cultura

Il sipario storico del Teatro Mancinelli esposto a Torino per i 150 anni dell'Unità d'Italia

giovedì 17 marzo 2011
Il sipario storico del Teatro Mancinelli esposto a Torino per i 150 anni dell'Unità d'Italia

Il maestoso sipario storico del Teatro Mancinelli di Orvieto realizzato dal pittore Cesare Fracassini (1838-1868) negli anni in cui il teatro fu edificato, che raffigura Belisario che libera la città di Orvieto dall'assedio dei Goti, sarà esposto alle Officine Grandi Riparazioni di Torino dal 17 marzo al 20 novembre nella mostra che, in occasione dei 150 anni dell'Unità d'Italia, ripercorrerà la storia della nazione dal 1861 ad oggi.

Per raccontare questo secolo e mezzo di storia unitaria in modo critico, la mostra mette in scena i principali elementi che hanno tenuto insieme gli Italiani e i fattori che, viceversa, hanno mantenuto o alimentato divisioni, rappresentandoli attraverso una pluralità di narrazioni e di linguaggi.

Il Teatro Mancinelli, voluto durante il Risorgimento dalla classe colta e borghese emergente che si autotassò per realizzarlo, costituisce certamente un momento positivo di unità. A Cesare Fracassini, legato alla città di Orvieto per motivi di parentela, si devono anche tutte le altre pitture di figura del Mancinelli, tra cui il soffitto della platea con le dodici Ore raffigurate in maniera allegorica e Le Quattro Stagioni sul soffitto del foyer.

Sul sipario - detto "storico" per il soggetto che rappresenta, ovvero un episodio tratto dal De Bello Gothico di Procopio di Cesarea avvenuto nel 535 d.C. - è rappresentato Belisario con il suo esercito bizantino mentre libera Orvieto dall'assedio dei Goti. Una recente osservazione dello storico orvietano Alberto Satolli ha messo in evidenza che, nel gruppo centrale rappresentato nel sipario, il pittore alludeva al tricolore: Belisario, infatti, che indossa un mantello rosso, è su un cavallo bianco, mentre il palafreniere accanto a lui è vestito di verde.

L'accaduto richiama un tema storico a sfondo patriottico che ben si adatta all'ideale risorgimentale della seconda metà dell'800 (Orvieto, fino ad allora sotto il controllo dello Stato Pontificio, fu liberata nel 1860 dai Cacciatori del Tevere ed annessa al Regno d'Italia). Il pittore romano realizzò la grandiosa opera nel 1866 dipingendola a tempera su tela in soli 40 giorni (altezza 9,90 m. - larghezza 12,60 m. - superficie totale 127 mq) e prima di trasportarla ad Orvieto la espose al Teatro Argentina di Roma, dove pochi anni prima aveva già realizzato il sipario raffigurante Numa che ascolta i consigli della ninfa Egeria.

Il sipario del Mancinelli parteciperà alla mostra "Fare gli italiani. 150 anni di storia nazionale" grazie agli accordi intercorsi tra il Comune di Torino, il Comune di Orvieto - Assessorato alla Cultura (l'operazione è stata fortemente voluta dall'ex Assessore alla Cultura Antonio Barberani) e l'Associazione Te.Ma. La richiesta di avere il sipario presente ad una mostra nazionale talmente importante costituisce per la cittadinanza orvietana un onore e, nello stesso tempo, una notevole occasione di promozione per la città di Orvieto. L'opera tornerà al Teatro Mancinelli alla fine di novembre.

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