cultura

Il Presepe nel Pozzo della Cava fa subito il pieno di consensi

sabato 28 dicembre 2019
Il Presepe nel Pozzo della Cava fa subito il pieno di consensi

Ha rischiato di non essere allestito, date le ventilate volontà di concludere l’esperienza con la trentesima edizione. E, invece, il Presepe nel Pozzo della Cava 2019-2020 si conferma come uno degli eventi più amati, entrati di diritto e a ragione nell'agenda delle feste. L'allestimento di quest'anno, liberamente ispirato al Vangelo di Giuda Iscariota, ha ufficialmente aperto i battenti lunedì 23 dicembre e in questi primi giorni ha già riscosso un notevole successo.

"Davvero insperato" affermano con modestia gli organizzatori del 31° Presepe nel Pozzo, ospitato nel complesso archeologico del Pozzo della Cava, nel cuore della città vecchia. Un allestimento suggestivo che ha sorpreso tutti con una versione totalmente inusuale della narrazione della Natività. A raccontare gli eventi, infatti, è un Giuda Iscariota totalmente riabilitato, che fa mettere in discussione parecchie certezze dei numerosi visitatori: dal presunto tradimento all’ipotizzato suicidio, arrivando perfino a minare le origini dell’antisemitismo.

Non mancano, neanche quest'anno, i personaggi meccanici e animatronici a grandezza naturale, né una storia narrata lungo le grotte etrusche e medievali del complesso archeologico. Ma le novità sono parecchie, iniziando dal narratore: un inaspettato Giuda Iscariota (la cui versione “fanciullo” è una nuova realizzazione in silicone dell’artista marchigiano Andrea Giomaro) che prova a destabilizzare i visitatori su alcune certezze, dal valore del suo “tradimento” alla missione “gnostica” di Gesù, dal suo “Vangelo” alla modalità di crocifissione in voga al tempo di Cristo, dal valore del compenso a quello che è passato alla storia come il suo suicidio.

"Lo Strumento" - questo il titolo - ricorda come Giuda Iscariota, "il peggiore dei traditori", è stato lo strumento attraverso cui Gesù ha potuto manifestare la propria divinità attraverso la resurrezione. L’allestimento, realizzato con realistici personaggi animati a grandezza naturale nei sotterranei ricchi di ritrovamenti etruschi e medievali, sta riscuotendo apprezzamenti unanimi anche da parte del clero e dei numerosissimi visitatori, per nulla scandalizzati nemmeno dalla cruda scena dell’impiccagione di Giuda e della crocifissione di Gesù, rappresentata in maniera quanto mai filologica.

E' questo, inoltre, il presepio più “pirandelliano” tra quelli sin qui proposti, che non manca di lambire perfino la condizione femminile, la maternità e le origini dell’antisemitismo. E poi la colonna sonora: la laicissima “Ave Maria” di Fabrizio De André eseguita da Antonella Ruggiero, che fa da cornice ad una Natività rivelata a Giuda dopo la sua stessa morte.

Oltre al presepio visitabile dalle 9 alle 20, anche una mostra sulle monete del tempo di Gesù, con originali della Palestina del I secolo a.C. e del I secolo d.C. e le copie dai conii della Biblioteca Apostolica Vaticana. Queste ultime saranno “messe all’asta”, con offerte raccolte fino a domenica 12 gennaio e il ricavato andrà a finanziare la costruzione di un grande pozzo per acqua in Etiopia, grazie alla collaborazione con Amref. Sempre al progetto del pozzo andranno anche le offerte raccolte nel salvadanaio presente all’interno della mostra e 2 euro per ogni copia del libro “Il Pozzo e la Cava” venduta durante il periodo del presepio.