cultura

Atlante Digitale dei Cammini, Italia Nostra suggerisce un nuovo passo

mercoledì 25 marzo 2020
di Davide Pompei
Atlante Digitale dei Cammini, Italia Nostra suggerisce un nuovo passo

La voglia di uscire di casa e intraprendere i tanti percorsi presenti, anche sul territorio umbro, dovrà responsabilmente attendere la fine dell'emergenza sanitaria da Coronavirus, malgrado l'ingresso, almeno da calendario, della primavera. Un tempo dilatato che per gli escursionisti può tradursi in una propizia fase di programmazione degli itinerari su strade e sentieri e riscoperta di iniziative virtuose messe in campo in questi anni per valorizzare il patrimonio di viabilità alternativa.

Su tutte svetta l'Atlante Digitale dei Cammini d'Italia, il progetto lanciato nel 2017 dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali e per il Turismo che ha avuto grande successo di adesioni e richieste, soprattutto nelle aree interne del Belpaese. Ad oggi i cammini inseriti sono 44, con due importanti percorsi in attesa di validazione: la Via Francigena del Sud e la Via Appia Regina Viarum, su cui si sta intervenendo per migliorare le infrastrutture.

Le domande pervenute, però, sono state 116, 72 gli itinerari che sono rimasti esclusi dalla selezione operata sulla base di undici criteri oggettivi e da una Commissione di Valutazione appositamente istituita. A tre anni dal lancio, Italia Nostra valuta i primi impatti del progetto per capire quanto si sia riusciti a favorire la distribuzione più uniforme di turisti su tutto il territorio nazionale. Quando i progetti sono efficaci, infatti, il beneficio per le comunità locali è considerevole.

Fa scuola, in questo, il tratto della Francigena compreso tra Siena e Monteriggioni il cui esempio emblematico, tuttavia, non facilmente esportabile ovunque con i medesimi risultati. "L'antica via – affermano dall'associazione – percorre infrastrutture storicamente attestate, ma sono innumerevoli i tracciati che duplicano e spostano il percorso un po’ ovunque sul territorio nazionale, generando spesso confusione, senza ottenere i flussi turistici sperati.

Aver catalogato i percorsi ha permesso di limitare questo fenomeno definendo, una volta per tutte, i tracciati ufficiali. Processo non facile, viste le pressioni dei vari territori per essere lambiti da queste vie, soprattutto nelle aree appenniniche. L’Atlante ha lanciato anche fantasiosi percorsi culturali, slegati dalla presenza sui territori di infrastrutture viarie storiche reali. Alcuni di questi percorsi lasciano perplessi non solo gli addetti ai lavori ma anche i fruitori finali.

Per questo, forse, in alcuni casi i flussi turistici non sono stati all’altezza delle aspettative. Chi si mette in marcia vuole sentire che sta percorrendo una strada carica di storia". In Umbria, il fenomeno è particolarmente evidente attraversata com'è da tanti, forse troppi, itinerari di pellegrinaggio che uniscono siti culturale di rilievo lungo strade di scarso interesse. Nel cuore verde d'Italia si concentrano, infatti, i percorsi di ben otto pellegrinaggi dedicati a San Francesco.

Il presidente dell’Assemblea Legislativa dell’Umbria, Marco Squarta (FdI), ha proposto di incentivare l'utilizzo dei percorsi umbri, equiparando la Via di Francesco al Cammino di Santiago de Compostela, senza realizzare quanto sia complesso mantenere un reticolo capillare di viabilità ciclopedonale. "Forse – suggerisce Italia Nostra – puntare a creare legami con la viabilità storica, la Flaminia Antica e l’antica Via Amerina, potrebbe aiutare a rendere più efficaci questi percorsi.

E, al tempo stesso, valorizzare due formidabili risorse per il territorio dell’Umbria meridionale". C'è, quindi, la necessità di determinare quali percorsi siano effettivamente fruiti dagli utenti, per selezionare i progetti meritevoli di finanziamenti, individuando indicatori oggettivi, facili ed efficaci da inserire tra i criteri dell’Atlante. Mantenere aperto un pellegrinaggio stabile, sull’esempio consolidato del Cammino Real di Santiago de Compostela, richiede risorse umane ed economiche.

Spesso gravose per le comunità. Dal taglio delle piante invasive alla manutenzione di ponti, muretti e del fondo stradale, dalla cura e sostituzione della segnaletica al governo dell’accoglienza fino all'apertura dei beni culturali disseminati lungo il percorso. Per questo motivo secondo Italia Nostra sarebbe necessario selezionare i progetti meritevoli di iscrizione nell’Atlante sulla base di una realistica valutazione della fruizione affinché esista un ritorno economico.

Capace di sostenerne la manutenzione. In occasione della Primavera della Mobilità Dolce, manifestazione a cui Italia Nostra partecipa in quanto membro di A.Mo.Do., l'associazione di salvaguardia dei beni culturali, artistici e naturali propone un particolare riconoscimento di qualità all’interno dell’Atlante per quei percorsi che insistono sulla viabilità storica autentica, facilitandone la fruizione e impedendone la deviazione arbitraria.

Allo stesso tempo, Italia Nostra richiama gli organi di tutela ad istituire vincoli stringenti sui tracciati antichi, ripristinando laddove possibile quelli originari e prevedendo strumenti efficaci per difendere questa viabilità, di pari dignità di quella carrozzabile, dalla piaga delle deviazioni e interruzioni abusive. Nell'attesa che questi stimoli vengano recepiti, non resta che contemplare i percorsi, promettendo presto un ritorno su quei passi.

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