cultura

Il fascino nascosto di "Bagnoregio Underground". Conferenza e mostra a Palazzo Alemanni

venerdì 16 dicembre 2016
di Davide Pompei
Il fascino nascosto di "Bagnoregio Underground". Conferenza e mostra a Palazzo Alemanni

Pozzi, cisterne e acquedotti, per approvvigionarsi d’acqua. Cave e miniere, per estrarre minerali. Trafori stradali e camminamenti, per spostarsi agevolmente da un versante ad un altro. Magazzini e cantine, per conservare i beni. Stalle e colombaie, per allevare gli animali. E ancora: abitazioni rupestri, per ripararsi dalle intemperie. Botteghe e luoghi di produzione, per lavorare. Butti, per smaltire le immondizie. Tombe, per seppellire i morti. Edicole ed oratori, per adempiere al sacro.

In due millenni, nel territorio, sono stati scavati ipogei di ogni tipo e dimensione, adibiti a tutte le necessità della vita umana. L'occasione per approfondire storia e caratteristiche arriva in occasione della conferenza "Bagnoregio Underground" in programma per sabato 17 dicembre alle 10.30 all'Auditorium "Vittorio Taborra". Ai saluti istituzionali del sindaco Francesco Bigiotti e del funzionario della Soprintendenza Maria Letizia Arancio, seguono cinque interventi.

Quelli di Tommaso Ponziani, direttore del Museo Geologico e delle Frane, che illustrerà la mission del museo. Nel merito dello stretto legame tra geologia e ipogei entrerà il responsabile scientifico del museo Giovanni Maria Di Buduo. I più importanti ipogei nel Comune di Bagnoregio saranno passati in rassegna dall'archeologo indipendente Valerio Chiaraluce. Ai colleghi Alessio De Vincentiis e Riccardo Tardioli, il focus sui sistemi idraulici e impianti produttivi fra III secolo avanti Cristo e I dopo Cristo. Al termine – orientativamente un paio d'ore dopo – è previsto il trasferimento a Civita di Bagnoregio per l'inaugurazione dell'omonimo allestimento che porta in mostra a Palazzo Alemanni reperti dell’insediamento di epoca romana di Passeano, appena restaurati.

L'evento è organizzato dal Museo Geologico e delle Frane e dall'Associazione Geo Teverina, con il patrocinio del Comune di Bagnoregio e della Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per l'area metropolitana di Roma, la provincia di Viterbo e l'Etruria meridionale. La mostra sarà visitabile ad ingresso gratuito – con possibilità di visite guidate su prenotazione – fino a domenica 28 maggio, nelle giornate di venerdì, sabato e domenica con orario 10-17.

"Sin dalla preistoria – anticipano gli organizzatori – gli uomini hanno popolato le pendici dell’antico Distretto Vulcanico Vulsino sfruttando la fertilità dei suoli per l’agricoltura e occupando le rupi con insediamenti naturalmente difesi dai ripidi costoni tufacei. La ricchezza geologica del luogo forniva materiali adatti ad un una estrema varietà di utilizzi: argilla per la fabbricazione dei laterizi, travertino per la produzione della calce, basalto da utilizzare come pietra da costruzione e rocce piroclastiche che potevano essere frantumate per ottenere inerti da adoperare nelle malte (pozzolana), lavorate in blocchi o in forme più complesse, o ancora scavate per ottenere ambienti sotterranei. La facilità e l’economicità con cui potevano essere scavati ambienti nel sottosuolo e in particolare lungo i versanti delle rupi, estraendo allo stesso tempo materiali utili per edificare strutture in superficie, ha fatto si che tale pratica divenisse caratteristica dell’architettura della zona".

Per ulteriori informazioni:
328.6657205 – info@museogeologicoedellefrane.it 

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