economia

Centro Studi Città di Orvieto: una Università in cammino

domenica 16 ottobre 2005
di Davide Pompei
Orvieto dal 1998 vive la sua esperienza di città degli studi (universitari). Dalla sede originaria del San Paolo in Via Postierla, oggi le attività di alta formazione universitaria del Centro Studi Città di Orvieto si sono pressoché tutte trasferite in Piazza del Duomo, nel Complesso di Santa Maria della Stella.
Una struttura di 5500 mq, di cui attualmente l’università ne occupa un terzo, per un totale di 8 aule e laboratori (se ne stanno completando altre), con una popolazione studentesca di oltre 700 studenti di cui il 70% iscritto al corso di laurea in Ingegneria Informatica e delle Telecomunicazioni della Facoltà di Ingegneria di Perugia. Gli altri sono suddivisi tra: la Scuola di specializzazione in Psicologia della Salute de “La Sapienza” di Roma; il Master universitario di secondo livello in Pianificazione e Gestione dei Centri Storici Minori e dei Sistemi Paesistico – Ambientali della Prima Facoltà di Architettura “Ludovico Quaroni”, sempre de “La Sapienza”; la Scuola di Etruscologia e Archeologia dell’Italia Antica; il Corso di perfezionamento in Diritto della Proprietà Intellettuale e Concorrenza delle Information Technologies dell’Università LUISS “Guido Carli” di Roma; il seminario intensivo di Italiano per Stranieri del Sacro Cuore di Milano.

Il corso triennale di ingegneria in 8 anni ha già laureato 73 persone che, ad esclusione di quelli che intendono proseguire con il biennio specialistico a Perugia, sono già tutti occupati. I numeri sono in continua crescita e, da quest’anno, è stato anche possibile effettuare ad Orvieto (oltre che a Perugia e Terni) il test di autovalutazione per l’accesso delle matricole al corso di laurea in ingegneria.
Il corso di laurea orvietano è scelta per il 55% dai residenti nel Lazio: gli studenti provengono dalla provincia di Viterbo, Pitigliano (Grosseto) e tutto il territorio compreso da Civitavecchia fino alle porte di Roma. Non abitano ad Orvieto gli studenti che provengono da Bolsena, Bagnoregio e Castiglione in Teverina, al contrario di quelli di Tarquinia e Viterbo che optano per la residenzialità. Un buon 23% degli iscritti è residente ad Orvieto e Comprensorio, la restante parte proviene dalla provincia di Terni, c’è poi qualche presenza del perugino. Da due anni si contano anche le classiche presenze “fuori sede” di studenti provenienti dal Sud Italia (Calabria e Sicilia).
Nella sede del Centro Studi in Piazza del Duomo sono stati realizzati cospicui lavori di ristrutturazione e rifunzionalizzazione degli ambienti; inoltre, nella prospettiva della futura rifunzionalizzazione dell’ex Caserma Piave, è prevista una Residenza Universitaria destinata ad ospitare studenti e docenti dei vari corsi di studio, scelta motivata anche dalla realizzazione in quella stessa area del Polo Scientifico Tecnologico (Centro Marconi per la Ricerca sulle Microonde, Consorzio CETRA, etc. che già trovano un piccolo posto presso la sede di Piazza Duomo.) Inoltre, il completamento dei lavori di ristrutturazione del Complesso di S. Francesco ed il trasferimento in quella sede della Biblioteca Comunale costituirà una condizione fondamentale per lo sviluppo del polo universitario orvietano.

Nel grande “mercato” dell’offerta universitaria italiana come si colloca il Centro Studi Città di Orvieto?
“Facciamo ancora poco per l’orientamento – dice il Direttore del CSCO, Stefano Talamoni – abbiamo scelto di fare una pubblicità contenuta e mirata attraverso le inserzioni sui giornali e un sito web molto frequentato. Attiviamo azioni di orientamento sulle scuole orvietane, abbiamo la presenza di docenti del liceo scientifico che fanno da tutor ai nostri corsi al fine di realizzare assistenza capillare di gruppo o individuale verso gli studenti, seguendone gli sviluppi”.

