cultura

"Davanti le Grate", itinerario verso l'Infinito con il nuovo Gruppo FAI Orvieto

martedì 8 ottobre 2019
di Davide Pompei
"Davanti le Grate", itinerario verso l'Infinito con il nuovo Gruppo FAI Orvieto

Dopo due anni di assenza, a Orvieto torna il FAI. E tornano anche le Giornate FAI d'Autunno. Giunto all'ottava edizione, "il weekend dedicato alla bellezza" che schiude le porte di 700 luoghi d'Italia tra palazzi, chiese, castelli, ville di delizia e annessi giardini storici, siti archeologici, architetture industriali, botteghe artigiane e interi borghi, solitamente inaccessibili o poco valorizzati, invitando a scoprirli attraverso occhi nuovi e prospettive insolite, è quello di sabato 12 e domenica 13 ottobre.

All'opera 5.000 "Apprendisti Ciceroni" nei 140 itinerari proposti da 125 Delegazioni FAI, 94 Gruppi FAI, 94 Gruppi FAI Giovani e 2 Gruppi FAI Ponte tra Culture in 260 città, tra cui quella del Duomo, dove la precedente esperienza, avviata nel 2008 per interessamento di Ilaria Borletti Buitoni, all'epoca presidente regionale per l'Umbria, era stata bruscamente interrotta a novembre 2017, a meno di un anno dalla nascita del Gruppo FAI Giovani Orvieto, per motivi mai del tutto chiariti.

Il Fondo Ambiente Italiano riprende, in ogni caso, le sue attività sulla Rupe e nelle zone limitrofe. L'ufficializzazione si è avuta lunedì 7 ottobre al Museo Etrusco "Claudio Faina", in occasione della presentazione delle Giornate FAI d'Autunno 2019, alla presenza di alcune rappresentanze delle amministrazioni locali di riferimento sul territorio. A fare gli onori di casa, il nuovo presidente della Fondazione per il Museo "Claudio Faina", Daniele Di Loreto.

"C'è grande affinità – ha detto – nell’impegno per la valorizzazione dei beni culturali che lega il FAI alla mission della Fondazione Faina che intende qualificarsi sempre più come polo e attrattore culturale di iniziative mirate ed eventi, in un luogo che è un gioiello a disposizione della comunità e appartiene all’identità culturale della città, raccontando storie di tradizione e bellezza. Dopo le visioni etrusche di Mario Schifano, a giorni ospiteremo 40 ceramiche di Giuliano Baglioni".

Dal canto suo, Roberta Tardani, nella duplice veste di sindaco e assessore alla cultura, ha parlato della straordinaria ricchezza ed importanza del patrimonio storico, artistico e culturale, anche nascosto, della città. "Un patrimonio – ha sottolineato – che necessita di collaborazione e capacità di riconnettersi tra vari enti, lasciando da parte le frizioni, nel nome della promozione culturale allo scopo di favorire un rinnovato sviluppo che passi attraverso la valorizzazione dei suoi beni".

Nel condividere il concetto di osmosi e l’orientamento espresso, anche la presidente regionale del FAI Umbria, Nives Maria Tei Coaccioli si è detta "felice di riprendere le attività sul territorio". "In questo periodo di tempo – ha aggiunto – ho ricevuto tante sollecitazioni e mi sono adoperata con grande impegno affinché questo si realizzasse. Oggi questa attività riprende con persone fattive, concrete, motivate, con uno sconfinato amore per la città e il territorio".

Nel ringraziare il precedente Gruppo FAI per il lavoro svolto e augurare buon lavoro al nuovo, la presidente ha evidenziato l’impegno che serve per favorire la conoscenza e la valorizzazione del patrimonio culturale e ambientale. Auspicando la massima collaborazione con amministrazioni locali e istituzioni culturali ha poi ricordato l’attenzione, fin dal 1975, del FAI – che in Umbria conta 2.200 iscritti, oltre la media nazionale – a tematiche attuali come quelle legate all'ambiente.

"C'è una gioventù silenziosa – ha osservato – attenta, sensibile, colta e interessata a prestare la propria opera. Vogliamo collaborare con queste sentinelle dei territori. I volontari sono piccoli mecenati che donano il loro tempo, e non solo, e si impegnano a preservare un patrimonio di cui tutti possono godere. C'è bisogno della collaborazione di tutti anche nell'opera di ripristino. Un progetto riguarda il restauro del paesaggio, elemento che rende unico il nostro Paese".

Alla guida del nuovo Gruppo FAI Orvieto, al momento composto da Giovanna Bandinu, Roberta Grispoldi, Gianfilippo Profili e Francesca Utro, l'architetto Roberta Mattioni, già membro del CdA dell'Associazione TeMa. "Siamo in rodaggio – ha detto – ma confidiamo che il numero dei volontari cresca per dare corpo ai tanti progetti. Iniziamo con 'Davanti le Grate', un percorso attraverso due chiese, esempio del Barocco, in posizione anulare rispetto alla città.

Una narrazione architettonica, artistica, storica nonché sociale e culturale tra passato e presente". Nell'idea che le grate non tolgano la libertà, ma ne siano il volano, come la siepe de "L'Infinito" di Giacomo Leopardi a cui è dedicata l'edizione 2019 delle Giornate FAI d'Autunno. Per questo, nel corso degli itinerari di visita effettuati, anche in inglese, dagli studenti del Liceo Scientifico "Ettore Majorana", formati dai docenti ed entrati in contatto con le comunità monastiche di clausura che attualmente abitano i conventi, sarà visitabile anche il coro claustrale, normalmente non accessibile al pubblico.

Porte aperte, dunque, in entrambe le giornate dalle 10 alle 17, alla Chiesa del Buon Gesù (XVI secolo), annessa all'omonimo Monastero delle Clarisse in Via Ghibellina, 4. È lungo la trabeazione, al cui interno si alternano raffinate decorazioni a stucco, che si vedono le grate dalle quali le monache seguivano la liturgia. E visite anche lungo Via Soliana, alla Chiesa di San Bernardino, attigua a Palazzo Crispo Marsciano, che, costruita fra il 1657 e il 1666 e consacrata nel 1739, si caratterizza per un insolito interno ad aula unica a pianta ellittica.

Dal presidente del Consiglio Comunale, Umberto Garbini, infine, è giunta una testimonianza diretta su quanto sia positiva e formativa per i giovani l’esperienza degli "Apprendisti Ciceroni". Gradito fuori programma, che ha sigillato la ripartenza, la spiegazione del "Cippo a testa di Guerriero", proveniente dalla Necropoli di Crocifisso del Tufo (530 – 520 a.C.), una delle 150 opere che raccontano la storia d’Italia, presente fra le tante esposte nella sezione del Museo Civico, a cura di Giuseppe Maria Della Fina, direttore scientifico della Fondazione per il Museo "Claudio Faina".

Per ulteriori informazioni:
www.giornatefai.it

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