cultura

Castel Viscardo incontra Hong Kong: musica (e altro) al confine tra Oriente e Occidente

giovedì 16 agosto 2012
di Cinzia Catalucci
Castel Viscardo incontra Hong Kong: musica (e altro) al confine tra Oriente e Occidente

Quattro chiacchiere con i giovani allievi di Hong Kong che partecipano all'XI edizione dei Corsi Estivi di Perfezionamento e di Interpretazione Musicale che si stanno svolgendo a Castel Viscardo.

Hanno tra i 14 e i 16 anni, sono vestiti di tutto punto nonostante siano le tre del pomeriggio e il caldo d'agosto si faccia sentire, mi stanno aspettando seduti composti nella splendida Sala S. Agostino di Castel Viscardo in compagnia di Isabel, la loro insegnante di canto lirico. Loro sono alcuni dei giovani allievi dell'XI edizione dei Corsi Estivi di Perfezionamento e di Interpretazione Musicale di Castel Viscardo, vengono da Hong Kong a già al primo sguardo capisco che non sto certo per incontrare degli adolescenti qualsiasi.

I Corsi di Castel Viscardo, ideati dal M° Riccardo Cambri e realizzati con la preziosa collaborazione di cantanti lirici di livello internazionale quali il soprano Isabel Yi Man Chuan e il baritono Roberto Abbondanza, sono ormai una realtà affermata e radicata nel tessuto locale. Ogni anno, infatti, accade una sorta di miracolo per cui, grazie al linguaggio universale della Musica, scorci di mondi e culture lontani si incontrano in questo angolo di verde Umbria, piccolo per dimensione, ma grande nella sua capacità di accogliere così tanti giovani provenienti da Paesi diversi.

Pierre, Michael, Timothy, Jackie, Tom, Heywood studiano in un college gesuita di Hong Kong, lo Wah Jan College, dove la musica e lo studio di uno strumento sono curriculari e hanno consentito ai ragazzi di avvicinarsi al pianoforte e al canto corale. Ad accompagnare questi giovani musicisti c'è il loro maestro di coro e pianista, Lesley, giovane musicista e ormai "vecchia" conoscenza dei Corsi di Castel Viscardo che lui frequenta, nella doppia veste di allievo e tutor, da ben quattro anni. Ci sediamo in circolo e subito chiedo se questo viaggio "musicale" in Italia, per loro che vengono da un Paese così lontano e così diverso dal nostro, sia un vero e proprio viaggio di studio o più un periodo di vacanza e divertimento vista anche la loro così giovane età.

Sin dalle prime risposte mi rendo conto di come la parola "divertimento", nel puro senso del termine, non sia esattamente ciò che questi ragazzi hanno in mente quando si parla della loro esperienza ai Corsi di Perfezionamento di Castel Viscardo. Michael considera questo viaggio "una cosa sacra", un'opportunità irripetibile che gli consentirà di crescere e maturare educando quotidianamente la sua voce da giovane uomo e allo stesso tempo conoscendo meglio se stesso e le sue possibilità. Michael, che viene da una famiglia modesta, ha ricevuto in regalo questo viaggio dai suoi zii e non ha affatto intensione di sprecarlo!

Anche per Timothy lo studio e l'approfondimento delle sue conoscenze musicali sono le ragioni principali che lo hanno spinto a scegliere i Corsi ideati dal M° Cambri, ma Timothy ha un motivo in più, una vera e propria missione da portare a termine per la sua patria. Timothy è infatti stato eletto rappresentante della sua classe a Hong Kong e crede fermamente che questa esperienza lo porterà ad avere un prezioso bagaglio culturale che al suo ritorno potrà condividere con i compagni.

Ma la musica, si sa, è anche uno strumento per ritrovare se stessi, per conquistare la serenità e rilassare la mente e Heywood lo sa bene: "Sono un tipo nervoso - dice - e per me questo è un viaggio curativo per la voce e per l'interiorità". Contribuisce al ritrovato relax la scoperta degli spaghetti e del cibo italiano. Come dargli torto?

Jackie studia sia canto, sia pianoforte. Dice che nella sua scuola la musica viene considerata come un divertimento e un passatempo, ma in Italia ha capito che lo studio di uno strumento può essere fatto in modo professionale e che questo aumenta le sue capacità esecutive e soprattutto espressive. La pensa allo stesso modo Pierre, sguardo vispo e contegno da giovane intellettuale. Pierre è alla sua seconda partecipazione ai Corsi e crede che l'approccio musicale di Hong Kong sia troppo superficiale a differenza della tecnica europea che fonde insieme sia la pulizia dell'esecuzione che la musicalità e l'espressività.