A quando l’Università degli Studi di Orvieto?
“Puntiamo su alcuni corsi di laurea, sull’alta formazione – continua Talamoni – fondare l’Università degli Studi di Orvieto al momento è impensabile poiché in Italia esistono già 78 atenei, tra pubblici e privati, ai quali si aggiungono tutte le dislocazioni in paesi anche più piccoli del nostro. Bisogna invece pensare a ‘le’ università ad Orvieto, le università dei saperi. Possiamo diventare città universitaria, questo sì”.

Ma Perugia è contraria al decentramento o ci sono timori che Orvieto, territorio di cerniera tra Lazio e Toscana, possa fare uno sgarbo all’Ateneo del capoluogo? Si può parlare di disfunzioni nel sistema universitario umbro?
“Diciamo che cerchiamo di contenere la voglia di colonizzare di alcuni dando una caratterizzazione legata alle peculiarità della nostra realtà, riuscendo ad incontrare quelle opportunità che si prospettano tali. Relativamente al Master sulla pianificazione del territorio, ad esempio, con ‘La Sapienza’ di Roma è stato impostato un rapporto significativo per quel che attiene l’urbanistica legata ai centri storici, puntando alla peculiarità e all’originalità orvietana, intercettando un campo della formazione universitaria che in Umbria era assente e che ora arricchisce anche la nostra regione. Unire l’urbanistica di piccola scala al paesaggio, cioè l’urbanistica dei centri storici minori e le relazioni al paesaggio su scala territoriale, è un aspetto che attualmente in Italia non si approfondisce, mentre è un indirizzo fortemente richiesto. E’ una traccia di lavoro che vale la pena seguire anche nel futuro”.
“La presenza degli stranieri, il cui inserimento nella città è favorito dal tutoraggio – continua Talamoni – è in aumento. Si contano albanesi, macedoni, greci, rumeni, un borsista libico e molti provenienti dagli Stati Uniti e, soprattutto, dall’America Latina. L’obiettivo è quello di portare le attuali 700 persone a 2000 nel triennio puntando a 3000 – 4000 anche in vista di una futura disponibilità dei locali della Caserma Piave. La prospettiva di localizzare il polo tecnologico in Via Roma è legata all’avvio dell’intero progetto di recupero dell’ex caserma; il fatto di stare in Piazza Duomo suscita, specie negli stranieri, un fascino particolare, un’attrattiva unica; comunque, quella di Piazza del Duomo resterà la sede per i corsi umanistici e per i programmi con le università straniere”.

E infatti, che Orvieto abbia un’università a misura di studente lo dicono anche i risultati del C.I.A.O. - Centro Informazione Accoglienza Ospitalità, un servizio di assistenza riservato agli studenti e ai docenti dei corsi universitari e di alta formazione del Centro Studi.
“Il C.I.A.O. – spiega Rosanna Barbanera, un’operatrice del Centro Studi – offre a tutti gli studenti assistenza nella ricerca di alloggi, organizza itinerari ed escursioni per il tempo libero, fornisce informazioni sui principali eventi e manifestazioni dell’orvietano, offre facilitazioni per varie tipologie di servizi grazie alla ‘Student Card’ da utilizzare in molti negozi del centro storico, che consente sconti fino al 15% su i più svariati servizi, dai bar, ai ristoranti, alla piscina, alle palestre, ai negozi, ai trasporti; e alla ‘Carta Orvieto Unica’. L’istituzione del C.I.A.O. ha consentito di razionalizzare ed ottimizzare i servizi resi a studenti e docenti provenienti da fuori, i quali capiscono che ci stiamo attrezzando, anche se non siamo ancora una vera e propria città universitaria. Da febbraio del 2004 è operativa una convenzione con il Consorzio Orvieto Promotion grazie alla quale il Centro Studi gode di agevolazioni e sensibili sconti negli esercizi alberghieri e di ristorazione (i buoni pasto prevedono 10 euro per antipasto, pizza e birra, 13 per un pasto completo e 9,50 euro per il self-service). Il rapporto con il Consorzio favorisce, inoltre, lo sviluppo della nascente attività convegnistica del Centro Studi. Tramite una scheda di gradimento anonima, – aggiunge l’operatrice del CIAO – gli studenti si pronunciano sulla qualità dei servizi offerti dall’università e complessivamente ne restano tutti molto soddisfatti”.

