorio”.

Nel 2015, l’Istat ha proceduto a realizzare una nuova geografia dei sistemi locali del lavoro, introducendo delle modifiche rispetto alla configurazione di tali sistemi, utilizzata negli anni precedenti. E in questo articolo si tiene conto di tali modifiche che hanno interessato anche i sistemi locali del lavoro dell’Umbria. Quindi i sistemi locali del lavoro considerati sono stati i seguenti: Assisi, Cascia, Castiglione del Lago, Città di Castello, Foligno, Gualdo Tadino, Gubbio, Norcia, Perugia, Spoleto, Todi, Umbertide, Orvieto e Terni. Per quanto riguarda il territorio orvietano, vi è un solo sistema locale del lavoro, quello di Orvieto, mentre in passato ne esisteva anche un altro, quello di Fabro. Il sistema locale del lavoro di Orvieto è composto da dodici comuni, di cui tre appartenenti al Lazio: Allerona, Alviano, Baschi, Castel Giorgio, Castel Viscardo, Guardea, Montecchio, Orvieto, Porano, Castiglione in Teverina, Civitella d’Agliano e Lubriano.

E i restanti comuni del comprensorio orvietano dove sono andati a finire? Fanno parte del sistema locale del lavoro di Chiusi che, infatti, è composto dai seguenti comuni: Fabro, Ficulle, Montegabbione, Monteleone d’Orvieto, Parrano, Cetona, Chianciano, Chiusi, San Casciano dei Bagni, Sarteano. La composizione dei sistemi locali del lavoro di Orvieto e di Chiusi ci induce a formulare una considerazione interessante, sebbene non sorprendente. Alcuni comuni dell’Alto Viterbese hanno relazioni significative con Orvieto e i comuni vicini appartenenti all’Umbria, e alcuni comuni dell’Alto Orvietano hanno relazioni più che con Orvieto con Chiusi e comuni vicini.

Pertanto mi è sembrato opportuno considerare non solo tutti i sistemi locali del lavoro dell’Umbria ma anche quello di Chiusi. Quali variabili economiche verranno analizzate? Quelle relative al mercato del lavoro, le principali. Per un motivo molto semplice, Recentemente, infatti, l’Istat ha reso noti i valori di alcune variabili e di alcuni indicatori, riguardanti il mercato del lavoro, per tutti i sistemi locali del lavoro italiani, per un numero di anni piuttosto ampio, dal 2006 al 2016. Innanzitutto sono presi in esame gli occupati, poi i disoccupati ed infine tre indicatori, il tasso di disoccupazione, il tasso di occupazione e il tasso di attività. Il tasso di disoccupazione è dato dal rapporto tra i disoccupati e le forze di lavoro. Il tasso di occupazione è dato dal rapporto tra gli occupati e la popolazione di 15 anni o più. Il tasso di attività è dato dal rapporto tra le persone appartenenti alle forze di lavoro e la popolazione di 15 anni o più.

Si ricorda che le forze di lavoro si ottengono sommando agli occupati i disoccupati.
Gli occupati comprendono le persone di 15 anni e più che nella settimana di riferimento: 
- hanno svolto almeno un’ora di lavoro in una qualsiasi attività che preveda un corrispettivo monetario o in natura; 
- hanno svolto almeno un’ora di lavoro non retribuito nella ditta di un familiare nella quale collaborano abitualmente; 
- sono assenti dal lavoro (ad esempio, per ferie o malattia). I dipendenti assenti dal lavoro sono considerati occupati se l’assenza non supera tre mesi, oppure se durante l’assenza continuano a percepire almeno il 50% della retribuzione. Gli indipendenti assenti dal lavoro, ad eccezione dei coadiuvanti familiari, sono considerati occupati se, durante il periodo di assenza, mantengono l’attività. I coadiuvanti familiari sono considerati occupati se l’assenza non supera tre mesi.
I disoccupati comprendono le persone non occupate tra i 15 e i 74 anni che: 
- hanno effettuato almeno un’azione attiva di ricerca di lavoro nelle quattro settimane che precedono la settimana di riferimento e sono disponibili a lavorare (o ad avviare un’attività autonoma) entro le due settimane successive; 
- oppure, inizieranno un lavoro entro tre mesi dalla settimana di riferimento e sarebbero disponibili a lavorare (o ad avviare un’attività autonoma) entro le due settimane successive, qualora fosse possibile anticipare l’inizio del lavoro.


