cultura

"La Bussola della Storia. Il passato che diventa realtà pensata del presente"

sabato 9 marzo 2019
"La Bussola della Storia. Il passato che diventa realtà pensata del presente"

Si rinnova e si amplia il percorso di storia dell'Università delle Tre Età di Orvieto. In arrivo, nella Sala Incontri "Maria Teresa Santoro" della sede di Palazzo Simoncelli e all'Auditorium di Palazzo Coelli, sede della Fondazione Cassa di Risparmio di Orvieto, altre quattro tappe che vanno sotto il nome di "La Bussola della Storia. Il passato che diventa realtà pensata del presente" nel corso delle quali saranno trattate altrettante questioni che spaziano dall'Età Medievale alla contemporaneità. In cattedra, il professor Franco Raimondo Barbabella convinto che la conoscenza storica sia resa sempre più marginale nel percorso scolastico e continui ad essere scarsamente praticata nel dibattito pubblico.

"Eppure - osserva - mai come oggi, se non conosciamo il passato, ci è preclusa la possibilità di conoscere le ragioni e i possibili esiti degli accadimenti che si svolgono sotto i nostri occhi, e che ci appassionano o ci angosciano, a seconda dei casi o nello stesso tempo. In sostanza, trascurare la storia significa rinunciare ad una interpretazione razionale della realtà ed affidarsi a spiegazioni superficiali, improvvisate ed interessate". Rivisitazione del passato, dunque, per riflettere sul presente come esercizio utile a tutte le età.

Studiare la storia per un approccio più consapevole alla realtà. Nell’attualità, la conoscenza può aiutare a far dialogare le diversità?
"La realtà è necessariamente diversità e cambiamento. Le riduzioni ad unità sono costruzioni razionali astratte spesso frutto di desideri, ideologie con cui si vorrebbe che il mondo diventasse come conviene a noi. Ma il mondo appunto è un’altra cosa. La conoscenza storica evita dunque di pensare che esistiamo solo noi e che le nostre convinzioni sono quelle assolutamente giuste. Anche gli altri hanno radici e storia. Non solo, ma nel tempo (la storia è il tempo che scorre) le diverse storie spesso si sono pacificamente incrociate. La conoscenza favorisce il dialogo ma perché dialogo ci sia ci vuole mente aperta e disponibilità".

L’Europa come rimedio di una pace conquistata in un rapporto conflittuale tra vincitori e vinti. Può essere oggi anche strumento di sviluppo per il territorio?
"L’Europa è la dimensione che oggi dà senso alla politica in qualunque parte di essa ci si trovi ad agire. Il mondo tende ad essere organizzato per grandi aree di aggregazione e sarà sempre più dominato da soggetti politici in grado di elaborare e gestire strategie geopolitiche globali. Oggi sono USA, Russia e Cina; domani magari saranno anche altri, oltre a India, Brasile e Sud Africa. Perciò il neonazionalismo che si chiama sovranismo è l’inganno con cui al momento da diverse parti si cerca di lucrare consenso. Lo sforzo che si deve fare a livello locale è di respingere le tentazioni particolaristiche, ragionare per progetti territoriali di largo respiro, puntare sull’idea delle macroregioni e agganciarsi ad un’Europa riformata che favorisca appunto lo sviluppo territoriale di larga scala. Questa è un’idea per cui vale la pena spendersi. Invece la chiusura nelle piccole e piccolissime patrie, oltre ad essere irrealistica e vocata alla povertà, è anche fonte di cecità e tristezza".

Di seguito, il calendario degli incontri:

- lunedì 11 marzo, ore 17.30-19:"L’idea di patria dal Medioevo all'Età Moderna fino all’esito nazionalista"
- lunedì 25 marzo, ore 17.30-19: "Trionfo e crisi del Liberalismo ottocentesco. Il lascito velenoso del Novecento"
- lunedì 8 aprile, ore 17.30-19: "La vicenda della Repubblica di Weimar: come la democrazia può uccidere se stessa”
- lunedì 29 aprile, ore 16-17.30: "L’Europa come antidoto agli egoismi nazionali e alla guerra: un'idea morta o più viva che mai?". Quest’ultimo incontro sarà un dialogo a tre voci; insieme a  Franco Raimondo Barbabella parteciperanno Giovanni Codovini, docente di storia e saggista, e Marco Sciarrini, storico.

Per ulteriori informazioni:
338.7323884 - uni3-orvieto@alice.it

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