cultura

Nel segno della qualità si ripresenta al Mancinelli il Festival Valentiniano

mercoledì 19 settembre 2007
di Elio Taffi
Al Ridotto del Teatro Mancinelli si è svolta l’inaugurazione del XX Festival Valentiniano, diretto dal Maestro Carlo Frajese con la consulenza artistica del Maestro Riccardo Cambri, con un concerto del pianista uzbeko Michail Lifits, già presente ad Orvieto nella scorsa edizione del Festival. Il venticinquenne artista ha confermato in pieno tutte le proprie qualità allo strumento con una prova di alto valore tecnico. Due sonate di Scarlatti, per iniziare, la prima, in fa minore, sembrava più creatura di Schubert che non del compositore barocco italiano, ma, probabilmente, l’anima romantica di Lifits non ha saputo evitare di piegarsi ad un disegno tematico particolarmente “affettuoso” come quello della sonata K.111. Di gran valore l’esecuzione della Sonata op.111 di Beethoven, che il giovane pianista ha eseguito con impressionante vigore; la musica è splendida e Lifits ne propone una lettura efficace e tonica. Pochi giorni prima, durante la conferenza stampa di presentazione del Festival Valentiniano, il Maestro Frajese aveva accennato brevi passi della 111 di Beethoven al pianoforte, spiegandone la natura tecnica e suggerendo alcune immagini visive e filosofiche a corredo della dissertazione. Si nota la differenza tecnico-strumentale fra i due musicisti: uno, giovane pianista di grande talento, l’altro un direttore d’orchestra di antica carriera. Si è superato, poi, il pianista uzbeko nella romantica Sonata in si di Franz Liszt, un’eccellente performance, trascinante nei passi più tecnici, intima ed ispirata in quelli più riflessivi. Lo Chopin raro del Notturno in do diesis minore, bis richiesto con entusiasmo dagli spettatori, ha chiuso un pomeriggio di grande livello al Ridotto del Mancinelli. Il Festival Valentiniano ritornerà nel prossimo weekend, con due appuntamenti: sabato 22 (ore 18:30) con “Les Chansonnettes du Café-Chantant” e domenica 23 (sempre alle 18:30) con il duo Elena Giri, flauto, ed Eugenia Nalivkina, pianoforte.

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