Quindi nel sistema locale del lavoro di Orvieto gli occupati nel 2016 erano 17.000, in aumento rispetto a 10 anni prima, quando erano 16.600. Nei due sottoperiodi, però, l’andamento degli occupati è stato diverso: nei primi 5 anni, dal 2006 al 2011, gli occupati sono aumentati mentre nei secondi, dal 2011 al 2016, sono diminuiti. Questo diverso andamento si è, comunque, verificato in quasi tutti i sistemi locali considerati. Nel decennio, il tasso di incremento manifestatosi nel sistema locale di Orvieto può essere valutato positivamente. Infatti, in 5 sistemi l’occupazione è diminuita e solo in 3 di essi si è registrato un tasso di incremento più elevato.

Nel sistema locale di Chiusi che, ricordo, viene preso in esame poiché vi sono inseriti i comuni dell’Alto Orvietano, nel decennio, l’aumento degli occupati è stato piuttosto consistente, probabilmente però a causa della buona performance, dal punto di vista occupazionale, registratasi nei comuni toscani. Un’ultima considerazione: il diverso andamento degli occupati nei due sottoperiodi considerati, nella maggior parte dei sistemi locali del lavoro umbri, dimostra che, dal punto di vista occupazionale, nella nostra regione, la crisi economica ha esercitato effetti negativi solo negli ultimi 5 anni.

 

Nel decennio, nel sistema locale del lavoro di Orvieto, il numero dei disoccupati è fortemente aumentato, passando dalle 800 unità del 2006 alle 1.500 del 2016, in misura maggiore negli ultimi 5 anni rispetto al periodo 2011/2006. Tale situazione - cioè la diversa entità della crescita dei disoccupati nei due sottoperiodi - si è verificata nella maggior parte dei sistemi locali umbri. In diversi sistemi del lavoro umbri l’incremento dei disoccupati è stato più consistente di quello verificatosi nel sistema di Orvieto. L’aumento dei disoccupati, nel decennio, si è manifestato anche nel sistema locale di Chiusi, con un tasso di incremento simile a quello del sistema di Orvieto.

Nel 2016 il tasso di disoccupazione assumeva, nel sistema locale del lavoro di Orvieto, un valore piuttosto basso (solo nel sistema di Assisi il tasso di disoccupazione era meno elevato). Nel sistema locale del lavoro di Chiusi, sempre nel 2016, il tasso di disoccupazione era superiore a quello verificatosi nel sistema di Orvieto. Nel 2015, il tasso di disoccupazione nel sistema locale del lavoro di Orvieto era addirittura il più basso tra tutti i tassi registratisi nei sistemi locali umbri. Nel 2014 solo il sistema locale di Città di Castello era contraddistinto da un tasso di disoccupazione inferiore al tasso di disoccupazione del sistema locale di Orvieto. Una parziale analisi delle possibile cause che hanno determinato un livello così basso del tasso di disoccupazione nel sistema locale del lavoro di Orvieto sarà esposta dopo aver esaminato il tasso di occupazione e il tasso di attività.



Per quanto riguarda il tasso di occupazione, la situazione riscontrabile nel sistema locale del lavoro di Orvieto è peggiore rispetto a quella relativa al tasso di disoccupazione. Infatti, in quell’anno, il tasso di occupazione nel sistema locale di Orvieto assumeva un valore piuttosto basso, inferiore ai valori verificatisi in diversi altri sistemi. Anche nel sistema locale del lavoro di Chiusi si registrava un valore leggermente più elevato.

Quanto avvenuto nel 2016, si è verificato anche negli altri due anni considerati, il 2011 e il 2006: il tasso di occupazione nel sistema locale del lavoro di Orvieto presentava un valore senza dubbio basso.
Occorre aggiungere che mentre nel primo sottoperiodo in quel sistema locale il tasso di occupazione è cresciuto, nel secondo sottoperiodo è invece diminuito.

Tale andamento del tasso di occupazione si è manifestato in diversi altri sistemi locali umbri, a dimostrazione del fatto, anche in precedenza rilevato, che in Umbria le maggiori difficoltà derivanti dalla crisi economica, relativamente al mercato del lavoro, si sono verificate dal 2011 al 2016. Nel sistema locale del lavoro di Chiusi, sia nel 2011 che nel 2006, diversamente da quanto avvenuto nel 2016, il tasso di occupazione è risultato essere inferiore al tasso riguardante il sistema locale di Orvieto.

