cultura

PAAO: prove tecniche di trasmissione

lunedì 15 novembre 2010
di Claudio Bizzarri
 PAAO: prove tecniche di trasmissione

Il Parco Archeologico ed Ambientale dell'Orvietano si sta muovendo su più fronti per prepararsi all'anno nuovo che è alle porte, elaborando una serie di progetti sui quali torneremo più diffusamente in futuro (scavi, mostre, escursioni, gemellaggi, pubblicazioni, ecc.) e inizia anche a metter a regime alcune delle possibilità che già da adesso possono essere sfruttate a vantaggio degli Orvietani e dei visitatori della nostra città. Quello che voglio raccontare oggi è l'esperienza che si è venuta a materializzare sulla scia della collaborazione fra PAAO e FEE (Federazione Escursionismo Europeo), una costola della quale è rappresentata dall'Associazione Sportiva D. Scolastica "E. Majorana", appartenente alla FIE.

A Foligno, nei giorni dal 6 al 10 ottobre, lo svolgimento della 41esima conferenza europea sull'escursionismo, definita dal responsabile locale FIE Paolo Bellocchio "un'importante occasione per favorire, attraverso le tematiche legate all'escursionismo (conoscenza del territorio, della storia e della cultura delle popolazioni che lo abitano e che lo hanno abitato; la salvaguardia dell'ambiente e la sua fruizione "eco-compatibile"; lo sviluppo economico legato ad un turismo "di qualità"), l'interazione di approcci diversi e la condivisione di problemi e soluzioni a questo legati".

Il 7 e l'8 ottobre sono state 180 le persone provenienti da Genova, da Malta e dal Portogallo che ci hanno fatto visita - un numero che va implementato di altre 70 persone, provenienti da Foligno e da Calvi dell'Umbria, che sono venute poi nel corso del mese di Novembre. In qualità di direttore del PAAO ho avuto il piacere di guidare questi gruppi, anche coll'aiuto di molti volontari fra i quali i membri di altre associazioni FIE (Terre del Maestrale e Viatores Umbro-Sabini), lungo l'anello della rupe, presentando una città che si è sviluppata in stretta simbiosi con la sua peculiare natura geologica, che ne determina anche le modalità di sviluppo storico-archeologico. Si è trattato di un test che ha quindi potuto usufruire di una "cavia" di alto profilo, di un pubblico che, oltre ad essere in parte composto da stranieri, conosce altre realtà come quelle che gli abbiamo presentato ad Orvieto ed è in grado di formulare paragoni. Ed il risultato è stato confortante, forse superiore alle aspettative per quel che riguarda il feed-back che ne è scaturito. Interesse, curiosità, riconoscenza, voglia di scoprire sono solo alcune delle parole che possono descrivere quanto si è percepito.

La giornata è stata anche ulteriormente "condita" con quanto la nostra città riesce a proporre dal punto di vista eno-gastronomico e dalla particolare scoperta della realtà ipogea di Orvieto Underground, un tassello importante dell'offerta culturale di Orvieto. E' questa la filosofia del PAAO, la valorizzazione di quanto esiste, la promozione ad un grande pubblico, la scoperta di quello che c'è di nuovo e l'individuazione delle eccellenze che sono anche sul territorio da un punto di vista storico, archeologico ed antropologico. Proporre Orvieto è forse più semplice - e scontato - ma le valenze del territorio sono incredibili e la collaborazione con l'IMA (Institute for Mediterranean Archaeology) ne sta facendo una dei suoi punti di forza (a breve una presentazione anche negli USA). Ma questa è un'altra storia; alla prossima puntata...

