cultura

Dalle cattedrali romaniche alla Casa dei Simboli di Bonaria, la pittrice pastora

martedì 12 febbraio 2019
di Davide Pompei
Dalle cattedrali romaniche alla Casa dei Simboli di Bonaria, la pittrice pastora

Mille quadri, mosaici, dipinti murali e tele a olio, oltre alle poesie. È tutto lì alle pareti di quella Casa Museo che raccoglie anche abiti ed arazzi che lei stessa ha tessuto. Un'affascinante dimora privata che, a novembre 2015, il Ministero dei Beni Culturali ha decretato studio d'artista di interesse particolarmente importante, apponendo quel vincolo che lo rende inamovibile dall'appartamento in cui si trova.

La Casa dei Simboli, da poco aperta alle visite, è lo spazio di vita di Bonaria Carmela Manca, talentuosa artista 94enne, di origini sarde. Ed è anche una delle mete più suggestive del nuovo itinerario proposto da Anna Rita Properzi, guida turistica e guida ambientale escursionistica professionale iscritta al Registro Italiano Aigae, per sabato 16 febbraio alle 15 e domenica 17 febbraio alle 9.30.

In entrambi i casi, la visita muove dalla Basilica di San Pietro, costruita nell'XI secolo sull'omonimo colle già probabile sede dell'acropoli etrusca. Il fronte della chiesa si affaccia su uno spiazzo erboso tra il Palazzo dei Canonici e le tre possenti torri di difesa rimaste, mentre l'altissima abside si staglia verso il vicino centro abitato. Alle pendici, la Basilica di Santa Maria Maggiore.

Nominata per la prima volta nell'852 in una bolla di Papa Leone IV al vescovo di Tuscania Urbano, a testimonianza dell'importanza strategica dell'area, fu consacrata nel 1206 ed è considerata la prima cattedrale della città. Il cuore più antico di quest'ultima è dominato dai ruderi del Rivellino, l'antico Palazzo Comunale.

Immancabile, la vista panoramica dal Parco Torre di Lavello, creato sulle mura urbiche dove un tempo si trovavano orti e giardini. Patria di artisti e poeti sedotti dai colori e simboli di questa terra, Tuscania fu un fiorente centro etrusco interno, sviluppatosi grazie alla posizione su un importante nodo viario. In epoca romana e medievale, a determinare la sua ricchezza, fu la Via Clodia.

Il percorso della strada consolare costituisce, ancora oggi, una delle tappe più interessanti in termini di ricchezze naturalistiche ed urgenze archeologiche. Profondamente ferita dal terremoto nel 1971 e poi ricostruita, la città negli anni è tornata agli antichi splendori. Le sue suggestioni non potevano certo lasciare indifferente una donna anticonvenzionale e sensibile come la pastora, pittrice e poetessa.

Così come si sedimenteranno in chi sceglierà di compiere questo originale percorso attraverso i simboli dell'arte, con una pausa caffè sufficiente ad ammirare la Valle del Marta, dove sorge il grande casale. Qui dal 1981 Bonaria sperimenta la pittura ad olio e il mosaico, riempiendo con il tempo la sua casa di opere dai colori brillanti in cui intreccia ricordi e visioni.

Dal 1997 dipinge con oli e gessetti le pareti e i soffitti dell'intero Primo Piano, rappresentando scorci di vita agreste, figure totemiche e scene bibliche, curando minuziosamente anche l’allestimento di alcune stanze in cui presenta i dipinti e i mosaici che ritiene più significativi. Un luogo da tutelare, al centro anche del progetto di crowdfunding e di  "La pastorella dalle perle in bocca", una fiaba ispirata alla sua vita e alle sue opere che sarà in libreria da aprile.

Il costo per partecipare è di 15 euro e comprende la visita guidata della durata complessiva di circa tre ore alle cattedrali romaniche e un contributo d'ingresso alla Casa Museo. Gratuito, fino a 14 anni. Parcheggio in prossimità della Basilica di San Pietro o, lungo la Via Clodia, nei pressi del Cichi's RistoBistrot.

Per ulteriori informazioni e prenotazioni (entro venerdì 15 febbraio):
333.4912669 – annaritaproperzi@gmail.com

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