Tom, che ha 14 anni ed è il più giovane del gruppo, ha iniziato a cantare nel coro della scuola, ma "qui - dice - sono un solista!" Ha iniziato a comprendere le possibilità e la grandezza dello strumento vocale grazie allo studio di un nuovo repertorio musicale: "Niente a che vedere con lo Wah Jan College!". Ma ciò che ha più colpito Tom di questa esperienza sono i modi familiari delle persone del posto, non come a Hong Kong dove "se ti senti male per strada nessuno si ferma". Non molto politically correct, ma efficace.

L'impressione è che questi giovani musicisti conoscano molto bene i loro obiettivi e che siano estremamente maturi e responsabili per la loro età. Lo stesso Lesley, che conosce bene questi ragazzi, si dice ogni anno più sorpreso e soddisfatto di come i suoi allievi imparino velocemente. Lui stesso considera questa esperienza come un modo per migliorare le sue tecniche di insegnamento per poterle utilizzare anche in patria.

I ragazzi sono dunque studenti appassionati e diligenti nell'ambito dei Corsi di Castel Viscardo: "Studiano anche durante il tempo libero" mi conferma Lesley. Ma a Hong Kong quali interessi hanno oltre allo studio della musica? Tom non ha dubbi, la sua passione più grande è mangiare e a Castel Viscardo può proseguire egregiamente questa sua attività. Apprendo poi, con una certa soddisfazione, che da giovane ragazzo quale è ama molto lo sport e pratica il basket e il nuoto, come Lesley che si dice un gran nuotatore! Timothy ama leggere e per lui la lettura ha un significato speciale. Infatti, essendo l'isola di Hong Kong piuttosto piccola, "Si può girare con poco più di mezz'ora di metro" mi spiega, leggere è uno dei pochi modi che Timothy ha a disposizione per evadere e aprire la mente oltre i ristretti confini della sua città. Anche Michael ama "viaggiare" con la fantasia e lo fa ascoltando la musica; questo lo aiuta a rilassarsi e ad allontanare lo stress e la frenesia della vita in una città così popolosa e moderna come Hong Kong. Jackie non ha hobby particolari, ma qui ha imparato a conoscere nuove persone e a dialogare più apertamente e questo gli suscita molta curiosità.

I giovani allievi delle master classes studiano, familiarizzano, si divertono a scoprire un nuovo e diverso modo di vivere, ma oltre alla sfera privata di studenti i ragazzi si confrontano anche con i concerti pubblici che vengono programmati regolarmente durante lo svolgimento dei Corsi e rientrano a pieno titolo nell'attività formativa offerta dai maestri Riccardo Cambri, Isabel Yi Man Chuan e Roberto Abbondanza.
Tutti i ragazzi di Hong Kong si erano già esibiti in pubblico prima di questa esperienza e alcuni di loro hanno persino partecipato a concorsi internazionali di canto corale, ma nell'ambito di questa esperienza l'esibizione di fronte al pubblico assume un ruolo particolare.

Per Jackie il concerto è un momento di verifica di quanto studiato, così come per Timothy che in più vede nell'esibizione la possibilità di esprimere i suoi sentimenti: "è lo specchio delle mie sensazioni di amore, di dolore, di gioia", sensazioni tutte da esprimere e approfondire. Pierre mi dimostra tutto il suo acume intellettuale, e pianistico, spiegandomi che secondo lui ogni brano ha in sé: «la purezza e il sangue di ogni compositore. La possibilità di far rivivere queste sensazioni è una gioia da condividere con il pubblico". Per Heywood il momento dell'esibizione non è, invece, un momento propriamente positivo. "Il pubblico è una condanna per me! Se c'è qualcosa che non va mi sento malissimo!", ma mi spiega anche che qui a Castel Viscardo, grazie all'aiuto dei suoi insegnanti, sta intraprendendo un percorso di crescita che lo sta aiutando ad accettare gli errori e, anzi, a comprendere l'importanza dell'imperfezione. Anche Michael è molto autocritico. Per lui la musica è così bella che ogni errore è una "macchia" che sprona a fare meglio.

Tante le emozioni per questi ragazzi che vengono da lontano, un lontano che non è solo geografico, ma anche e soprattutto culturale. Arrivare in un paesino dove tutti si conoscono, dove il verde è in ogni angolo, dove il tempo è incredibilmente lento quando la quotidianità che si conosce è quella di una città instancabile, affollata, ipermoderna e ipermutevole deve essere stata davvero un'esperienza significativa per Michael, Heywood, Tom, Timothy, Pierre e Lesley. E allora chiedo: cosa porterete a casa di questo viaggio in Italia? Risponde Michael per tutti:
"La limpidezza dell'aria, la luna, le stelle... non credevo potessero essere così luminose!".

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