cultura

Nuova luce sul Gualterio, restaurate ed esposte due bandiere storiche

martedì 9 giugno 2015
di Davide Pompei
Nuova luce sul Gualterio, restaurate ed esposte due bandiere storiche

"Il più bel palazzo della seconda metà del cinquecento orvietano", secondo Perali. "La più bella opera dello Scalza (...) la cui eccellenza ed equilibrio non saranno più raggiunti ad Orvieto" per Bonelli. Incastonato com'è nel cuore del centro storico, Palazzo Clementini assomiglia a uno scrigno. Custodisce i ricordi di intere generazioni di studenti. Tanti film visti dai cittadini all'Arena Cornelio, nelle sere d'estate, con le guglie del Duomo a reclamare attenzione rispetto alle pellicole. Ma anche tesori nascosti.

L'ultimo, venuto alla luce in occasione dei recenti lavori di restauro a cui è stato sottoposto l'edificio. Si tratta di una bandiera storica, recante le insegne di Casa Savoia. Il tessuto, piuttosto lacerato, è stato sottoposto ad un intervento di recupero ad opera delle sarte del corteo storico Giancarla Della Volpe ed Alessandra Roticiani e collocato in una grande teca in legno chiaro e vetro realizzata per l'occasione con l'inconfondibile sobria eleganza della Bottega Michelangeli.

All'interno del manufatto artigianale, posizionato sulla parete di destra dell'androne del palazzo di Piazza Ippolito Scalza, è conservata anche una parte dell'asta. Quella restante, è rimasta nell'astuccio di ciliegio. Ripulita e stirata, la bandiera risalente al "Ginnasio Pareggiato" e datata 1894 è stata così destinata a nuova dimora che le restituisce dignità e prestigio.

L'avvenuto ritrovamento, in realtà, non è il solo. Contestualmente, è stata, infatti, rinvenuta anche un'altra bandiera più piccola appartenente al periodo del Regio Liceo Ginnasio. Quest'ultima, messa sotto vetro, sarà collocata sopra il camino in pietra, nell'attuale aula magna, nei locali che una volta erano occupati dalla biblioteca "Luigi Fumi". Essendo stata esposta, la pioggia ha finito per macchiare alcuni colori ma conserva ancora inalterati fascino e coccarda originale.

Il disvelamento di entrambe è avvenuto lunedì 8 giugno, a margine dell'annunciato incontro "Nuove note sul liceo classico...e musica", tenutosi al Palazzo dei Congressi e promosso dall'Istituto d'Istruzione Superiore Artistica Classica e Professionale d'intesa con l'associazione "Ex Alunni del Liceo Classico F. A Gualterio", nata nel 2008 e oggi presieduta da Fausto Vergari.

"La decisione di collocarla in luogo così visibile come l'androne – ha spiegato – risponde all'idea che la bandiera è di per sé un simbolo, intorno al quale si stringono tutti coloro che condividono un'appartenenza, un cammino, una storia. La storia dà autorevolezza a un luogo e valore a un'istituzione". "Quello di oggi – ha convenuto Maria Paola Bonatiè un evento importante che rafforza le radici della nostra identità di ex studenti, studenti e cittadini".

L'appuntamento – allietato dal pianoforte di Leonardo Gialletti – è servito, infatti, anche a rileggere un pezzo di storia cittadina, attraverso la storia di quella che è la scuola più antica di Orvieto. "Senza intenti celebrativi – ha sottolineato Alessandro Vignoli, portando i saluti dell'amministrazione comunale – si rende onore al luogo che, storicamente, ha rappresentato la culla della cultura orvietana".

Le tappe salienti della cronistoria del liceo-ginnasio Gualterio, a partire dalla sua istituzione nel 1860, la sua fondazione nel 1875, il passaggio a ginnasio pareggiato fino all'intitolazione avvenuta nel 1931-32 per volontà del collegio docenti di allora, sono state ripercorse da Roberta Galli, il cui lavoro si è basato su ricerche d'archivio e le poche fonti edite a disposizione. Solo di recente, ad esempio, si è appreso che il nome originario era quello di "Cornelio Tacito" e che gli allievi si recavano ad Assisi, Spoleto, Perugia e Terni per sostenere gli esami di Stato da "privatisti". È nel 1944-45, invece, che il Regio Liceo Ginnasio si trasforma in statale.

Nei dettagli del Liceo Classico e Palazzo Clementini è entrata Fioralba Salani. "È nel 1912 – ha spiegato – che il Comune acquista Palazzo Clementini dal Conte Adriano Bennicelli per 13.500 lire per adattarlo a sede delle Scuole Secondarie. Lo slancio generoso ed il senso civico di un comitato di cittadini che negli anni Trenta si tassano per completare il restauro della facciata consentono di chiudere la lunga vicenda di Palazzo Clementini, iniziata nel 1567, interrotta solo due anni dopo, lasciata incompiuta specialmente nel grande fronte sulla piazza, la cui architettura restava, allora, solo intuibile".

"Non tutti gli studenti che frequentano questa scuola – ha osservato la dirigente scolastica Gabriella Struzzihanno adeguata consapevolezza del luogo, carico di storia, in cui trascorrono il proprio tempo. Il pregevole lavoro di recupero della memoria, offerto con professionalità e passione, consente di apprezzarlo. Senza conoscenza, non apprezziamo. I ragazzi per primi dovrebbero sforzarsi a cogliere ciò che è minuzioso, come il latino e il greco".

A margine dei lavori, il saluto dell'ex dirigente scolastico Donato Catamo. "Si è sempre evitato di intervenire – ha detto – per non creare problemi ai reperti etruschi di cui è ricco il sottosuolo dell'edificio. Averlo risparmiato è stata un'opera culturale di rispetto. Osservare la piazza in cinque momenti diversi della giornata è qualcosa di unico. La luce della mattina dona plasticità diffusa, quella del pomeriggio illumina ed è illuminante. E la sera, perché non farci un concerto?".

Per il momento, nella serata di martedì 9 giugno, il cortile del liceo tornerà ad ospitare la tradizionale "Festa di Fine Anno" che da sempre costituisce un momento di incontro tra tutti coloro che di lì sono transitati. In quella stessa occasione, sarà possibile anche rinnovare la tessera 2015 o iscriversi all'associazione "Ex Alunni del Liceo Classico F.A. Gualterio" per sostenere le attività culturali che verranno.

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