cultura

La bellezza come leva. "Scopriamo il Duomo di Orvieto con Maurizio".

sabato 7 dicembre 2013
di Davide Pompei
La bellezza come leva. "Scopriamo il Duomo di Orvieto con Maurizio".

Non solo un automa grigio-verde, erede di una lunga stirpe di battitori bronzei di campane. Ma da oggi anche il protagonista-narratore di una fiaba a colori, che punta a trasmettere il valore dell'arte e della bellezza alle nuove generazioni. È ai più piccoli, infatti, che è rivolta la guida "Scopriamo il Duomo di Orvieto con Maurizio", lo strumento didattico realizzato dall'Opera del Duomo con il contributo della Regione dell'Umbria e la collaborazione dell'Istituto d'istruzione superiore artistica classica e professionale di Orvieto. A guidarli all'interno della cattedrale, e ancora prima, tra le pagine della storia che ha portato alla realizzazione della facciata, è proprio Maurizio che sceso dalla sua torre, lontano dagli ingranaggi, conduce per mano i lettori lungo la piazza delle Meraviglie. Dove, accanto alla solenne cattedrale dedicata a Santa Maria Assunta, si affacciano i palazzi papali, il palazzo vescovile, il palazzo dell'Opera del Duomo e le case dei canonici.

Compreso, quindi, lo stesso Palazzo Soliano che sabato 7 dicembre ha ospitato l'annunciata presentazione del volume curato da Laura Andreani e Alessandra Cannistrà con illustrazioni di Martina Congiu per i tipi di Palombi Editori, moderata dal presidente dell'Opera del Duomo di Orvieto Francesco Venturi e terminata con la visita alla torre del Maurizio. "Quando arrivate davanti alla facciata del Duomo di Orvieto - scrive Susanna Tamaro nella presentazione del libro - rendetevi conto di una cosa. Che tutta quella meraviglia davanti a voi è stata fatta senza tecnologia, senza computer, senza motori. Tutto è frutto soltanto della pazienza, dell'abilità, della passione dell'uomo".

E da qui è partita anche la riflessione di monsignor Benedetto Tuzia, vescovo della Diocesi di Orvieto-Todi. "Susanna Tamaro - ha detto - si chiede se saremo ancora capaci di immaginare opere destinate a durare nei secoli. L'immagine è quella di un cantiere dove si costruisce, si custodisce, si scopre. Noi tutti, però, soprattutto i giovani, siamo un cantiere con turni di lavoro e necessità. Dentro ognuno di noi, batte un Maurizio impegnato a costruire. La metafora del cantiere non riguarda solo la vita personale, ma anche quella di una città e di una comunità che sta costruendo se stessa. Saremo capaci di custodire le cose tramandateci? Ma soprattutto sapremo realizzare cose altrettanto meravigliose? Anche noi, siamo chiamati a lasciare qualcosa. Viviamo tempi un po' opachi, volgari non solo nei linguaggi ma anche nelle vite. Da questa bellezza che ci circonda, le nostre vite possono avere uno stimolo e superare i livelli di volgarità da cui siamo quotidianamente condizionati. C'è in noi questa libertà di farlo? Siamo custodi ma anche fruitori della bellezza. E il duomo, in questo senso, per anni cantiere di artisti e artigiani è custode del bello e ci chiama a dare una porta a un cantiere più grande, quello della vita".

Dal presidente del consiglio comunale Marco Frizza è giunto l'invito a dare linfa al seme della curiosità per conoscere la città che si abita. "Il Duomo - ha detto - rappresenta la massima espressione del nostro artigianato. Quelli che oggi noi chiamiamo artisti erano gli artigiani di un tempo. Orvieto è di tutti, ma ognuno porta il suo contributo. Abbiamo un capitale che è la nostra storia, per questo è opportuno conoscerla e rispettarla per andare avanti". Anche attraverso un libro per ragazzi.

"Un libro - ha spiegato l'editore Francesco Palombi - nato da un ottimo gioco di squadra, sia da parte di chi ha scritto i testi che di chi ha realizzato i disegni, per dare forma al concetto della bellezza della scoperta, legata alla curiosità di conoscere la realtà circostante, in questo caso un emblema come il Duomo di Orvieto, tramite l'artificio letterario della figura di un altro protagonista, Maurizio. Alla fine del libro, inoltre, è stato volutamente inserito un glossario per approfondire i termini utili a questo viaggio che tuttavia possono risultare ostici a un pubblico giovane. Questo strumento didattico attende ora di essere tradotto in inglese e tedesco, ma sicuramente colma un vuoto nel mondo dell'editoria per ragazzi".

"Approfitto della presenza del vescovo e del presidente del consiglio comunale - ha aggiunto il dirigente scolastico Mario Gaudino - per ricordare una situazione paradossale che interessa il liceo artistico di questa città. Oltre all'annoso problema della sede, ci troviamo infatti di fronte a un impoverimento nell'organico. In un liceo artistico è importante per i ragazzi essere a contatto con artisti, dando continuità ai progetti di collaborazione che da tempo questa scuola porta avanti con soggetti esterni come la realizzazione della vetrata per il palazzo dell'Opera del Duomo". Di qui, l'invito ai rappresentanti di Provincia, Comune e Curia a partecipare con i ragazzi all'assemblea d'istituto in programma per sabato 21 dicembre. E poi, la gratificazione per l'ex allieva del liceo artistico Martina Congiu, che ad Orvieto ha realizzato anche l'affresco situato all'ingresso di Palazzo Crispo Marsciano, in piazza Marconi, sede della Tenenza della Guardia di Finanza.

Alla presentazione del volume ha fatto seguito, infine, la proiezione del filmato "Ariologium de Muricio" realizzato da Giusi Testa, Massimo Achili, Raffaele Davanzo e Luciano Marchetti in occasione del restauro dell'automa del Maurizio. "Un video rimasterizzato da Fausto Pacifici - ha sottolineato Alessandra Cannistrà - che ben ripercorre la storia della torre, del suo orologio e dei costruttori della cattedrale. Insieme alla guida, affidiamo ai giovani il sogno di una città, sostenuta dal desiderio di essere rappresentata nella maniera più grande e bella possibile".

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