Il tasso di attività, in ognuno dei 3 anni considerati, ha assunto, nel sistema locale del lavoro di Orvieto un valore non molto elevato, inferiore ai valori che hanno contraddistinto alcuni altri sistemi locali dell’Umbria. L’andamento di questo tasso, nel sistema locale di Orvieto, è stato crescente e lo stesso andamento si è verificato in diversi altri sistemi umbri. Nel sistema locale di Chiusi, mentre nel 2016 il tasso di attività ha assunto un valore più alto rispetto al valore del sistema locale di Orvieto, nel 2011 si è verificata la situazione opposta. Nel 2006, poi, i due sistemi locali presentavano lo stesso valore del tasso di attività.

A questo punto è possibile formulare alcune considerazioni sul fatto che il tasso di disoccupazione nel sistema locale del lavoro di Orvieto ha assunto un valore piuttosto basso, relativamente ai valori verificatisi negli altri sistemi locali umbri, in tutti e tre gli anni esaminati (8,4 nel 2016, 5,1 nel 2011 e 4,4 nel 2006). Innanzitutto è bene ricordare che il tasso di disoccupazione è dato dal rapporto tra i disoccupati e le forze di lavoro e che queste ultime si ottengono sommando i disoccupati e gli occupati.

Il basso tasso di disoccupazione nel sistema locale di Orvieto è senza dubbio determinato da un numero di disoccupati poco elevato e quindi per questo quel valore assunto dal tasso di disoccupazione deve essere valutato positivamente. Ma tale numero di disoccupati poco elevato può dipendere anche dal fatto che la popolazione anziana nel comprensorio orvietano è molto numerosa (il valore sia dell’indice di vecchiaia che dell’indice di invecchiamento è decisamente più alto del valore medio regionale). E gli anziani, correttamente, non sono considerati disoccupati e, poi, se ci fosse, nel sistema locale di Orvieto, un numero maggiore di giovani, poiché, come è noto, in Italia il tasso di disoccupazione giovanile è particolarmente elevato, sarebbe più alto il numero dei disoccupati e così anche il valore del tasso di disoccupazione.

Inoltre, il numero non molto consistente di disoccupati può dipendere dalla notevole diffusione del pendolarismo per motivi di lavoro, indirizzato soprattutto verso Roma, dei residenti nei comuni del comprensorio orvietano. Si consideri, peraltro, che sono diversi anni ormai che un numero rilevante di residenti a Roma decide di abitare nell’Orvietano pur mantenendo il proprio lavoro nella capitale e di divenire quindi un pendolare. Occorre valutare, infine, quanto incida nel sistema locale del lavoro di Orvieto il fenomeno del cosiddetto lavoratore scoraggiato. Infatti può incidere negativamente sul numero dei disoccupati la consapevolezza che sia inutile cercare un lavoro perché si è sicuri che non lo si trovi.

Ora questo fenomeno può essere presente anche nell’Orvietano anche perché in questo territorio sono poco diffuse determinate opportunità di lavoro e una parte della popolazione non intende cercare un’occupazione all’esterno del comprensorio. Non esistono però, ad oggi, delle indagini tendenti a verificare con precisione quanto sia presente nel comprensorio orvietano il fenomeno del lavoratore scoraggiato. Comunque, al termine di tali considerazioni, un tasso di disoccupazione basso, come quello che caratterizza il sistema locale del lavoro di Orvieto, può indurre ad esprimere valutazioni positive sulla situazione del mercato del lavoro locale, pur se l’esistenza di un tasso di occupazione decisamente poco elevato induce, invece, ad una valutazione negativa.

Infine può rivelarsi utile confrontare i valori che il tasso di disoccupazione assumeva, nel 2016, nei sistemi locali del lavoro di Orvieto e di Chiusi con i valori che quel tasso assumeva in alcuni sistemi locali toscani e laziali relativamente vicini ai sistemi locali del lavoro nei quali sono ricompresi i comuni del comprensorio orvietano. 


Il sistema locale del lavoro di Orvieto, nel 2016, era caratterizzato da un valore del tasso di disoccupazione decisamente inferiore ai valori riscontrati nei sistemi locali laziali, mentre in alcuni dei sistemi locali toscani era più basso e in altri più alto. Nel sistema locale del lavoro di Chiusi il tasso di disoccupazione presentava un valore più basso dei valori verificatisi in quasi tutti i sistemi locali laziali, mentre quasi tutti i sistemi locali del lavoro toscani erano contraddistinti da un valore meno elevato".

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