cronaca

Emergenza a Orvieto Scalo tra prostituzione e degrado. I cittadini cominciano ad avere paura: "Fate qualcosa non lasciateci soli"

mercoledì 20 agosto 2014
di G. An.
Emergenza a Orvieto Scalo tra prostituzione e degrado. I cittadini cominciano ad avere paura: "Fate qualcosa non lasciateci soli"

“Non ne possiamo più, vivere a Orvieto scalo non è più sicuro o i politici fanno qualcosa oppure va a finire che il quartiere scompare”. La voce dei residenti storici di Orvieto scalo è preoccupata, tra ragazze che si prostituiscono ai giardini comunali, furti costanti e negozi che declino di trasferisti, ormai il primo quartiere nato ai piedi della Rupe rischia veramente di diventare un’emergenza.

Le persone hanno voglia di parlare, ma non di farsi riconoscere. Già questo la dice lunga sullo stato d’animo che regna nella zona dei giardinetti, di piazza del Commercio e della Stazione Ferroviaria. “Abito qui da quarant’anni e quello che vediamo oggi non lo abbiamo visto mai - dice una settantenne casalinga -. Vengo da tanti anni al mercato, quasi tutte le settimane. Un tempo d’estate s’incontravano ragazzini e famiglie che giocavano ai giardini, oggi ci sono solo persone anziane e soprattutto ci sono tanti stranieri. Non abbiamo niente contro gli stranieri, ma ho qualche amica che vive al Borgo e mi racconta cose che a volte stento a crederle”. Tentiamo di sollecitare la signora a farsi fare una foto per dare forza alle sue parole, ma a quel punto corre via: “Per carità, la foto, poi mi riconoscono e non sai mai come va a finire”.

Che cosa succederà mai in questo benedetto giardino pubblico? Basta aggirarsi per le bancarelle del mercato e origliare qualche discorso dei gruppi di anziani. Ieri mattina - 19 agosto 2014 - l’argomento era questo: “Le hanno arrestate tutte e due” dice uno, “Ma davero” risponde l’altro. “Ma che arrestate, gli hanno dato il foglio di via” si inserisce un altro. “Ma quall’erano?” riprende l’amico. “Come qual’erano - risponde l’altro - quelle che giravano qui la mattina. Non te ce sei mai trovato? A coso (in realtà hanno fatto dei nomi ben specifici ndr) j’avevano fatto partì la capoccia, c’avrà speso tutta la pensione”.

La situazione viene confermata da tutte le forze dell’ordine, tanto che i servizi delle ultime settimane dimostrano come Carabinieri e Polizia vogliono stringere il cerchio sul giro di prostituzione che c’è a Orvieto Scalo. Nonostante pochi giorni fa ci sono stati i controlli dei militari dell’arma al parcheggio della stazione, basta fare un giro per capire che quelle ragazze che camminano lungo il viale, nella zona vicina al parcheggio dei pullman dell’Atc non aspettano l’arrivo delle giostre. Basta far finta di rallentare che subito la loro attenzione si rivolge verso un eventuale cliente e non ci mettono tanto a chiamare da lontano.

Lasciamo il parcheggio della stazione e proseguendo incontriamo un uomo, al quale diciamo di essere di Orvietonews e stiamo conducendo un’inchiesta sul degrado di Orvieto scalo. “Bravo” risponde d’impatto. Ci dice qualcosa? Le possiamo fare una foto? Alle nostre domande si irrigidisse, tentiamo di convincerlo a parlare e lo fa soltanto a patto di mantenere l’anonimato. “Sono cresciuto allo Scalo e qui vivo con mia moglie e i miei due figli, un maschio di 8 anni e una femmina di 13” racconta il quarantenne. “Faccio spesso la spesa al Superconti - dice - dove ho letto proprio sul vostro sito della denuncia delle due ladre. Con i miei figli veniamo spesso ai giardini. Io stesso passo qualche ora al bar durante la settimana. Mi moglie frequenta quotidianamente la zona. Ho dei parenti che vivono al Borgo. Diciamo che negli ultimi anni la situazione è andata a peggiorare, specie da quando hanno chiuso la caserma dei carabinieri. Ora non si vedono mai le forze dell’ordine e strani gruppetti di persone sono ormai in ogni angolo. Al Borgo penso che non debba essere io a raccontarvi cosa succede, lo potete benissimo immaginare. Ma ormai è tutto un “borgo”. Ai giardini della rotonda in determinate ore della giornata non possiamo più andarci. C’è un giro di prostituzione costante e se devo dirla tutta le ragazze mi sembrano troppo giovani. E non pensate che siano solo straniere. Dopo che la Coop si è trasferita la zona si è spopolata. So che ora anche altri due negozi andranno via da piazza del Commercio. Per non parlare della Stazione Ferroviaria, è diventata un lugo dimenticato, chi arriva con il treno penso che solo all'impatto che ha con la stazione vorrebbe già andare via. E' sporca, priva di servizi e la notte è un lugo veramente pericoloso. Non so veramente cosa rimarrà di Orvieto scalo. Quando ero giovane . ricorda l'uomo - era un posto dove si viveva bene, ora siamo veramente combattuti se rimanere qui o vendere la casa e trasferirci altrove, anche per difendere i miei figli. Quando escono di casa e dicono, andiamo ai giardini, non nascondo che io e mia moglie abbiamo paura. Ve lo ripeto, fate bene a fare queste inchieste, almeno i politici si rendono conto dello stato in cui versano i quartieri della città. Soprattutto si devono rendere conto i vertici dei Carabinieri che hanno chiuso una caserma lasciando tanti cittadini senza un presidio di sicurezza”.

Le parole di queste persone pesano come macigni sulla vivibilità di Orvieto scalo, ma come ogni situazione di disagio, probabilmente tutto può essere recuperabile a partire dalla riapertura di una caserma o di un presidio da parte dei carabinieri. Il comune in questo caso potrebbe agevolarne l’apertura fornendo dei locali pubblici. Chiaramente le cose non si fanno con la bacchetta magica, ma arrivati a questo punto è il caso di prendersi la responsabilità di un gesto di coraggio. Quel coraggio che Don Stefano Puri ha avuto qualche settimana fa nel denunciare pubblicamente che l’apertura di una nuova sala scommesse non è necessaria. L’amministrazione comunale si è mossa, ma non tutti lo sanno, forse sarebbe il caso di fare altrettanto, di prendere il coraggio a quattro mani e fare come Don Stefano, dire pubblicamente quello che si pensa. Orvieto scalo ne ha bisogno, soprattutto ne hanno bisogno i cittadini che cominciano ad avere paura.

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