cultura

Il PAAO e Castel Viscardo: un laboratorio archeometrico presentato a Los Angeles

giovedì 14 gennaio 2010
di Claudio Bizzarri
Il PAAO e Castel Viscardo: un laboratorio archeometrico presentato a Los Angeles

La scienza archeometrica è oggi uno degli aspetti più interessanti della ricerca archeologica: la collaborazione con le scienze esatte permette di comprendere meglio quanto il passato ci ha conservato. Molte sono le tecniche che si mettono in campo oggi: per rispondere a quelle domande che ognuno di noi si pone davanti ad un reperto archeologico, nel senso più ampio del termine: che cos'è? O, nel caso di manufatti: com'è stato fatto? E' oggi possibile, ad esempio, datare reperti organici con una tecnica che al grande pubblico è nota come C 14, ossia Carbonio 14, un isotopo del carbonio stesso. La datazione, che è una datazione assoluta, è misurabile per materiali di età compresa tra i 50.000 e i 100 anni. Ma uno dei grandi ostacoli per l'utilizzo sul campo di queste metodologie è dato da due fattori critici: da una parte la difficoltà di utilizzare strumentazioni portatili e dall'altro i costi relativamente elevati delle analisi stesse. Nel corso dell'ultimo meeting che annualmente l'Archeological Institute of America organizza negli Stati Uniti, sono stati presentati alcuni dei risultati che il team che scava nel sito di Coriglia, vicino a Monterubiaglio, ha raggiunto. L'alto profilo scientifico è stato apprezzato dal pubblico presente, costituito in massima parte da specialisti in materia ed il prof. David George, codirettore dello scavo, unitamente alla docente di Chimica dott.ssa Mary Kate Donais, ha ricevuto commenti estremamente favorevoli sulla relazione presentata.

Il titolo completo dell'intervento era:
Use of Portable XRF and Portable Raman for Phasing of Walls and Floors of Roman Structures at the Excavations at Coriglia, Castel Viscardo, Italy (David B. George, Saint Anselm College, Claudio Bizzarri, Parco Archeologico e Ambientale dell' Orvietano, and Mary Kate Donais, Saint Anslem College) ed è rintracciabile sul sito dell'Institute:http://www.archaeological.org/webinfo.php?page=10300&action=display&sid=6F.

In pratica cosa è stato fatto a Coriglia? Dagli States sono arrivati specialisti che hanno analizzato con due distinte apparecchiature le malte con cui sono stati costruite le murature rinvenute nel sito etrusco-romano. Lo scopo era quello di individuare eventuali differenze nella composizione delle malte stesse e di utilizzare i dati per comprendere meglio la cronologia degli interventi ed iniziare a costruire un database utile per confrontare non solo le murature di un singolo sito archeologico ma anche per stabilire confronti fra realtà archeologiche sparse sul territorio. Per fare questo sono stati campionati anche tratti di muratura da Campo della Fiera, Pagliano, Bolsena e Gradoli. Per il sito di Monterubiaglio è stato possibile stabilire le varie fasi di costruzione e restauro relative ad una struttura ad esedra collegata al sistema di tubazioni in piombo rinvenute negli anni passati. Inoltre i dati di scavo e le avanzate tecnologie impiegate sul campo (XRF e Raman) stabiliscono la presenza di una rilevante concentrazione di zolfo (5%) nelle concrezioni calcaree analizzate, togliendo ogni dubbio sul fatto che l'acqua, nello specifico sulfurea, sia la chiave di lettura del sito che gode di una felice posizione geografica dominando la valle del Paglia e la Via Traiana Nova. È ragionevole pertanto ipotizzare che le strutture rinvenute siano parte di un esteso complesso monumentale di età romana, con un impianto architettonico dal forte impatto scenografico per la presenza di terrazzamenti, legato allo sfruttamento delle acque termali, impostato su una preesistenza etrusca forse di origine santuariale.

Il PAAO continua nella sua opera di indagine scientifica e di promozione della realtà orvietana anche in ambiti internazionali; al momento è allo studio l'organizzazione della prossima campagna 2010, alla quale dovranno partecipare più di 20 studenti dell'ateneo americano, che verranno integrati da studenti italiani, creando un interessante mix culturale di estremo fascino.

Due sono i siti che trattano dello scavo di Coriglia: http://www.imarchaeology.com/ oppure http://www.digumbria.com/ , un buon esempio di valorizzazione delle nostre risorse.

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