cultura

Viaggio nella civiltà contadina - La Cucina. Presentazione del libro di Pier Luigi Leoni e Enzo Prudenzi al Piccolo Teatro delle Fontane

sabato 12 dicembre 2009

Domenica 13 dicembre alle ore 17,15, il Piccolo teatro delle Fontane di Castel Viscardo, con il Patrocinio dell'Amministrazione comunale di Castel Viscardo presenta "Viaggio nella civiltà contadina - La Cucina", di Pier Luigi Leoni ed Enzo Prudenzi (Annulli editore). Alla presentazione interverranno Lorena Fiorini, scrittrice, psicologa della comunicazione e Dante Freddi, giornalista, critico letterario.

Al termine della presentazione: gastronomie di una volta, assaggi, tipicità locali, vino per tutti.

Il Libro presenta un'introduzione a cura del fiduciario della Condotta Slow Food Orvieto Vittorio Tarparelli, nella quale tra l'altro leggiamo:

"Appena dopo il secondo conflitto mondiale, il mondo contadino si avvia al crepuscolo. L'inarrestabile modernizzazione del paese, fatta di esodo urbano e di produzione industriale di massa, presto inizierà a liquidare tradizioni, culture e caratteri antropologici. Anche la cucina contadina subisce la veemente avanzata di quel potente 'quadrimotore', così chiamato da Edgar Morin, fatto di scienza, tecnica, industria ed economia capitalistica. L'istantanea scattata da Pier Luigi Leoni e da Enzo Prudenzi coglie quest'attimo di transito epocale, il passaggio da un mondo ad un altro. La visione degli autori può definirsi 'ecologica' poiché, con ponderata misura, non fa astrazione dalle concrete condizioni materiali di esistenza e non prescinde né dal tempo, né dallo spazio o dal calendario. Procedendo in questo modo, la cucina contadina diventa espressione di una rete "eco-sistemica" finalizzata a riprodurre la vita materiale, a celebrare i riti di passaggio e a dar energia alle forme della convivialità attraverso quell'onesto godimento che può essere tratto dal cibo e dalla sua condivisione. Attorno al cibo, alla sua produzione, preparazione e consumo veniva allestita una centralità sociale e culturale. Oggi tutto ciò è pressoché smarrito e non resta altro che la cornucopia dell'industria agro-alimentare che ci riempie di cose senza tuttavia riservarci alcun piacere, alcuna emozione... Il solo piacere del cibo non è però sufficiente a sostenere la sfida posta dalla globalizzazione e da un'agricoltura industriale nefasta per i destini planetari. Ed è per questa ragione che abbiamo bisogno di un nuovo concetto di qualità alimentare che affianchi al piacere - il buono - il rispetto dell'ambiente e della biodiversità - il pulito - e la giustizia sociale da realizzare tramite condizioni di lavoro rispettose dell'uomo e dei suoi diritti - il giusto... 'Mangiare - dice Wendell Berry, poeta, contadino e professore all'Università del Kentucky - è un atto agricolo'. Con le nostre scelte noi decidiamo quale tipo di agricoltura riteniamo desiderabile: se quella alle dipendenze della chimica o quella sostenibile, ecologica, orientata verso una qualità alimentare buona, pulita e giusta. Secondo questa prospettiva, il consumo diventa parte dell'atto produttivo e il consumatore diventa, a tutti gli effetti, un co-produttore. Cosa dobbiamo allora imparare dai nostri nonni contadini? Molte cose. Anzitutto il senso della prossimità con la Terra e la conoscenza intima dei suoi ritmi e delle sue ciclicità; la cura della biodiversità al fine di garantirsi alimenti freschi nel corso dell'anno; il valore della lentezza per meglio sostare sui piaceri del convivio e dell'amicizia. E non per ritornare al passato, ma per ripartire dal passato e correggere gli errori commessi negli ultimi anni dal dilagante pensiero unico che ha decretato l'estinzione dell'agricoltura non suscettibile di trattamenti industriali. Serve una nuova alleanza tra produttori e consumatori per un cibo buono, pulito e giusto. Per ridare dignità all'agricoltura mettendo assieme tradizioni millenarie e moderne tecnologie, recuperare il piacere del cibo e della convivialità, rimettere in piedi le economie locali e farle vivere dentro una rete mondiale di scambi sostenibili. Una missione che tiene unite le comunità del cibo del pianeta e che si costruisce attraverso i nostri gesti quotidiani. E libri come questo servono, a loro volta, a ricordare questa nostra formidabile missione".

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