Pubblicato da arthurdan il 16 novembre 2010 alle ore 18:19
Mi sembra tutto molto bello,
peccato che un comune turista o un orvietano in un giorno qualsiasi non possa godere di questi beni archeologici di inestimabile valore in quanto perennemente chiusi e ricoperti dal verde.
Un turista che decidesse di percorrere il Parco Archeologico troverebbe solamente una serie di rovine quasi completamente ricoperte dalla vegetazione, chiese chiuse, siti non accessibili e lasciati in balia dell'incuria e dell'abbandono.
A tal proposito vorrei, come gi fatto in passato,continuare a denunciare lo stato di degrado in cui versano il settore della necropoli anulare di Velzna situata in prossimit del santuario di Cannicella in strada Fontana del Leone ad Orvieto Scalo (TR) e lo stesso santuario , entrambi i siti facenti parte del Parco Archeologico Ambientale dell'Orvietano.
Durante un sopralluogo effettuato di recente ho riscontrato alcuni danni alle rovine tufacee e l'erosione dovuta all'esposizione alle intemperie e alla mancata manutenzione del verde.
La fatiscente tettoia apposta una decina di anni fa per dare un minimo di copertura alla prima necropoli stata semplicemente rimossa e non pi sostituita con una copertura pi resistente, lasciando che la vegetazione invadesse la tomba e che gli agenti atmosferici facessero il resto provocando ingenti danni e rendendo il sito non pi visitabile. Il problema della mancata manutenzione del verde riguarda anche la Necropoli di Cannicella adiacente alla tomba.
Penso sia dovere dell'amministrazione comunale, della Regione e dello Stato quello di valorizzare l'intera area archeologica e di mettere in atto, insieme alla soprintendenza dei beni archeologici, tutta una serie di interventi mirati al recupero e alla valorizzazione delle risorse storiche e culturali.
Ho gi provveduto a segnalare il caso del PAAO agli opportuni mezzi di informazione con adeguata documentazione fotografica per evitare che questi importanti siti archeologici facciano la fine della Domus Aurea di Roma e della Domus dei Gladiatori di Pompei.
Pubblicato da Claudio Bizzarri il 18 novembre 2010 alle ore 17:47
concordo pienamente con la necessit di trovare una soluzione (fondi) per proteggere alcune delle strutture legate al PAAO. Una soluzione stata adottata anche a Campo della Fiera, sito di grande importanza, ed stata la ricopertura con terra. Personalmente non sono contrario a questo sistema, previa individuazione dell'emergenza e sua corretta documentazione. Per quanto esposto dall'attento lettore posso comunque affermare che esiste un piano di recupero per le aree da lui indicate, redatto dalla Soprintendenza competente, finanziato dalla locale Fondazione bancaria. Sulla chiusura di alcuni dei monumenti che fanno parte del nostro patrimonio il discorso sarebbe lungo: chiudere per proteggere od aprire a rischio? La scelta - intermedia - che faremo sar quella delle visite guidate, tramite le quali ottenere un poco di ossigeno per il PAAO, esercitando anche un controllo sulla corretta gestione dei monumenti da parte dei cittadini, anche perch purtroppo non tutti hanno l'alto senso civico che emerge dalle parole del lettore di cui sopra (leggi incuria, attivit clandestine, semplice "ignoranza").
un saluto
Claudio Bizzarri
Pubblicato da arthur il 19 novembre 2010 alle ore 10:39
Sono contento che lei concordi con me per quanto riguarda l'urgenza di alcuni interventi di protezione e di conservazione dei beni archeologici sopra citati.Non bisogna per cadere nella trappola di rendere la cura peggiore del male (una volta esisteva almeno una sorta di protezione, anche se fatiscente, per la necropoli anulare in questione).
Nello stato di degrado in cui versano i due siti archeologici sopra citati non credo sia possibile nemmeno un tentativo di parziale apertura al pubblico.Forse sarebbe meglio far finta che questi due siti non esistano e cancellarli dalla cartina del PAAO per il momento.
Spero che in tempi brevi si proceda a dar seguito al piano di recupero previsto dalla sovrintendenza e che si possa restituire presto alla cittadinanza tali siti che dovremmo custodire gelosamente per evitare che Orvieto perda completamente interesse turistico.
La ringrazio per l'attenzione.

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