economia

Bandiera verde a "Il Secondo Altopiano", qualità e impegno quotidiano per l'agricoltura naturale

martedì 15 novembre 2016
di Davide Pompei
Bandiera verde a "Il Secondo Altopiano", qualità e impegno quotidiano per l'agricoltura naturale

Marrone, come la terra. Verde, come la bandiera con tre colline stilizzate e sovrapposte che da qualche giorno sventola a Sugano, in località San Quirico, dove tra il 2007 e il 2010, da un'esperienza decennale e dal desiderio di "realizzare un progetto che non avesse solo un risvolto economico, ma anche etico e sociale", ha trovato posto un fazzoletto di paradiso a chilometri zero – anzi poco più di 4, vista la distanza con Orvieto – come la Fattoria "Il Secondo Altopiano".

Si tratta dell'unica realtà per quanto riguarda la provincia di Terni tra le 39 che venerdì 11 novembre a Roma, in Campidoglio, nella Sala della Protomoteca, sono state insignite della "Bandiera Verde Agricoltura", il marchio di riconoscimento istituito nel 2003 in collaborazione con la Confederazione Italiana Agricoltori e diventato premio nazionale dal 2007, con cui si valorizzano qualità e rispetto dell'ambiente da parte di enti – Regioni, Province, Comuni, Comunità Montane – ma anche parchi e aziende agricole. Realtà vive e vivaci che, con il loro agire virtuoso, riescono a distinguersi "nelle politiche di tutela dell’ambiente e del paesaggio anche a fini turistici, nell’uso razionale del suolo, nella valorizzazione dei prodotti tipici legati al territorio, nell’azione finalizzata a migliorare le condizioni di vita ed economiche degli operatori agricoli e più in generale dei cittadini".

"È sempre una bella emozione quando il nostro impegno viene premiato" commentano, soddisfatti, i titolari dell'azienda, Alessandra Rabitti e il compagno Emanuele La Barbera. Non nuovi, per la verità, a riconoscimenti. Già lo scorso anno, infatti, lo yogurt artigianale prodotto era valso loro il primo posto nella categoria yogurt di capra alla sesta edizione del concorso nazionale "Agri Yogurt" riservato agli yogurt di fattoria.

"Possedere una piccola azienda a dimensione e conduzione familiare – confidano – è di per sé faticoso. Di questi tempi, poi, non è facile riservare attenzione a tutto ciò che è realmente biologico ed eco-sostenibile. Ma noi ci crediamo. Così come crediamo nel percorso di filiera completo, dalla lavorazione della terra finalizzata alle esigenze dell'allevamento, e quindi dal controllo dell'alimentazione e del benessere degli animali, alla produzione di formaggi, fino alla distribuzione e alla vendita diretta in azienda. Ci rende, dunque, comprensibilmente felici quando queste scelte quotidiane vengono riconosciute come valore".

Una vera e propria filosofia, la loro, legata al sogno fattosi sempre più concreto di creare un sistema di agricoltura modello e polifunzionale. Produttivo e protettivo, nei confronti dell'ambiente. Parsimonioso, nell'uso di energia. Sano, ovvero capace di fornire cibi di qualità. Lontano da ogni retorica di cui gronda il settore. Con le capre da latte – razza camosciata delle Alpi – allevate e le galline nere che le seguono nella rotazione dei pascoli.

E svolgono, in stalla, la preziosa funzione di predatori naturali di insetti, larve e parassiti. Una lotta biologica. Così come biologica – e biodinamica – è l'azienda e l'agricoltura che porta avanti. "L'insieme delle pratiche agricole e i nostri metodi di allevamento – spiegano – sono rigorosamente naturali e si svolgono nel pieno rispetto della salute degli animali, dell’ambiente e del consumatore. Il nostro progetto è di far diventare 'Il Secondo Altopiano' un modello di agro-ecosistema in cui tutti gli elementi naturali siano ben integrati fra loro e funzionali uno all'altro".

In quest'ottica, l'apertura della bio-azienda al pubblico serve non solo a far conoscere i prodotti, ma anche a divulgare il progetto etico-culturale che sottende l’azienda stessa, ossia la possibilità concreta di uno sviluppo moderno e sostenibile. "Per lo stesso motivo – dicono – abbiamo scelto di proporre e organizzare attività rivolte ai bambini: ci dedichiamo con passione ai laboratori didattici perché crediamo che proprio i bambini siano il nostro pubblico più prezioso.

Tra i progetti per l'agricoltura naturale a cui lavoriamo c'è anche la coltivazione di varietà antiche di cereali minori quali farro, orzo e segale con cui facciamo realizzare da un mulino a pietra e da un pastificio artigianale piccole quantità di farine integrali e di pasta. E poi la produzione di frutta di varietà ormai scomparse che trasformiamo con metodi artigianali in marmellate, composte, mostarde. Nella formaggeria trasformiamo esclusivamente il latte delle nostre capre per la produzione artigianale di formaggi caprini a pasta molle e crosta fiorita, e di yogurt".

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