Tra le grosse novità di questa ripresa autunnale al Centro Studi, ci sono: il Master universitario in telecomunicazioni – Tecnologia, economia e gestione dei sistemi radio che rappresenta a tutti gli effetti per Orvieto la conquista di un “quarto anno” del corso di studi in Ingegneria, il Master universitario in educazione alimentare e nuovi stili di vita in collaborazione tra l’Università degli Studi di Perugia / Facoltà di Medicina e Chirurgia, Medicina Veterinaria ed Agraria, la Fondazione Angelo Celli per una cultura della salute e la Fondazione per il Centro Studi Città di Orvieto; l’istituzione ed attivazione del Ce.R.S.Al. – Centro di Riferimento per la Ricerca epidemiologica e biostatistica in Sicurezza Alimentare, il Master universitario di primo livello in Ingegneria delle telecomunicazioni, i Corsi di lingua e cultura italiana per stranieri con l’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano / Facoltà di Scienze Linguistiche e Letterature Straniere e il Corso di laurea in Architettura dell’Università degli Studi di Roma “La Sapienza”.

Ma il Centro Studi Città di Orvieto intrattiene rapporti di collaborazione regolati da apposite convenzioni anche con molte altre università ed istituti di ricerca, ad esempio: l’Università degli Studi e l’Università per Stranieri di Perugia, “La Sapienza” e la L.U.I.S.S. “Guido Carli” di Roma, l’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano, la CRUI – Conferenza dei Rettori delle Università Italiane, la University of Arizona di Tucson, la Fordham University di New York, la Clemson University del South Carolina, la Kansas State University di Kansas City, la University of Oklahoma di Norman, il Colorado College di Colorado, il North Lake College di Irving, il Roskilde University di Roskilde (Danimarca), il C.N.R. - Consiglio Nazionale delle Ricerche di Roma, l’I.S.S. - Istituto Superiore di Sanità di Roma, l’I.N.R.A.N. - Istituto Nazionale di Ricerca per gli Alimenti e la Nutrizione di Roma, il Centro Radioelettrico Sperimentale “Guglielmo Marconi” di Trieste; e ancora: il Consorzio CETRA - Centro di Progettazione e Ricerca per le Tecnologie Avanzate a Radiofrequenza e Ottica di Perugia, la Fondazione Angelo Celli per una cultura della salute di Perugia, l’Istituto Nazionale di Studi Etruschi ed Italici di Firenze, l’Istituto Archeologico Germanico di Roma, l’American Academy in Rome, il Goethe Institut di Roma, il Karolinska Institutet di Stoccolma, il Deutscher Akademischer Austauschdienst (DAAD) in Germania.

Orvieto, “città degli studi” è una Università in cammino. Esprime il concetto di una città che, nel suo insieme, offre occasioni per attività didattiche e di ricerca di livello universitario e post-universitario in collaborazione con Università e Istituzioni culturali italiane e straniere. Orvieto, come dimostra l’attività del C.I.A.O. offre uno straordinario esempio di integrazione tra gli spazi costruiti e l’ambiente circostante. “Uno di quei luoghi dove – evidenzia una brochure del Centro Studi – camminando un bambino può vedere qualche cosa che gli comunica ciò che lui vorrà fare da grande”. E questo rappresenta uno dei principali motivi su cui si fonda la scelta di Orvieto come ideale città degli studi.

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