cultura

Secondo Rick Steves "Viaggiare è un atto politico". Riproponiamo un suo video su Orvieto

lunedì 14 giugno 2010
Secondo Rick Steves "Viaggiare è un atto politico". Riproponiamo un suo video su Orvieto

Secondo Rick Steves - scrittore, conduttore televisivo americano, autore di numerose guide sull'Europa - viaggiare, o almeno viaggiare in un certo modo, è un atto politico. Lo sostiene nel suo ultimo libro, Travel As a political Act, ottimamente recensito da Paola Guarnieri su Blogosfere, che così continua parlando dello stile di viaggio di Steves:

"Per me - dice Steves - viaggiare è sinonimo di imparare perché, come ha scritto Mark Twain, "il viaggio è fatale al pregiudizio e al bigottismo". Se tutti gli americani fossero obbligati a visitare altri Paesi prima di votare, gli Stati Uniti si adatterebbero meglio a un pianeta sempre più interconnesso. Per ottenere il meglio dai viaggi dobbiamo uscire dalla nostra comfort zone. Allora il viaggio comincia a diventare un atto politico".

Curiosità e voglia di conoscere, uniti all'esplorazione sul campo di società e culture differenti, sono gli unici requisiti che possono rendere ognuno di noi in un potenziale attivista. Basta solo chiudersi la porta di casa alle spalle e affacciarsi al mondo, per scoprire la verità che è dentro la diversità e, con un po' di impegno e coraggio, contribuire a cambiare la realtà. In una parola, attivarsi.

"Così - scrive ancora Steves - in El Salvador, dove la gente non sogna due auto con relativi box, veniamo a contatto con la globalizzazione vista da un paese povero. In Danimarca osserviamo la gente pagare le tasse altissime e aspettarsi ottimi servizi in cambio. Turchia e Marocco sono finestre aperte sull'Islam moderato. Così come venire a contatto con le ferite fisiche e psicologiche lasciate dalla guerra nell'ex Jugoslavia, spinge alla riflessione sui conflitti e al pacifismo. Se non avessi visto le baraccopoli di Istanbul, non mi sarei occupato dei senza casa nella mia città. Da quando ho studiato gli effetti del pragmatismo olandese e svizzero verso la tossicodipendenza, mi impegno a promuovere una riforma delle politiche antidroga negli States".

Ecco allora spiegato il senso di quell'immagine assai eloquente che lo scrittore usa per paragonare i viaggiatori a "dervisci rotanti" che vedono il mondo come una sequenza rapida e vorticosa di immagini, storie, situazioni e sentimenti. Hanno un piede sempre ben piantato a terra, ma col resto del corpo sfiorano la meravigliosa diversità del mondo. E qualche volta riescono a migliorarla.

E' interessante ricordare che, nei suoi viaggi in Europa, Rick Steves ha spesso toccato anche il nostro territorio, di cui è un estimatore e che, con i suoi resoconti, ha contribuito a far conoscere.
A Orvieto ha dedicato un video che riproponiamo da You Tube. Per chi volesse sapere di più su Rick Steves www.ricksteves.com

 

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