cultura

Omaggio a Franco Zeffirelli a 50 anni dalla realizzazione di "Romeo e Giulietta"

lunedì 31 dicembre 2018
di Davide Pompei
Omaggio a Franco Zeffirelli a 50 anni dalla realizzazione di "Romeo e Giulietta"

Di Verona, la città in cui William Shakespeare ambientò una delle sue tragedie più riuscite e più rappresentate, c'è solo una panoramica sul centro storico e sulla grande ansa dell'Adige che vi gira intorno. Persino il balcone è quello del Palazzo Borghese di Artena, a un'ora da Roma. Eccezion fatta per qualche scena girata a Montagnana, nel Padovano, la gran parte delle riprese di "Romeo e Giulietta" nel 1968 portarono Leonard Whiting e l'ancora minorenne Olivia Hussey tra Toscana, Umbria e Lazio.

Rispettivamente a Pienza, nel cortile e negli interni di Palazzo Piccolomini, set per tutte le scene (compresa quella della festa) in casa Capuleti e per il primo incontro tra i due innamorati, e nella piazza principale dove Romeo e compagni si ritrovano per recarsi al ballo in maschera. E ancora nel centro storico di Gubbio, cornice per il duello di spade, non il solo in realtà, tra Mercuzio e Tebaldo, per il dialogo tra Mercuzio e Benvolio dalla Loggetta del Palazzo dei Consoli e gli scorci di vita cortese a Palazzo Ducale. Oltre che nel 1972 per "Fratello Sole, Sorella Luna".

Fino a Tuscania, con la Basilica di San Pietro dove è celebrato il matrimonio e nella cripta dove è ambientata la scena finale sulla tomba di famiglia di Giulietta. Nell'anno in cui l'acclamata pellicola traguarda il mezzo secolo, le tre amministrazioni comunali hanno lavorato in sinergia con il Museo Zeffirelli di Firenze – qui, è conservata la memoria artistica del regista e oltre 250 opere tra bozzetti di scena, disegni e figurini – per mettere a punto un percorso condiviso che celebrasse la ricorrenza e valorizzasse i luoghi promossi a location del film insignito di due Oscar.

Per i costumi di Danilo Donati, oggi proprietà della Fondazione Cerratelli, e per la fotografia di Pasqualino De Santis. Sono proprio scatti fotografici con le immagini originali del film quelli che danno forma alla mostra "Omaggio a Franco Zeffirelli a 50 anni dalla realizzazione di Romeo e Giulietta" allestita nel Foyer del Teatro Comunale “Il Rivellino Veriano Luchetti” di Tuscania, con il supporto di Regione, Pro Loco e Assotuscania, inaugurata sabato 22 dicembre visitabile ancora per l'intera giornata di lunedì 31 dicembre.

Unico il logo come sintesi di una progettualità che prosegue. Tre le città collegate anche da un tour come "Via dell'Amore". E tre anche le mostre. Quella allestita al Palazzo Piccolomini di Pienza, visitabile fino a domenica 6 gennaio, prende in prestito il titolo della canzone "What is a youth?", con musica di Nino Rota e testo di Elsa Morante, poi tradotta nel film girato in inglese con "Ai giochi addio". Stessa scadenza temporale per visitare ad ingresso libero la mostra "Così, con un bacio, io muoio", allestita a Gubbio nella Chiesa di Santa Maria dei Laici detta "dei Bianchi".

Per quanto riguarda Tuscania, infine, la storia d'amore per definizione legata all'eterna contrapposizione tra Montecchi e Capuleti, non è in realtà l'unica pellicola ambientata nella basilica romanica. Due anni prima, infatti, Mario Monicelli girò qui alcune scene de "L'Armata Brancaleone" e ci tornò nel 1970 per "Brancaleone alle Crociate". Doppia anche la presenza di Pier Paolo Pasolini, nel 1964 per "Il Vangelo secondo Matteo" e nel 1966 per "Uccellacci e Uccellini".

Prima di lui nel 1952 fu la volta di Orson Welles e il suo "Otello", nel 1958 Sergio Grieco con "Pia de' Tolomei", nel 1966 Sergio Corbucci con "L'uomo che ride" e ancora "Vergine, e di nome Maria" di Sergio Nasca nel 1975, "Nostalghia" di Andrej Tarkovskij nel 1983, "Francesco" di Liliana Cavani nel 1989 fino a "Il giorno, la notte. Poi l'alba" di Paolo Bianchini nel 2007. Il finale di "Lady Hawke" (1985) di Richard Donner è, invece, una ricostruzione realizzata a Cinecittà, riconoscibile da alcuni particolari.

Per ulteriori informazioni:
0761.4454250

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