economia

Dopo la flessione degli acquisti natalizi speranze di recupero sui saldi. In Umbria saldi al via il 7 gennaio

giovedì 3 gennaio 2008
In linea con le previsioni delle associazioni di categoria del commercio l'andamento delle spese durante le feste. Calano le vendite di gioielli e preziosi e dell'abbigliamento, stazionari gli acquisti nei mercati, bene la gastronomia, i prodotti tecnologici nella GDO e le vendite dei mercatini natalizi. Pochi i libri. In ogni caso, per quanto riguarda più in dettaglio la situazione quantitativa degli acquisti, si registra, globalmente, un calo. Secondo un’indagine Fismo-Confesercenti, per circa il 60% degli esercenti le vendite natalizie hanno fatto registrare un calo, mentre per il 28% sono rimaste uguali. Soltanto il 12% ha aumentato le vendite, ma non più del 10%. Il tutto, garantisce il 90% degli intervistati, a prezzi invariati rispetto al Natale 2006. Ora, dunque, i saldi rappresentano un’occasione importante per le piccole e medie imprese del commercio: secondo Confesercenti oltre il 65% realizza, grazie alle vendite di fine stagione, tra il 20 ed il 30% del fatturato annuo, il 25% addirittura tra il 40 ed il 50%, mentre per il restante 10% la quota dei saldi arriva al massimo al 10% del fatturato annuo. I saldi invernali, già partiti a Napoli il 2 gennaio, guadagneranno Roma, Milano e Palermo il 5 gennaio, per estendersi via via, entro il 12 gennaio, a tutte le città italiane. In Umbria inizieranno il 7 gennaio e si chiuderanno il 6 marzo. A parere della Fismo (Federazione italiana settore moda) è un errore anticipare troppo le vendite, per questo la specifica categoria di Confesercenti si sta da tempo battendo per arginare il continuo anticipo delle date d’inizio delle vendite e per ottenere una data unica valida su tutto il territorio nazionale, possibilmente distanziata dal periodo delle festività. Secondo le stime di Confcommercio, nel periodo dei saldi ogni famiglia spenderà poco più di 500 euro per abbigliamento e accessori facendo lievitare a quasi 6,5 miliardi di euro il valore dei saldi invernali 2008 (quasi 2 miliardi di euro in più dell’anno scorso) con un’incidenza del 18% sul fatturato del settore. “Per i saldi invernali 2008 le aspettative degli operatori del settore - dichiara Renato Borghi, presidente di Federazione Moda Italia, l’Associazione nazionale di categoria aderente a Confcommercio - si prevedono moderatamente soddisfacenti, tenuto conto che potrà esserci un recupero di spesa per i prodotti di abbigliamento a fronte di un andamento delle vendite natalizie in generale scarso e concentrato, come in passato, su pezzi piccoli di basso prezzo, pelletteria compresa. Gli sconti potranno essere anche maggiori rispetto all’anno scorso partendo già da un 40%”. Per il corretto acquisto degli articoli in saldo Confcommercio ricorda, dal suo sito, alcuni principi di base. Cambi: la possibilità di cambiare il capo dopo che lo si è acquistato è generalmente lasciata alla discrezionalità del negoziante, a meno che il prodotto non sia danneggiato o non conforme (artt. 128 e ss. del Codice del Consumo d.lgs. 6 settembre 2005 n. 206). In questo caso scatta l’obbligo per il negoziante della riparazione o della sostituzione del capo e, nel caso ciò risulti impossibile, la riduzione o la restituzione del prezzo pagato. Il compratore è però tenuto a denunciare il vizio del capo entro due mesi dalla data della scoperta del difetto. Prova dei capi: non c’è obbligo. E’ rimesso alla discrezionalità del negoziante. Pagamenti: le carte di credito devono essere accettate da parte del negoziante qualora sia esposto nel punto vendita l'adesivo che attesta la relativa convenzione. Prodotti in vendita: i capi che vengono proposti in saldo devono avere carattere stagionale o di moda ed essere suscettibili di notevole deprezzamento se non venduti entro un certo periodo di tempo. Salve specifiche disposizioni regionali, è possibile porre in vendita capi non appartenenti alla stagione in corso. Indicazione del prezzo: obbligo del negoziante di indicare il prezzo normale di vendita, lo sconto e il prezzo finale.

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