cultura

Allerona in festa per il ritorno dei Pugnaloni

venerdì 19 maggio 2006
Torna come ogni anno ad Allerona, per la terza domenica di maggio, la Festa di S. Isidoro, patrono degli agricoltori. La tradizione lega a questa festa l’esposizione dei “Pugnaloni”, carri allegorici sormontati dal caratteristico albero di pioppo ornato di nastri a vari colori che riproducono scene di vita e di lavoro dei campi. I personaggi, gli animali, gli attrezzi agricoli sono costruiti in legno e argilla dagli abitanti del luogo durante l'inverno ed è sempre presente, nella raffigurazione, la scena di Isidoro che prega mentre gli angeli conducono l'aratro. La ricorrenza, le cui origini potrebbero risalire al paganesimo ed essere collegate con l'offerta delle primizie della terra a Cerere, dea delle messi, o a Mercurio, dio del commercio, avrebbe poi subìto, probabilmente a partire dalla metà del 1700, una contaminatio legata all'espandersi del culto di Sant'Isidoro. Canonizzato nel 1622 da papa Gregorio XV insieme a figure quali Ignazio di Loyola, Teresa de Avila, Francesco Saverio e Filippo Neri, Isidoro di Madrid (1080-1130), semplicemente detto Isidoro contadino, si era guadagnato la santità con una vita di preghiera, di condivisione dei pochi beni con i più poveri e di retto, instancabile lavoro. Si narra che il bracciante del ricco proprietario terriero Giovanni de Vargas, prima e durante il lavoro pregasse intensamente per rendere il suo operato più proficuo e leggero; e che il padrone, in parte stupito di risultati così lusinghieri, in parte spinto dalle maldicenze degli altri braccianti che davano Isidoro per assenteista - sia pure a vantaggio della preghiera - si accorgesse spiandolo di come mentre lui pregava due forme angeliche lavorassero al suo posto trainando il carro dei buoi. Ovvio, dunque, come sia diventato protettore del mondo agricolo e come la sua memoria, che ricorre il 15 maggio, sia legata, in Italia e non solo, ai riti che celebrano la vita dei campi. Prima di questa integrazione a carattere religioso la festa sarebbe da ritenere, secondo lo storico Pericle Perali, di carattere preminentemente mercantile, supposizione che troverebbe riscontro nella data di metà maggio, epoca in cui nel calendario romano era fissato "il giorno del gran lavoro" dei mercanti. Quanto al termine "pugnalone", sembra da avvalorare l'ipotesi che lo riconduce a pungolo, ossia al bastone munito ad un'estremità di un puntale di ferro e all'altra di un raschietto, usati dai contadini per sollecitare i buoi a muoversi e per pulire l'aratro dalle zolle. Oggi come ieri, al di là dell'aspetto che nel tempo è cambiato, dopo la funzione religiosa del mattino i Pugnaloni sfilano per le vie del paese con un corteo di figuranti in costume alleronese della seconda metà del 1800, la banda, il clero con l'immagine di Sant'Isidoro, il gonfalone del Comune e le autorità municipali, per poi essere premiati da una commissione e sostare in esposizione l'intera giornata nel centro storico. Ma mentre un tempo erano i portatori stessi ad offrire a chi conveniva le primizie della vita campestre contenute nei Pugnaloni, oggi sono piuttosto le associazioni di promozione turistica ad organizzare, nel pomeriggio tra la rievocazione in costume degli antichi mestieri (fabbro, maniscalco, lavorazione del legno, della lana, merletti, prodotti in vimini), una degustazione di prodotti tipici alimentari. Si comincerà dalle tradizionali fave con formaggio pecorino, continuando poi con bruschette, salumi, formaggi vari per poi finire con i dolci: il tutto accompagnato da musica e da buon vino locale rosso e bianco.

Il Programma della Festa dei Pugnaloni

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