cultura

L'introduzione a "e Io sono una Rosa"

lunedì 22 luglio 2013
di Laura Ricci

L'amorosa costrizione

Spesso, in chi scrive versi e ha la fortuna di conoscere qualche lingua almeno quanto basta per leggere e gustare poesia in versione originale, si fa avanti a un dato momento la tentazione di cimentarsi nella rischiosa impresa del tradurre. Pur sapendo, ancor prima di iniziare, che il proprio mettersi a servizio del testo non potrà mai rendere, di quel testo, la meravigliosa e unitaria perfezione. Voler fare mediazione linguistica, specie nella poesia, richiede sempre un atto di umiltà: sappiamo che per quanta cura e per quanto amore metteremo nell'impegno, produrremo comunque una diminutio.
Perché dunque arrischiarsi a una tale impresa? Perché misurarsi, da poeti o poete, con le grandi voci che ci hanno preceduto, avvinto, ammaestrato? Talmente immense, oltretutto, da incutere un religioso timore.
Per amore di quelle voci e della materia, indubbiamente, di quel ritmo e di quella musica - armonica o disarmonica, piana o sincopata - che al di là del messaggio ne hanno fatto poesia. E, nel mio caso, per quell'attitudine che ho recentemente definito come "poetica dell'amorosa costrizione", una scelta che sottende la mia scrittura anche quando si esplica in prosa.
Il concetto è nato all'interno del mio recente lavoro narrativo, Dodecapoli (LietoColle 2010), dove l'amorosa costrizione è data dalle piazze e dalle architetture alle quali ho coniugato le storie e l'interiorità delle protagoniste dei dodici racconti del libro. "Nulla nel mio lavoro di scrittura nasce o procede a caso - scrivevo allora - come nella ricerca rigorosa e amorosa della mistica è nella costrizione che la parola cerca la strada". Perché se ha una qualche ambizione creativa, la scrittura, è libertà o addirittura infrazione, ma ragionata. Lo insegna, per fare un esempio fra tutti, la perfetta meraviglia formale dei sonetti di Arthur Rimbaud.

Anche la traduzione è una costrizione amorosa. E se in Dodecapoli a segnare la strada erano le architetture e gli spazi, in questo lavoro a costringere gentilmente sono state le rose e, con loro, la struttura formale in cui, da alcune grandi voci poetiche, sono state racchiuse.
Perché ho scelto "la rosa" non occorre spiegarlo. Emerge, in molti e diversi petali, dal percorso di lettura di questo piccolo libro: vanitas talmente potente, "la rosa", da aver rovesciato nel suo opposto, in quanto segno, la simbologia di cui è stata, nei secoli, caricata. Mi sono affidata, per sostanziare la loro grazia, al giardino di Walter Branchi, rodologo gentile e nella sua ricerca lietamente rigoroso che, delle rose, sente da sempre la voce e la musica.
In amorosa costrizione, osservando e annusando le sue specie, come nel balzo metamorfico di Emily Dickinson ho voluto trasformare ogni poesia in una rosa. E nell'epoca in cui tutto può essere infranto e permesso, in cui anche la parola rimbomba e risuona nella più ampia, talvolta perniciosa "libera" approssimazione - etica, comunicativa, stilistica - ho voluto rispettare, dei componimenti scelti, non tanto e non solo il senso, quanto la loro stessa costrizione amorosa: la forma, il ritmo, la rima, la musica.
Non è stata impresa facile. A sorreggermi ho avuto dalla mia una buona dose di ostinazione, l'incrollabile fiducia nella tacita attesa e nei molti, fertili rivoli di parola che affiorano da quel fare silenzio e vuoto. A guidarmi sono state le rose: quelle di Walter Branchi, che ringrazio per le sue foto d'archivio e per i preziosi consigli; e quelle dei poeti e delle poete che, nei secoli, della marcescibile/immarcescibile rosa hanno cantato e scritto.


Questa notizia è correlata a:

"e Io sono una Rosa". Rose immortali scelte e tradotte da Laura Ricci. Respirano nel giardino di Walter Branchi

Commenta su Facebook

Accadeva il 23 ottobre

Poker dell'Orvietana sul campo del Lama

Blocco Studentesco, sit-in contro "l'ostruzionismo della dirigenza al liceo Gualterio"

Unitus, via al Master "Crisis" su investigazioni e sicurezza

Gitana

Orvieto FC: vincono le ragazze del calcio a 5, sconfitta la prima squadra

Gnagnarini: "Auspico che Palazzo dei Sette torni ad ospitare i sette saggi"

Parcheggi in Piazza Duomo negati alle famiglie dei cresimandi di Fabro. Olimpieri (IeT): "Perchè?"

Un'autoambulanza per i cittadini. "La Locomotiva" chiede il supporto delle associazioni

Donato un servizio di ceramiche all'istituto alberghiero di Amatrice

"Metti via quel cellulare", a casa Cazzullo un confronto tra generazioni

Tornano "I Giorni dell'Olio Nuovo". Anteprima, "I segreti dell'ulivo. Dalla coltivazione alla raccolta"

"Rifiuti tossici, le dichiarazioni del sindaco Germani non bastano"

Vetrya Orvieto Basket di autorità sull'Atomika

Tutti in piazza a San Vito per festeggiare le cento primavere di Cesarina

Rafael Varela realizza un quadro per i trenta anni dell'Associazione "Piero Taruffi"

Interregionale Gpg di Scherma ad Ariccia. Vince Rocchigiani, terze Tognarini e Urbani

Fine settimana a tutto rugby per l'Orvietana

A Foligno i pensionati della Cisl puntano sul territorio e sulla formazione

"Chi legge naviga meglio". Anche un omaggio ad Anna Marchesini per "Libriamoci"

"Occhi allo Specchio". Descrizioni dal vero Orvieto-Montecchio - 17

Premio Vetrya per la migliore tesi di laurea sulle applicazioni di intelligenza artificiale nell'industria 4.0

Confagricoltura rinnova le cariche, Giuseppe Malvetani confermato presidente

Progetto EVA+, attivo il distributore di elettricità per la ricarica veloce dei veicoli

Le akebie di Bianca

Juniores regionale di calcio a 5, reso noto il calendario

Regione Toscana e 13 Comuni firmano il protocollo d'intesa per il rilancio dell'Amiata