cultura

L'Antica Spezieria di Santa Maria della Scala diventa oggetto di studio internazionale

sabato 30 novembre 2019
di Davide Pompei
L'Antica Spezieria di Santa Maria della Scala diventa oggetto di studio internazionale

"Roma Hispana. Inteligencia artificial y nuevas tecnologías aplicadas al estudio, la musealización y la puesta en valor de patrimonio cultural español en Roma: la Spezieria di Santa Maria della Scala". È il titolo del prestigioso progetto che si è appena aggiudicato il Dipartimento di Economia, Ingegneria, Società e Impresa dell’Università degli Studi della Tuscia. Oltre al DEIM – referenti Claudia Pelosi e Luca Lanteri, docenti rispettivamente di Diagnostica dei Beni Culturali e Informatica Applicata ai Beni Culturali – partecipano anche istituzioni spagnole, italiane e svizzere.

A presentare l'iniziativa, finanziata dalla Generalitat Valenciana nell’ambito dei progetti AICO/2020, Maria Luisa Vázquez de Ágredos-Pascual, docente presso dl’Universidad de Valencia, e i referenti dell'Ateneo viterbese. La partnership nasce nell’ambito degli scambi Erasmus+ che legano le due università e che, nell’Anno Accademico in corso, si sono concretizzati con lo scambio degli studiosi tra i due atenei, con attività didattiche e seminariali che hanno consentito di stringere un solido rapporto sfociato nel progetto sull'Antica Spezieria di Santa Maria della Scala.

Considerata la prima vera farmacia della Capitale, quest'ultima è situata al primo piano del Convento dei Carmelitani Scalzi, annesso alla Chiesa di Santa Maria della Scala, nella Rione Trastevere. Costruito per rispondere alle necessità degli stessi frati, dediti alla coltivazione di piante medicinali, questo luogo carico di fascino divenne nel corso del tempo così importante da essere considerato punto di riferimento per cardinali, principi e per gli stessi medici dei pontefici, tanto da ottenere l’appellativo di "Farmacia dei Papi".

Al suo interno, oltre all'ambulatorio gratuito anche il laboratorio galenico (nella foto) adorno di cimeli, "frantoi originari, mortai ed alambicchi di distillazione, insieme a vasi, bilance, maioliche pregiate”. “Gli armadi riportano immagini dipinte dei padri della medicina come Ippocrate, Galeno, Avicenna, Mitridate e Andromaco. Risalente al '700 l’arredamento, le scaffalature, le vetrine e il bancone, si presentano in tutto il loro splendore passato". Nel retrobottega, un laboratorio liquoristico dell'800 ed un ambiente che fungeva da biblioteca, studio medico e magazzino.

Nello specifico, i due ricercatori dell'Università degli Studi della Tuscia coordineranno le operazioni di documentazione e diagnostica dei manufatti – grande importanza riveste il Trattato delli Semplici, un rarissimo erbario attribuito a Fra' Basilio, farmacista del '700 – e delle pitture conservati all’interno della Spezieria. Verranno applicate metodologie innovative di diagnostica tridimensionale sviluppate dai due ricercatori e dalla dottoressa Giorgia Agresti presso il Laboratorio di Diagnostica e Scienza dei Materiali del DEIM.

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